Una che sopravvive ballando
Utente: BoucheRouge
Una donna con un cuore da bambina, uno spirito maturo, una mente veloce, mani piccole e sguardo diretto

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Porto e Lascio
Lascio
l'incapacità di abbandonarsi alla vita, le maschere, il giudizio cieco, la rabbia cieca, la trasgressione ostentata, il carrierismo, chi non gode del senso del gusto, chi non stacca mai la spina, chi si prende troppo sul serio, chi pensa al denaro come alla causa e non alla conseguenza, chi non ama viaggiare,chi non si commuove, chi non ama conoscere, chi non ha il senso dei propri limiti,chi ama la mia compagnia solo perchè sono luminosa, chi non rincorre il piacere, essere Prima Inter Pares



Porto
le pagine vecchie e stanche dei classici, i poeti che hanno sofferto per noi, le risate immotivate, chi coltiva l'amicizia come un bene prezioso, chi mi chiama di rado perchè sa che tanto è dentro di me , chi si mette e rimette in gioco, chi non ricorda la propria età, viaggiare leggera,cambiare sempre, correre insieme a chi ha la mia velocità,chi sospira " tanto lei è così", il pensiero agile, gli occhi curiosi e le mani tremanti,il richiamo improvviso dei sensi, i diversi, chi è arrivato in fondo e sa che riuscirà a risalire, chi è risalito e sa che la superficie è un'illusione, la mia famiglia lontana


...e cuore pensante
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I MIEI INTENDIMENTI Tendere e non pretendere - Essere pensante ma non essere pesante - Amare la luce - Guardare prima di tutto gli occhi - Cercare il luogo giusto nel proprio cuore - Conservare un nocciolo d'acciaio - Essere allegramente tormentata - Empatia Empatia
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mercoledì, agosto 05, 2009
LA VOLONTA' DEL SENSO


nell'aria note di Csi


La volontà

La resa di fronte all'accidia che è più dominio del tendere al troppo che impotenza o pigrizia

[ Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco ]

La volontà che è fare per..la volontà con le mani sporche e le tempie sudate che si veste di scelte

Non quella dei poeti lamentosi che sognano di non dover mai sforzare che parole per ottenere una felicità

che non può che richiedere tutti i loro sforzi.

Forse non conta neanche l'obiettivo, non conta neanche l'ambizione ad una vita felice

Conta sentirsi per la strada, in lotta, conta avvertire il progetto e seguire le tracce

Conta tutto questo per contare di fronte a se stessi

e darsi un senso

senza darsi un tono


[ chi ha il tempo di darsi un tono ha gli occhi troppo alti per lavorare operosamente ed insicurezze ipertrofiche affamate di occhi languidi]

Il desiderio puro senza impegno svuota le vene

ed ha un sapore amaro sotto al dolciastro la vista inchiodata del tuo  cuore che desidera ardentemente

senza avere la forza di fare un salto  verso il Suo Senso

se il desiderio è mancanza

questo cuore sembra non esserci più


Scritto da: BoucheRouge alle ore 16:11 | link | commenti (7) | categoria: thinking, lore, lora, mania, pensoate
mercoledì, maggio 27, 2009
Quando sarai
Poesia che Yeats, morente, dedicò all'amore mai ricambiato
immaginandola anziana
memore di amori mal riposti
e fra questi
l'amore di un uomo
che sarà ormai fra le stelle






Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d'amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l'anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d'amore dirai,
di come se ne volò via...
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.

William Yeats
Scritto da: BoucheRouge alle ore 11:18 | link | commenti (5) | categoria: fanculo, felicità, lore, mania, la mia notte, pensoate
lunedì, maggio 19, 2008
STANCO E PERDUTO

( casa )

Solo il silenzio di fronte al baratro che si squarcia alle parole assertive di Vinicio

“Forse sarebbe ora di tornarsene a casa”

Suggerimento, buon senso, preghiera, dovere

L’anima migrante malata di melanconia è sfilacciata

la mente intenta con mani piccole a scogliere i grovigli rimbomba cantilene ed improvvisa balletti per non pensare

Gli occhi scoppiano in risate diversive che si mischieranno domani a risate sincere

 

La melanconia che è nostalgia di ciò che non si è mai vissuto

lievita malesseri e desideri di presenza

e non si tratta di zampe di gallina è questa mia vita oggi

Stanco e perduto
ma ero allegro quando me ne andai di casa
e certe stelle splendevan forti
a far luci e ombre
sul mio cammino
perso e solitario
non riesco a ricordare
le tristi notti degli occhi
e le corse dietro alla luna
fuggite via

E le colline sembravan fantasmi neri
su un fondo blu
e le strade piu' misteriose d'adesso
facevan largo
alla nostra euforia
la notte passava in fretta
e non sarebbe piu' tornata
fuggita via
anche lei

E proprio l'altro giorno un vecchio amico
mi dice corri a casa
tutto e' cambiato
tua sorella aspetta un figlio
e tuo padre
ha bisogno di te
subito a casa

E io che posso fare
stanco e perso su una strada
questioni di sfratto
faccende di soldi
ma non importa
prendero' il primo treno
e verro' la'



E ora questa storia sembra un vecchio ritornello
una serenata
fatta a una luna traditrice
e mi trovo tutto solo qui a cantarla
tutti gli altri sono scappati via
poesie, folletti, pazzi
amori persi e diventati
nostalgia

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 17:31 | link | commenti (15) | categoria: sindromi, canto, brandelli, pensoate
venerdì, aprile 25, 2008
DEL CALORE

All'Addaura

......bisogno di leggerezza.....

