Una che sopravvive ballando
Utente: BoucheRouge
Una donna con un cuore da bambina, uno spirito maturo, una mente veloce, mani piccole e sguardo diretto

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Porto e Lascio
Lascio
l'incapacità di abbandonarsi alla vita, le maschere, il giudizio cieco, la rabbia cieca, la trasgressione ostentata, il carrierismo, chi non gode del senso del gusto, chi non stacca mai la spina, chi si prende troppo sul serio, chi pensa al denaro come alla causa e non alla conseguenza, chi non ama viaggiare,chi non si commuove, chi non ama conoscere, chi non ha il senso dei propri limiti,chi ama la mia compagnia solo perchè sono luminosa, chi non rincorre il piacere, essere Prima Inter Pares



Porto
le pagine vecchie e stanche dei classici, i poeti che hanno sofferto per noi, le risate immotivate, chi coltiva l'amicizia come un bene prezioso, chi mi chiama di rado perchè sa che tanto è dentro di me , chi si mette e rimette in gioco, chi non ricorda la propria età, viaggiare leggera,cambiare sempre, correre insieme a chi ha la mia velocità,chi sospira " tanto lei è così", il pensiero agile, gli occhi curiosi e le mani tremanti,il richiamo improvviso dei sensi, i diversi, chi è arrivato in fondo e sa che riuscirà a risalire, chi è risalito e sa che la superficie è un'illusione, la mia famiglia lontana


...e cuore pensante
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Nello zaino
I MIEI INTENDIMENTI Tendere e non pretendere - Essere pensante ma non essere pesante - Amare la luce - Guardare prima di tutto gli occhi - Cercare il luogo giusto nel proprio cuore - Conservare un nocciolo d'acciaio - Essere allegramente tormentata - Empatia Empatia
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martedì, luglio 08, 2008
VINICIO MIO

"Andrò laggiù dove pieni di linfa, uomini e piante,
si struggono lungamente negli ardori dei climi;
portatemi là, forti trecce, siate la mia onda possente!
Mare d’ebano, tu contieni un sogno abbagliante
di vele e remi, di pennoni e fiamme"

ED OGGI

ADDIO ISOLA

 

Non c'è tempo per valutare considerare nè per sentire

Mi impacchetto in pochi giorni e faccio ritorno

nella città che mi ha accolto nell'aurora della giovinezza

e che oggi mi vede donna

 

Vi saranno i giorni del ricordo e quelli dell'attesa

Oggi stanchezza, tanta, stordimento, e necessaria operosità

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 23:23 | link | commenti (18) | categoria: perfect day, canto, brandelli, trentaquattro
martedì, giugno 03, 2008
TANGO

Vida mía

1933

Música: Osvaldo Fresedo

Letra: Emilio Fresedo 

 

 

Siempre igual es el camino

que ilumina y dora el sol...

Si parece que el destino

más lo alarga

para mi dolor.

 

Y este verde suelo,

donde crece el cardo,

lejos toca el cielo

cerca de mi amor...

Y de cuando en cuando un nido

para que lo envidie yo.

 

Sempre uguale è il cammino

che illumina e dora il sole...

E sembra che il destino

più lo allunga

per il mio dolore.

 

E questo verde suolo,

dove cresce il cardo,

lontano tocca il cielo

vicino al mio amore...

E ogni tanto un nido

affinché io lo invidi.

 

Vida mía, lejos más te quiero.

Vida mía, piensa en mi regreso,

Sé que el oro

no tendrá tus besos

Y es por eso que te quiero más.

Vida mía,

hasta apuro el aliento

acercando el momento

de acariciar felicidad.

Sos mi vida

y quisiera llevarte

a mi lado prendida

y así ahogar mi soledad.

 

Vita mia, lontano più ti amo.

Vita mia, pensa al mio ritorno,

So che guadagnare

non mi darà i tuoi baci.

Ed è per questo che ti amo di più.

Vita mia,

perfino purifico l'alito

avvicinando il momento

di accarezzare felicità.

Sei la mia vita

e vorrei portarti

attaccata al mio fianco

e così affogare la mia solitudine.

