Ma sì

Questa testa non si ferma mai
Pensa mentre fa, pensa mentre pensa
Rielabora, ipotizza, proietta, decide di non proiettare, di affidarsi agli eventi, di fidarsi dei gesti
e sempre di pensieri si tratta
Gli episodi - lucertole da sezionare - agiscono come spinte di mano sull'asse
e danno il via a nuovi giri mentre una vocina suggerisce che la trottola
per quanto colorata, per quanto artigianalmente perfetta
non sceglie il suo corso
E' necessario che la materia si armonizzi
"l' amore non basta"
O nessun evento ed alcuna riflessione serviranno di fronte
alla semplicità del predestinato amore
Continuo a girare e forze centrifughe spazzano via piccole certezze
mentre il moto vorticoso trascina con sè nuova materia
Fra il restare e l'andare mi attorciglio in periferie concentriche
Mi senti?
E rimangono i colori di un weekend di serena empatia femmina
di complicità ipotizzate e confermate, di felicità meritate
e passi accostati
a destini che ci attendono certi
Monica
Sì, viviamoci sporadicamente e dimentichiamoci negli intervalli di tempo fra pelle e pelle, ma non fingiamoci giocatori leali se siamo dei bari maldestri
Abbiamo parole arroccate su mura che gettano piombo su incastri perfetti
E p-assi di gamberi nella manica a riportarci in ogni momento nel ventre caldo della nostra inutile solitudine

Ed e’ di nuovo casa
Questa volta una casa che mi somiglia davvero e che spero mi accompagni a lungo
E di nuovo ti rivedo negli uffici dai quali due anni fa fuggii per una dimensione più umana, e sei sempre tu carrierista ma dolcissimo, premuroso e protettivo come un tempo; e la premura e la capacità di prenderti cura oltre alla volontà di giocare erano e sono quello che in fondo questa ragazza ventottenne cercava.
L’amore che sento davvero Sfinito non cancella gli anni insieme, quelli dell’impegno e della volontà di dare una chance ad un noi che sembrava utopia e mi imbarazza veder ondeggiare nei corridoi le cravatte e gli abiti del nostro armadio, come mi intenerisci tu che mi imiti nella voce e nelle movenze chiamandomi con gli appellativi di sempre.
Siamo stati a “tanto così” dalla vittoria e quei tempi in cui soldi, salute, possibilità sembravano mancare sono ormai lontani, lo erano già quando vivere insieme era vacanza e ci aggiravamo invidiati con i sorrisi dei complici.
Non era fiaba di ragazzi, forse non era totale coincidenza di menti, ma concreto lavorare per un sogno comune, lontano e altissimo come i sogni, ma realizzabile perchè condiviso.
Credo mi faccia bene averti davanti e ricordare sempre di come l’amore non basti se non alimentato da una volontà ferrea di felicità
Non c’è niente da decidere né muri da alzare, l’esistenza stessa di quel noi nella sua intensità e nella maturità dei trent’anni sgombra il campo da ogni possibilità di amorucolo pigro ed egoista mascherato di comodo.
COSI'...CON LE RADICI AEREE

DELLA PRESUNZIONE DELLA FORZA
E DELLA TENEREZZA
(panzanella estiva)
Niente è quel che sembra
Nessuno è come appare
E non mi riferisco a maschere virtuali, a volontari fantasismi caratteriali, a bunker intellettuali
Quando la natura ti beffa e ti condanna ad un aspetto florido, ad un approccio solare, ad una vitalità inesauribile sempre, anche quando gli eventi sono avversi ed il cuore si fa scuro, il fraintendimento si fa strada con prepotenza e obnubila la mente crinando le relazioni o quantomeno falsando i rapporti.
Negli anni si è fatto preciso il discrimine fra chi semplicemente ha capito e chi non ha capito.
In chi ha sincera volontà di comprendere, non solo di prendere, nasce a breve dalla mia prima conoscenza un senso protettivo e di tenerezza, tenerezza per la fragilità o l'ingenuità che vanno riconosciute e comprese. I miei amici più cari, gli amori, e perchè no, gli amorucoli intelligenti, quelli che riescono a vivere le sfumature, mi invadono il cuore di un calore che sa di comprensione profonda. Da loro parole di affettuosa preoccupazione o silenzi operosi nei momenti difficili come questo, per fare un esempio.
La quasi totalità delle conoscenze brevi, o di quelle lunghe e sporadiche, o di quelle lunghe, intense e cieche, non ha capito o non vuole capire e si rivolge a me con i toni di chi non deve prodigarsi chè ha davanti a sè l'invincibile, quella che supera tutto, una pacca sulla spalla credendo di non far male e via, a risparmiare cure per malati veri. Da loro espressioni di cieca fiducia, sursum corde!, "tantotechitiammazza" a braccia larghe, che sanno di preghiera di continuità di quel positivo, del gioioso, dell'istrionico che loro tanto apprezzano e senza il quale forse perderei di senso.
Io non muoio perchè ho delle prove da superare, le supero con la forza che la situazione richiede e che - richiedendola - fa nascere, ma mi ammalo, fisicamente e mentalmente cedo, decado, o peggio fuggo. Questa è la debolezza, quella che non si vede, ma che è impossibile non percepire se si alza il velo. E questa debolezza, naturale, richiede cure, le mie e le poche che accetterei senza imbarazzi da chi mi vuol essere vicino.
Dovrei girare con le analisi mediche in tasca
Dovrei appendermi al collo un cartello "Maneggiare con cautela, inaspettatamente fragile"
Dovrei isolarmi un pò di più
Dovrei prendere quel discrimine fra chi capisce e non capisce e farne il confine fra me e il mondo
A volte ci si stanca di cercare pepite nella terra

" ogni cosa passa e lascia
scivola vai via .... via da me"
Come i sogni veritieri del mattino
l'idea di te mi fa visita fra i pois cielo ed i nei scomposti
ti fai strada fra i capelli che son alghe di mare
scendi veloce sul naso dritto e punti ai seni
tralasciando colpevole occhi e bocca che sono preghiere
preghiere di assoluto e voragini nelle quali potresti cadere
L'idea di te che preme e sembra togliere aria ai polmoni e spezzarmi le costole
si ripara nella piega dei seni sudata da questo scirocco insistente
per poi correre a sud incurante del mio ombelico
come del centro del resto
mi afferri le cosce
e ci sei solo tu
una persona ed uno strumento
ed il mio corpo che ti serve
e ti serviva devotamente
OGGI
non potrà che vendicarsi del tuo
malaccorto egoista desiderio
con un affetto che avrà i tuoi modi distanti
mentre chiuse le cose piccole che ho vissuto in scatole colorate
aprirò le braccia e chiuderò gli occhi verso qualcosa
che è dentro di me
e non posso perdere
* l'immagine del piccolo che vivo nelle scatole colorate è gentilmente presa in prestito da Caribbean