COSI'...CON LE RADICI AEREE

DELLA PRESUNZIONE DELLA FORZA
E DELLA TENEREZZA
(panzanella estiva)
Niente è quel che sembra
Nessuno è come appare
E non mi riferisco a maschere virtuali, a volontari fantasismi caratteriali, a bunker intellettuali
Quando la natura ti beffa e ti condanna ad un aspetto florido, ad un approccio solare, ad una vitalità inesauribile sempre, anche quando gli eventi sono avversi ed il cuore si fa scuro, il fraintendimento si fa strada con prepotenza e obnubila la mente crinando le relazioni o quantomeno falsando i rapporti.
Negli anni si è fatto preciso il discrimine fra chi semplicemente ha capito e chi non ha capito.
In chi ha sincera volontà di comprendere, non solo di prendere, nasce a breve dalla mia prima conoscenza un senso protettivo e di tenerezza, tenerezza per la fragilità o l'ingenuità che vanno riconosciute e comprese. I miei amici più cari, gli amori, e perchè no, gli amorucoli intelligenti, quelli che riescono a vivere le sfumature, mi invadono il cuore di un calore che sa di comprensione profonda. Da loro parole di affettuosa preoccupazione o silenzi operosi nei momenti difficili come questo, per fare un esempio.
La quasi totalità delle conoscenze brevi, o di quelle lunghe e sporadiche, o di quelle lunghe, intense e cieche, non ha capito o non vuole capire e si rivolge a me con i toni di chi non deve prodigarsi chè ha davanti a sè l'invincibile, quella che supera tutto, una pacca sulla spalla credendo di non far male e via, a risparmiare cure per malati veri. Da loro espressioni di cieca fiducia, sursum corde!, "tantotechitiammazza" a braccia larghe, che sanno di preghiera di continuità di quel positivo, del gioioso, dell'istrionico che loro tanto apprezzano e senza il quale forse perderei di senso.
Io non muoio perchè ho delle prove da superare, le supero con la forza che la situazione richiede e che - richiedendola - fa nascere, ma mi ammalo, fisicamente e mentalmente cedo, decado, o peggio fuggo. Questa è la debolezza, quella che non si vede, ma che è impossibile non percepire se si alza il velo. E questa debolezza, naturale, richiede cure, le mie e le poche che accetterei senza imbarazzi da chi mi vuol essere vicino.
Dovrei girare con le analisi mediche in tasca
Dovrei appendermi al collo un cartello "Maneggiare con cautela, inaspettatamente fragile"
Dovrei isolarmi un pò di più
Dovrei prendere quel discrimine fra chi capisce e non capisce e farne il confine fra me e il mondo
A volte ci si stanca di cercare pepite nella terra

È da ore che tento di infilarmi in dispensa, lì proprio fra i crackers e le nocciole sgusciate.
Mi prendo le misure sposto i piatti di plastica infilo un piede
E rigurgito due o tre vaffanculo per tutte le volte in cui i fatti smentiscono una fragilissima certezza
Non c’è abbastanza spazio ed allora prima mi spoglio, poi mi mangio i “ Buonicosì” della Buitoni affogandoli nel latte certa che eliminando quella scatola ci sarà spazio almeno per i polmoni
E maledico la mia capacità di penetrare a fondo che mi si ritorce come una condanna in occasionali inaspettate ritorsioni difensive
Ci sono tonnellate di tovaglioli rossi lì dentro, tracce di ospiti e di cene in terrazza, li lecco e come fossero francobolli tappezzo la finestra di una patina di carta morbida ovattata dietro la quale sopravvivere alla luce rossa di un sole che creo io
E sorrido sulle contorte logiche dell’Assenza e della Presenza e su capogiri che sconfiggono sciamani
Ho liberato lo spazio, mi sembra non vi siano difficoltà, metto un piede dentro, poi l’altro, trattengo il respiro ma non passo…non posso…
se mai
l'avessi creduto
.
so
che
non sono
davvero
IN DISPENSabile

A minchia unn'avi uocchi
Non posso evitare, per una volta, di rendervi partecipi di un fatto di cronaca rosa rossa volgente al nero che ha animato ed anima i salotti di questa città multiforme
Anno 2007: voi tutti ricorderete della mia trasferta e della difficile ambientazione nel condominio bene della Palermo bene....ai tempi e per tutta la durata della mia permanenza nell'oscuro palazzo si prodigò come potè, anzi direi come gli fu permesso, per farmi avvertire il tepore di casa un inquilino sulla 35ina, belloccio, molto elegante, in possesso di un italiano perfetto, fidanzato da 8 anni ed in procinto di sposarsi. Galeotto fu il mio esotismo alla rovescia ed i frequenti incontri in ascensore sul volger del tramonto.
In breve si arrivò alla pretesa del bacino sulla guancia, alle domande alla Mixer in cerca di risposte sulla mia misteriosa singletudine, agli sguardi come lame che respingevo con indecisa ma inevitabile fermezza.
Giunti in procinto della sacra unione, Mister F sigillò i miei dubbi sull'eticità e sincerità del passo che stava apprestandosi a compiere con un
"Sai Bouche, io sono ormai pronto a fare questo passo, perchè io e lei stiamo insieme da una vita ed abbiamo ormai superato molte tempeste"
Avanziamo a grandi falcate verso la domenica di fuoco, io ed i miei confetti di pregiudizi, lui ed il suo sorriso smagliante e rassicurante, lei ed i suoi ricci più torvi che corvini.
Il caso vuole che il mio fraterno amico venga incaricato di realizzare il servizio fotografico della cerimonia.
Chi conosce Palermo sa che questa città da 800.000 abitanti è in realtà un paesone in cui tutti conoscono tutti.
Tutto bene, passano i mesi ed a gennaio trasloco.
5 maggio 2008: vengo scossa da un aggiornamento che ha del drammatico ed al contempo del grottesco
Mister F è stato mollato dalla sposina perchè a due mesi dal matrimonio moglie, parenti ed amici hanno scoperto la sua storia con l'amica - testimone di nozze - della cornuta, amante che era già incinta prima della cerimonia.
A questo punto il fedifrago finirà in tribunale, se gli andrà bene, perchè si vociferano ipotesi cruente date le conoscenze e le intenzioni delle famiglie colpite.
Credo debba lasciare l'isola, la nazione forse...
( ed io ho evitato per scrupoli etico egoistici di finire a giurare sulla Bibbia e sulla cecità della minchia del minchione)
Sintomatologia dei “ Vorrei ma non posso”
( qui si identificano le patologie ma non si somministrano medicinali, siamo omopatici noi)