Scritto da: BoucheRouge alle ore 22:21 | link | commenti (7) | categoria: perfect day, brandelli, pensoate
giovedì, aprile 03, 2008
MONDO..IO MONDO

 piegata per intere giornate nottate con i piedi nel fango

e le mani immerse nell'acqua

a togliere le erbacce infestanti che strangolavano l'ngenua tenerezza del riso...

rinascerà un riso lucente di madreperla 

[se sei un ladro di riso e mi vedi ballare non fermarti]

[ non ruberò riso per te, per poi morire di rimorsi]

[ non morirò per te]

Quando saremo giunte a casa mia
'na letterina ti devo mandar.


Ti racconterò del viaggio mio passato
che doloroso fu stato per me,
che doloroso, poi anche dispiacente
quel di dovere lasciare il mio ben.

Partirò, farò partenza,
lascerò quegli occhi belli
che son stati sempre quelli
che m'hai fatto innamorar;
che m'hai fatto innamorare,
che m'hai fatto pianger forte,
sì l'è sta il mio primo amore
che m'hai fatto innamorar.

 

Partirò, col cuor sospirerò


ma io per te, ma io per te;
ma io per te morire no no no.

Parto de la risaia con la ferita al cuore,
parto de la risaia con la ferita al cuore,
parto de la risaia con la ferita al cuore

 

( canto delle Mondine venete)

Scritto da: BoucheRouge alle ore 13:49 | link | commenti (15) | categoria: angeli, desiderio, riso, brandelli, semiotica delle passioni, bacio e sesso, pensoate
giovedì, marzo 13, 2008
AVANZI AVANTI

??cosa rimane di tanto amore ??

pochi tratti gli odori due parole dei fotogrammi lettere ricette_ orme senza gesso in negativo_tracce risuonate di arie perse_ cocci e colla di solitudine salvifica e necessaria_

Io che vado via_ Io che torno ma poi alla fine vado via_ Io che RESTO via_ Io che è tardi e devo andare_Io che domani devo dormire_ Io che ricci che tornano e si voltano di spalle_

L'INCOMBENZA DI QUANDO PENSO A TE  

 [  E  LA CAPACITA' DI FARSI SOPRAFFARE DA QUESTE PAROLE ]

                                

È rimasta la notte.
Il vino storto.
Le birre forti.
Quando penso a te dico l’errore
ho l’ansia qua che non se ne va e non se ne viene.
Quando penso a te
non riesco a scrivere una poesia che ti dica
e mi pare che ogni cosa sia troppo letteraria per saperti,
per farti un ritratto.

È rimasta a /Firenze/
tre giorni a settimana,
a volte quattro.
Fare la borsa,
dimenticare il dentifricio,
dimenticare quel libro di un altro Dino,
quel libro del pazzo che ti somiglia,
che non sei tu,
dimenticare il nome che non dico mai a bassa voce,
il nome che ti fa danno e follia,
il nome che ti fa mio.

Ogni cosa se ne va e se ne viene nella bocca, nella testa,
e mi pare che tutto quello che oggi,
mi pare che tutto quello che oggi ho,
mi pare che non vale niente,
che non mi resto
e non mi manco.


Pare che quando penso a te c’è vento
e ho freddo,
poi ho caldo,
poi ho freddo,
poi chiudo una finestra
e leggo due righe di Proust.

Quando penso a te dico che stai a fare chissà che,
che stai a fare niente su una porta, in macchina,
dentro a un pezzo del mondo che ci vuole così,
in due posti diversi.

Quando penso a te
rimane
solo la notte,
che non mi vuole dormito,
non mi scende nel sonno.

Se la notte io questa me lo permetto,
di pensare a te dico,
allora io mi penso come a te
che vieni con i capelli ricci,
mi baci e resti via.

Mi baci e mi perdoni tutto il tempo che sono stato lontano,
le ore che ho sottratto alle nostre spalle.


Ma credimi,
è stato per decidermi,
è stato per mangiarmi ogni saluto
fatto con la mano sinistra
la mano sbagliata.

Credimi, è stato per poco,
non sono stato via così tanto,
non sono stato via, vero?

Ora però si è fatto tardi,
e me ne devo andare.
Ho tanto cose da fare domani,
devo dormire.. dormire..

Ed è restata la notte,
il wisky,
una bottiglia di vino vuota,
la spazzatura da buttare,
due pacchetti di marlboro sul tavolo,
un paio di calzini umidi,
e il dizionario di retorica,
tre bollette del condominio arretrate,
un pò d’erba che non basta a farsi una canna,
l’ultimo disco di Morgan macchiato di caffè,
sono restate tutte queste cose
e io, quando penso a te,
penso che si è fatto tardi,
e me ne devo andare.

(Luigi Romolo Carrino)


Scritto da: BoucheRouge alle ore 14:28 | link | commenti (16) | categoria: uomini, sesso, semiotica delle passioni, bacio e sesso, pensoate

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