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Siamo di compleanno
Abbiamo varcato la soglia dei trentaquattro
Ci sono anni che passano leggeri come un soffio
altri che si inchiodano puntando le zampe come cani impauriti
Quello fra i 33 ed i 34 è stato un anno cocciuto e determinato, dal passo pesante, un anno ribelle e rivoluzionario
cambio lavoro
cambio città
cambio casa
cambia la situazione sentimentale
cambia la situazione famigliare
cambio automobile
inizio a seguire un corso di danza
apro un blog
Voi siete un regalo inatteso:
da chi conosco solo attraverso qualche commento pubblico, a chi si fa conoscere attraverso parole private, da chi mi è vicino seppure nel silenzio e nella distanza a chi mi incuriosisce, da chi mi vuole bene ricambiato a chi “non possiamo conoscerci meglio ma sarebbe perfetto” dai cervelli affini che sembrano parlarmi nonostante le bocche tacciano a chi incontrerò presto o tardi
va un ringraziamento speciale
*
per una volta questa bocca rossa dovrebbe degnarsi
di scendere dall’avatar
per darvi un bacio sostanzioso
*
We're just ordinary people
We don't know which way to go
'cause we're ordinary people
Maybe we should take it slow

Aspettando giorni migliori
Convinta che sul soffitto si trovi la soluzione, fra le stelline fluorescenti
a mezza strada fra il Grande Carro e Venere
Ma poi questa soluzione va cercata o ci investe?
Mi devo muovere o sedere ed aspettare?
Rispolvero dopo anni vecchi album di memorie
Primo compleanno - Primo contatto con il fuoco
Traccia - Twinkle Twinkle little star

Molti di noi Noi si gettano nel fuoco come fosse gettarsi nella nostra stessa materia
Brusii gli avvertimenti che hanno veste di consigli
Ci avvertiamo nell'essere consunti estinguerci per distinguerci
il fuoco è uomo, storia, strada, condizione, sempre scelta
Molti di noi non ascoltano chi è fuori
e per questo hanno più tempo per ascoltare se stessi
Soli, ma capaci di altissima empatia
Ci riconosciamo e ci amiamo di un amore assoluto
La moderazione è una condanna, il giudizio compagno
Noi una fiammella che attende di intrecciarsi con lingue multiformi
.
Credo che ognuno di noi abbia, nei proprio album d'infanzia, fra pupazzetti, brillantini e ranocchie,
una foto, una sola, che cattura l'anima, che fissa un' espressione in grado di superare gli anni ed i mutamenti
in quella foto a distanza di esperienze centimetri chiologrammi capacità e sogni
rivediamo sempre la nostra essenza
E' la foto che ci rappresenta in assoluto , quella che vorremmo donare a qualcuno di speciale perchè in un attimo lui colga il nostro sapore
la foto della mia vita è questa
° In montagna, corro da sola con un mazzolino di fiori, il mio cane, il mio sorriso, i miei capelli tenuti fermi da un fazzoletto °

"One of these mornings you're gonna rise up singin'
You're gonna spread your wings and take to the sky, take to the sky
But until that mornin' there's nothin' that can harm you
With Daddy and Mommy standin' by "
" I'm gonna be strong " Cindy Lauper