 

Ya parece que la huella

va perdiendo su color

y saliendo las estrellas

dan al cielo

todo su esplendor.

Y de poco a poco

luces que titilan

dan severo tono

mientras huye el sol.

De esas luces que yo veo

ella una la encendió.

Già sembra che la traccia

va perdendo il suo colore

e uscendo le stelle

danno al cielo

tutto il suo splendore.

E a poco a poco

luci che titillano

danno un tono severo

mentre fugge il sole.

Di queste luci che io vedo

lei ne accese una.

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 16:33 | link | commenti (9) | categoria: uomini, perfect day, brandelli, bacio e sesso, trentaquattro
martedì, maggio 13, 2008
AMACHE DI BUCATINI

.

La strada per imparare ad amarsi è costellata di pietre aguzze e dissuasori e aiuole di sosta che sembrano oasi ma sono illusioni di riposo

 

Fra le tappe che faticosamente affronto con lo zaino stracolmo di occasioni perse ed i piedi stanchi per aver appena terminato corse non mie come prestanome, ce ne è una che sembra insormontabile

 

La preparazione di una cena per me, solo per me, con tutti i requisiti per cui si possa definire tale

Tovaglia dignitosa       Portate cucinande       Stoviglie e bevande

 

Uscita dall’automatismo della preoccupazione casalinga del tardo pomeriggio sul menu serale, “Santo cielo, questa sera che cucino?” lontana dal carrello con fidanzato a rimorchio del fine settimana, salva dalla promessa imprudente da primo mesiversario del dolcetto domenicale, mi appresto a considerare plausibile l’eventualità di cucinare almeno una volta per la donna della mia vita.

 

La lotta è all’ultimo sangue: propositi  salutisti si alternano a pulsioni goderecce, tutti concordi nello spingermi verso l’accendigas che io schivo magistralmente aprendo il frigo…collocato due metri prima.

 

“Devi pensare un po’ a te”  apro le ante della credenza cercando ingredienti che creino sapore se combinati, non soluzioni di comodo monotematiche. Fantasia e passione proverbiali ingozzate da anni di gratificazione non rispondono all’appello e sonnecchiano di fronte alla casa muta di ospiti.

 

La cultura, l’abitudine e una natura che è destino mi ricordano che per me cucinare è arte  da condividere,  lo stesso piatto servito a chi amo quando cucinato per me perde di valore e sapore,  la tavola imbandita vista con occhi solitari diviene ridicola, la bottiglia di vino diviene spreco e condanna allo scialimento, i due unici piatti da lavare nel lavabo sono un’offesa per guanti e grembiule, l’Arrabbiata delle due di notte alle otto di sera diviene una distrazione dal telegiornale, la sedia ed il tavolo sono uno strazio per il fisico che potrebbe accasciarsi sul divano.

 

Il percorso di riappropriazione passa attraverso prove apparentemente inconsuete e banali, che invece richiedono impegno e devozione, chè anche questa è cura di me, e impongono tempi e metodo, gustare  e non divorare,  preparare accuratamente e non scartare.

 

Dovrà arrivare il giorno in cui mi rivedrò Narcisa in uno specchio di brodo vegetale fumante che avrò massaggiato con oli profumati

 

E dovrà venire a breve il momento in cui con soddisfazione  mi cullerò in un’amaca di bucatini all’amatriciana scostando riccioli di ventricina alla brezza di un pecorino di stagione…sfiorando con i piedi dondolanti una risacca vogliosa di Nero D’Avola!

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 15:21 | link | commenti (32) | categoria: sindromi, canto, mania, trentaquattro
domenica, marzo 16, 2008
DUE CUORI E UNA CAPANNA

DEI DUE CUORI e UNA CAPANNA CON PISCINA

 

Perchè i luoghi comuni lustri e levigati dall'uso di anziani ed ingenui spiriti semplici non nascono se non dai cuoricini di chi li vive ed oggi siamo in due," ma è successo anche a te?" oh sì e poi a quella coppia in Alabama, e poi c'era una casetta in Canada ed anche la Casa nella Prateria, e quella famiglia di cinesi che sembrano in tre ma sono in 18 ed i miei zii tanto semplici ma così felici con le loro poche cose e le loro gite low cost domenicali a panini e porchetta.