Come rincorrere un traguardo che si allontana di metri al secondo
Il “Vorrei ma non posso” è l’uomo del quale quest’ epoca è prolifica
Cultura, curiosità e brio sono consapevolezze radicate che il VorreimaNonPosso afferma ogni giorno per distinzione rispetto ai bipedi della stessa razza.
Una sensibilità femminile ed uno spirito artistico sovraesposti ed autoreferenziali sono il badge per l’ingresso di ingiustificabili dolori, sofferenze, struggimenti, perché il VorreimaNonPosso sente e sente tanto e soffre e per questo va maneggiato con cura
Il VorreimaNonPosso quando c’è c’è molto e si fa sentire, ed è impeccabile, e ti avvolge di quella coperta all’uncinetto in cui gusto, attenzioni, tenerezza e passione formano nodi apparentemente solidissimi….ma basta tirare un filo e….
Il VorreimaNonPosso scompare a volte, perché il mondo è marcio e bisogna chiudersi nel bunker antiatomico per sopravvivere…a volte prende le distanze da te, perché la sua anima è molle e delicata e tu donna affine e carismatica potresti fargli male, allora per troppo presunto sentire finisce per non sentire affatto.
Sembra che il VorreimaNonPosso evolva verso una forma sublime di sentire condiviso…si può credere alla lezione di De Andrè ed aspettare che dal letame nascano i fior…o semplicemente considerare quello che c’è..il letame
Ipocondria, Disordine mentale e non , Totale disagio con le strutture sociali più semplici, Lieve misantropia sono i disturbi denunciati dal VorreimaNonPosso accanto ad un ego ipertrofico e bulimico
Tu donna vicina al VorreimaNonPosso
Sappi che non sei sola
Impara a guardare regali e complimenti zuccherosi alla lente dell’ansia di gratificazione e di paternalismo ( Sindrome del Narciso Contemporaneo e mediamente facoltoso) calcolando tara e peso specifico.
Metti da parte sogni di felicità, sebbene la tua presenza sia indispensabile difficilmente di fronte alla responsabilità di un rapporto empatico e maturo l’omino in questione resisterà, tenderà piuttosto ad una donna ancella stile “Albero degli Zoccoli” cercando di mantenere con te un rapporto privilegiato….comodo sofà sul quale il gatto mefistofelico vorrebbe fare sonni tranquilli
Non dimenticare la commedia neorealistica nella quale il seduttore dopo aver stregato la malcapitata donzella con gesti plateali la scarica per la vittima successiva giustificando la sua fuga con un “ non ti ho promesso nulla”…lo sappiamo tutti che il linguaggio verbale è poca cosa rispetto alla comunicazione globale….ma in alcuni attimi la sigla conta più di mille esperienza condivise
Non elaborare maledizioni sofisticate per la felicità sfumata, quando gli mostrerai la schiena salutando sicura ma sofferente ricorda che il VorreimaNonPosso nasconde il destino nel suo nome.
Vorrà sempre ricercare la felicità, credendo di non Poterla raggiungere…e schivo d’amore e dolore finirà il suo cammino con mani pulite ed occhi umidi per i suoi tormenti
Tu potrai non raggiungere quello per cui ti sei sporcata ed hai lottato ma finirai il tuo cammino con cicatrici d’onore e dolore d’un rosso vermiglio...e mille attimi eterni di gioia che hai concesso a te ed ai tuoi compagni di strada
piegata per intere giornate nottate con i piedi nel fango
e le mani immerse nell'acqua
a togliere le erbacce infestanti che strangolavano l'ngenua tenerezza del riso...
rinascerà un riso lucente di madreperla
[se sei un ladro di riso e mi vedi ballare non fermarti]
[ non ruberò riso per te, per poi morire di rimorsi]
[ non morirò per te]

Quando saremo giunte a casa mia
'na letterina ti devo mandar.
Ti racconterò del viaggio mio passato
che doloroso fu stato per me,
che doloroso, poi anche dispiacente
quel di dovere lasciare il mio ben.
Partirò, farò partenza,
lascerò quegli occhi belli
che son stati sempre quelli
che m'hai fatto innamorar;
che m'hai fatto innamorare,
che m'hai fatto pianger forte,
sì l'è sta il mio primo amore
che m'hai fatto innamorar.
Partirò, col cuor sospirerò
ma io per te, ma io per te;
ma io per te morire no no no.
Parto de la risaia con la ferita al cuore,
parto de la risaia con la ferita al cuore,
parto de la risaia con la ferita al cuore
( canto delle Mondine venete)