* mi sostengono e mi sostengono in aria, così da essere più lieve e veloce...... e mi sospingono insieme all'affetto di chi conosce un'altra me e mi dedica pensieri benevoli e attenzioni e sorrisi *
Ritorno per qualche giorno a casa
Meno presente qui ma più presente a me stessa, più di quanto possa forse, ma certamente presente nella misura in cui nei momenti difficili è necessario esserlo.
La grande forza di mia madre fa sì che io possa riservare uno spazio del mio cuore alla gioia del ritorno
Dò una spallata a destra ed una a sinistra e riconquisto il mio posto in questo piccolo universo..che è mio ma che oramai è avvezzo a proseguire senza di me
Ho voglia di sentirmi di nuovo parte di tutto questo; torno a calpestare le pietre della piazza medievale, dopo tanto barocco; torno nei negozi cari alla mia infanzia; rimango seduta su una poltrona in casa ad osservare tutti gli oggetti che mi parlano della nostra famiglia
Di fronte a tutto questo ho sempre nutrito la volontà di partire, la voglia di perdermi nella città
Il vento che mi ha sempre spinta lontano verso il nuovo, per una volta è fermo. Sento il peso della mia storia personale come una coperta che schiaccia i piedi ma riscalda
I volti degli amici, gli abbracci e l'amore che a volte ritengo inspiegabile e immeritato mi sostengono e mi sostengono in aria, così da essere più lieve e veloce...... e mi sospingono insieme all'affetto di chi conosce un'altra me e mi dedica pensieri benevoli e attenzioni e sorrisi
E' per questo che non crollerò, perchè a volte la rete non è un trappola, ma un salvataggio, ed a volte si può riposare su cuscini soffici senza il dubbio che sotto di sè ci sia della pietra.
Edit del 19 ottobre ore 16.04
La traccia è di Anjani Thomas, splendida allieva di Leonard Cohen, voce in Alleluja
Il testo è una poesia di Leonard Cohen
As the mist leaves no scar
On the dark green hill,
So my body leaves no scar
On you, nor ever will.
When wind and hawk encounter,
What remains to keep?
So you and I encounter,
Then turn, then fall to sleep.
As many nights endure
Without a moon or star,
So will we endure
When one is gone and far.
Leonard Cohen, da: The Spice-Box of Earth
Come la nebbia non lascia cicatrici * nè tracce*
sulla collina verdescura,
così non ne lascia il mio corpo su di te,
né mai ne lascerà.
Quando il vento e il falco s'incontrano,
che cosa rimane di duraturo?
Allo stesso modo ci incontriamo,
io e tu, per poi rigirarci e dormire.
Come tante notti resistono
senza la luna o una stella,
così anche noi resisteremo,
quando l'uno l'altro avrà lasciato
Si crede invano di aver inciso morbidamente e teneramente, come tracce della testa su un cuscino ma spesso si è solo poggiato il fianco su una superficie dura e scivolosa; ci si sveglia nel dolore, le articolazioni scricchiolanti e la testa pesante; non avremmo mai dovuto pensare di poter dormire su un cuscino di pietra...il bianco e la limpidezza ci hanno illuso, che poveracci! O semplicemente avremmo dovuto cercare un giaciglio più comodo, se solo un dubbio ce l'avesse suggerito.
Sapere chi o cosa in quell'istante non può essere la soluzione equivale forse a conoscerla già
*Light Zoe Rosario Occhi grazie*
* a metà pomeriggio, nel corso della ri-cerca caotica e distratta di lavoro, mentre meditavo di seguire un corso di hip hop arriva una telefonata privata fuori orario...intuisco..malattia...morte...negli anni ho imparato che le telefonate fuori orario parlano di malattie o morti...troppe finora .....mamma ...male...non si sa cosa..ospedale...di corsa...dove cazzo è papà...e perchè sto quaggiù? *

Ci sono momenti come epifanie in cui si rivela in pochi secondi su quale rete possiamo cadere per non cadere e cosa sembrando una rete sia invece una trappola della nostra fantasia o della nostra illusione
Ci sono momenti in cui hai bisogno di parlare fosse solo per descrivere e descrivendo spiegare o per non sentirti sola nel buio
Non cerchi
chi chiami di consueto, chi ti è più vicino e divide la strada con te
chi vorresti cercare, chi avrebbe le parole giuste o solo parole di circostanza che dette da lui servirebbero a scaldarti, ma di fronte al quale è bene non mostrare la carne viva e ferita
chi vorresti cercare, ma "forse no che lo disturbo" perchè in fondo sai che sei tu a tenere in piedi il gioco e che se cali di tensione o di spirito diventi una presenza che aleggia fastidiosa
Cerchi
Qualcuno che non avresti pensato di cercare, che conosci da poco ma che "senti"
Qualcuno che sa che non dovrà cercarti per avere notizie perchè tu sei così, orso e quando stai male più orso che mai...chiamerò io
E poi avvengono dei miracoli, che non sono miracoli
è la forza dirompente di infiniti pensieri positivi e di
AFFINITA' INNATE E RARISSIME
- Arriva la telefonata più importante della giornata proprio mentre parlo con chi ho cercato subito.... mando un anemoticon infantile, troppo infantile, un bacio per la sua presenza
IL MIO AMICO CHE IMMORTALAI CON IL CANE, AL QUALE HO PARLATO DA QUESTO BLOG
Dopo un mese di silenzio, oggi pomeriggio mi manda un sms guardacaso appena dopo la notizia dell'accaduto
" Ti voglio tanto bene gioia, mi devi perdonare per questo silenzio, stai sempre in gamba eh Bouche"
A come atrocità