E signori non è a la page l'apostolato della baracca stracolma d'amore di praline di dolcezze e perfino il mio cubanito salsero che saltella in battute di prima sui valori e le convenzioni convinzioni irridendo alla società occidentale sa che il soldo la pecunia gli argent oleano i meccanismi e cuciono di morbido teflon gli strappi dei ventricoli. Vado dal gioielliere a riscattare un mese di fedeltà, ritornando mi fermo un attimo da Hermes giusto per garantirmi due notti di otto volante. Quel viaggetto in Costa Rica è proprio meritato, un BOT semetrale di comprensione e laissez-faire ma se salta la settimana bianca sarà d'uopo sostiture l'etichetta di plexiglass sul citofono con Roses..oh sì tesorino mio maritino viita.

Ma la bisnonna Bouche raggrinzita e sorniona scandirà davanti a lingue di fuoco campagnole passando il palmo su morbida ciniglia frammista a capelli sottili di nipote e peli di gatto persiano le memoria del suo cuore..del suo - di lui - cuore e della capanna e ammonirà dal fascino mefistofelico dell'arjant che salda le crepe dei ventricoli.

La bisnonna Bouche con l'artrite per la gioventù dissoluta ed incosciente ripescherà le ore più serene in una sola stanza con travi basse nel vicolo fiorentino dominato da Regine di lacca e paillettes, travi basse quanto la fronte del suo amore, con acqua fredda e bombola per il gas, un divano che è un piccolo letto per due cuori troppo ingombranti con i piedi di fuori e scatole e valigie ed amici guardaroba e parenti portafogli sempre troppo sgonfi e lontani. Uno scrigno di sana povertà che brillava di una felicità da silenzio cupo nel racconto, un buco di parole inadeguate alle passeggiate notturne in centro ed alla vita sotto il termosifone di piumino d'oca arancio.

La bisnonna Bouche che ha amato il bello e prezioso perchè il bello è bello dovrà pur dire che ha subito il ricatto del riscatto..che il suo Amore ha visto appoggiata ad un muro di potere sociale  e denaro una scala di pioli perfetti..e "sali amore sali che lo meriti, io ti spigno per le chiappe, sali" e si sale in due energeticamente lui avanti, lei dietro titubante, vertiginosa nella naturale ascesa e irrispettosa del segreto del salire..lei non sa non guardare indietro e vedendo giù la paura.."no, no, io scendo" ma l'Amore vuole volare  sente ancora sulle chiappe il calore delle mani di lei che lo spingono e  quella giovane donna vede appena il groppone chino e coordinato di lui sui pioli .... lontano ....cazzo nipotini miei avrei potuto metterci meno forza in quella spinta, o semplicemente nascondere la scala, ma aveste visto com'era bello nel suo gessato Zegna mentre prendeva i pioli e gli onori con quelle mani eleganti e quegli occhi neri pugliesi...

E quell'espressione sognante della nonna negli anni al sentire "Due cuori e una capanna" l'espressione di chi ha sgretolato il dolore nell'acqua e zucchero per digerirlo bene e di chi sa di vero e non di retorico stavolta per tutte, rimarrà sempre, dalla sedia a dondolo al pasto parco, dal coro della chiesa agli amici di canasta, e il senso di quel detto è ancora lì nei 25 mq con le travi basse e si agita nella zeppa di legno sotto la zampa zoppa della scrivania da dirigente di quegli occhi neri pugliesi e nei suoi tentativi goffi di tirare il braccio di lei su per la scala, mentre lei ora riposa al sole di un agrumeto. Ora andate a letto bambini, domani la nonna vi racconta un'altra storia.

 

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 13:40 | link | commenti (18) | categoria: angeli, umberto saba, culi, giù, bacio e sesso, trentaquattro
domenica, febbraio 24, 2008
SOLITUDO

Più trasparente
di quella goccia d'acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da tè stessa a tè stessa .

Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un'isola

Octavio Paz

Di domenica sedimento

In una solitudine cercata e difesa si rallenta il respiro, si stabilizza il battito

Si ritrova quella condizione umana naturale nella quale ognuno essendo parte del tutto

È comunque un tutto a se stante, malgrado sé_

 

La solitudine mi riconquista

Rivivo, comprendo, supero, prendo la rincorsa per nuovi slanci_

 

Sempre stato un essere solitario

E per la grande sintonia con la mia solitudine sempre stata un’animatrice_

 

Tutte le decisioni fondamentali sono immerse nel liquido amniotico della solitudine

10 minuti, 1 giorno, 1 anno a volte, che sia il silenzio del cuore fra la gente o la mia casa priva di rumori non c’è nessun coprotagonista a definire gli indirizzi della mia vita_

 

Forse non ci sono neanche io..ascolto ed accolgo l’immagine che dal profondo si staglia con crescente nitidezza e la prendo per mano, tutto qui, non so per quanto tempo camminerò, né so per quanto terrò quella stessa direzione_

 

Il sole inizia a calare sul mio balcone che guarda il porto..una cornacchia mi saluta ogni mattina..sento l’odore di pulito della casa che mi ringrazia per le sporadiche cure ed a tratti le urla dei detenuti ai loro cari_

 

Ho finito il latte_

 

Tu mi cerchi, rincorri la ragazza semplice e solare che arbitrariamente credi io sia_

 

Mentre scendo in latteria  potrei lasciarti sul tappeto a fare l’amore con quel simulacro che il tuo desiderio ha costruito, essendo una creatura tua non potrà che darti tutto quello che chiedi_

 

Torno subito_

Scritto da: BoucheRouge alle ore 18:26 | link | commenti (8) | categoria: brandelli, loro in bocca, trentaquattro
mercoledì, febbraio 20, 2008
MANI.A

MANI.A

MANI.AE

 

La cucina è larga 6 piastrelle bianche patinate

 

La tenda della sala ha 12 anelli di ferro battuto

 

La vasca del bagno è lunga 11 piastrelle color crema

 

Lo specchio della camera, quello sopra alla cassettiera, è un parallelepipedo disegnabile in  28 linee

 

 

Quest’anno a Natale, nei 4 km fra il garage e casa, ho visto 7 alberi addobbati nei giardini delle villette

 

Io conto e conto e misuro

 

E conto e schedo e non dimentico

 

Sono in un locale, in auto, in ufficio, sdraiata a letto e involontariamente catalogo

 

E questo sempre e da sempre, in maniera inspiegabile

 

Un’operazione da ape operaia operosa che non si coniuga affatto con la mia natura irrequieta e reticente agli schemi, come alla mia vita fatta di pochissime consuetudini ed a nessuna abitudine

 

Cambio il bar per la colazione, il lato del letto in cui dormire, i profumi, i trucchi, il cibo, le persone di cui mi circondo, i luoghi, il  nido, ho una mente rotonda fatta di ghirigori e non di linee, cremosa, che si insinua e si assesta fra i sassi e poi invece di solidificare lentamente scivola e si adagia fra altri sassi…e poi se ne va di nuovo

Eppure conto e conto e misuro

 

( Nell’armadio ci sono 14 stampelle )

( Il portaprodotti appeso in bagno ha 12 tasche)

( Nel mio portafoglio ci sono 16 carte con codice a barre)

Scritto da: BoucheRouge alle ore 13:19 | link | commenti (22) | categoria: sindromi, mania, semiotica delle passioni, trentaquattro
sabato, gennaio 05, 2008
fra Miseria e Nobiltà

Ultima notte nella mia vecchia casa....avrei molto da dire, ma preferisco ignorare e consegnare al silenzio quello che produce questo distacco, almeno per ora        

iodinotte

Parlando con chi mi è affine dico spesso “ noi siamo miseria o nobiltà, senza Bisogna trattare con delicatezza le parole perché  se agitate troppo possono rompersi ed il contenuto, il senso, cadere per terra ed inondare il pavimento e questo è successo.

 

Ho una nuova casa che si affaccia sulla miseria  e sulla nobiltà, vivo in un nido che osserva i due estremi delle condizioni sociali; ho un balcone , ad est, che guarda al mare, al porto di Palermo, che saluta le palme, i gabbiani, ed in special modo la passerella della nave Costa Crociere

 

Ho una veranda ad ovest, che guarda al Monte pellegrino, al santuario della Santuzza, ma soprattutto, vede da vicino  le celle dell’Ucciardone ed i tre cortili delle ore d’aria.

 

 

 

 

L’Ucciardone è un’ex fortezza borbonica di grande suggestione, imponente, in pieno centro, un monumento alla grandezza del regno ed oggi alla miseria, le celle anguste hanno braccia nude protese al cielo, panni stesi, a volte anonimi, a volte annodati ad arte, contrassegno per le mogli che dal ciglio della strada salutano, pregano, promettono, chiedono.

 

L’ora d’aria è un tuffo in una realtà che riconosco in me con un fondamento cinematografico

 

Nel cortile 1 i detenuti si salutano alla siciliana, con due baci sulle guance, si prendono a braccetto e camminano avanti e dietro   avanti e dietro   avanti e dietro   per un’ora

 

Nel cortile 2 i detenuti giocano a calcetto, scendono in “campo” con la divisa del Palermo, con numeri, ruoli, posizioni già rodate, ed inizia la sfida.

 

Il cortile 3 è stretto, riservato a camminatori solitari, è vicino ad un parco che è luogo preposto agli incontri con i famigliari.

 

Dalle celle alcuni detenuti, quelli che non hanno il turno d’aria, salutano i compagni

 

Io non  distinguo i visi, sono al settimo piano, ma sento che quella vista è sprecata, la mia presenza è inadeguata, immagino quante persone darebbero la vita per gettare uno sguardo così diretto sui loro cari…e mentre sono lì con il metro in mano ad immaginare modifiche strutturali ed a scegliere il colore delle tende la mia comprensione va solo a loro, a chi è fuori ed aspetta, a chi è stato privato di… non a chi ha fatto troppo ed ha l’aria e la strafottenza di chi farà ancora.

 

Mi siedo sulla poltrona del soggiorno e penso che sono, ora anche fisicamente, in bilico, fra miseria e nobiltà, e dentro sorrido, perché ancora una volta è la casa che mi ha scelto e che probabilmente avrà qualcosa da insegnarmi, vedremo,  come ogni casa, come ogni cosa.

 

                                                 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 23:17 | link | commenti (31) | categoria: angeli, brandelli, passere di legno, loro in bocca, autoninnananna, trentaquattro
domenica, dicembre 02, 2007
3 dicembre....trentaquattro

*

Siamo di compleanno

 

Abbiamo varcato la soglia dei trentaquattro

 

Ci sono anni che passano leggeri come un soffio

altri che si  inchiodano puntando le zampe come cani impauriti

 

Quello fra i 33 ed i 34  è stato un anno cocciuto e determinato, dal passo pesante, un anno ribelle e rivoluzionario

 

cambio lavoro

cambio città

cambio casa

cambia la situazione sentimentale

cambia la situazione famigliare

cambio automobile

inizio a seguire un corso di danza

apro un blog

 

Voi siete un regalo inatteso:

 

da chi conosco solo attraverso qualche commento pubblico, a chi si fa conoscere attraverso parole private, da chi mi è vicino seppure nel silenzio e nella distanza  a chi mi incuriosisce, da chi mi vuole bene ricambiato a chi “non possiamo conoscerci meglio ma sarebbe perfetto” dai cervelli affini che sembrano parlarmi nonostante le bocche tacciano a chi incontrerò presto o tardi

 

va un ringraziamento speciale

*

per una volta questa bocca rossa dovrebbe degnarsi

di scendere dall’avatar

per darvi un bacio sostanzioso

*

Scritto da: BoucheRouge alle ore 22:20 | link | commenti (36) | categoria: cinismo, perfect day, mamma, semiotica delle passioni, bacio e sesso, trentaquattro

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