Ci vorrebbe un trillo da lassù..passi una domenica serena, rivedi monti e boschi, sorrisi, aria aperta, sassi che sembrano famigliari e ti riportano all'infanzia, gote infiammate dal sole, poi torni e ti culli di una voce così confidente da non sembrarti altro da te, che ti parla di una vita che sembri vivere tu e della quale sarebbe inutile parlare, se non fosse che non vi sono altri canali...e ti addormenti così, serena...con la sensazione che in fondo non ci si deve sempre difendere e che la pietruzza sotto il piede a volte è tanto piccola da non essere avvertita, o da fare solo solletico
Poi ti svegli e senza alcun trillo di avvertimento ti arriva la pugnalata..tu eri lì, carne morbida, i muscoli rilassatil, non eri pronta alla difesa e non sei pronta alla reazione fulminea, rimani stordita, ti guardi intorno, non cerchi appoggi ma cerchi la voce e la voce non esce, cerchi le lacrime e le lacrime non escono, cerchi la vendetta e non riesci ad elaborarla.
Di nuovo credendoti libera ti sei agitata troppo ed hai avvertito quei fili che tirano e ti dilaniano la pelle, ogni tanto dimentichi di essere guidata dal burattinaio, ma oggi ti ha fatto arrendere, con un gesto fulmineo TAC...e le braccia sono in alto, il collo teso...e tu puoi solo strabuzzare gli occhi...
Ancora a ricordarti che nessuno di protegge, che quello che ti sembrava premio è consolazione, e quello che oggi sembra tradimento è regola. Capisci che quel dubbio sottile sulla sincerità di chi ti conosce da anni ha vinto ancora, che l'aver dimostrato dedizione e talento non garantiscono rispetto e soprattutto che nessuno cambia, chi ti osteggia all'inizio lo farà sempre. LE RELAZIONI CONTANO PIU' DELLE AZIONI
Devo raccogliere le forze e reagire, o agire e andare in direzione opposta, affrontare non si può che non ho le armi giuste, abbozzare neanche che farlo per anni mi ha ammalato...vorrei qualcuno che mi prendesse per mano e mi portasse via in silenzio perchè questo non è il posto per me
QUI C'E' LEI che è più forte di me, lo sappiamo, furbizia e spregiudicatezza equivalgono a forza a volte, una RAGNA che tesse la sua tela lentamente, con pazienza e dedizione, tanto abile da illudermi che oggi sia amaca riposante e domani rete di salvataggio, ma è solo una schifosa ragnatela nella quale io cadrò perchè volo troppo in alto e volo di un volo irregolare, e sono ingombrante e distratta, istintiva e molto più intelligente di lei, tanto intelligente da non volerle riconoscere un ruolo così determinante nella mia carriera e direi, nella mia vita.
Sembra che oggi io abbia perso
Io sono fuori di testa? si sono fuori di testa!
Hai mica visto volare il mio teschio, Signore?
Perche' ho perso la testa
IO VOGLIO FARE FUOCO SU DI TE, FUOCO SU DI TE
Sono in camera, davanti ad un comò '700 sovrastato da uno specchio antico di pregevole fattura, la lampada d'ottone con paralume di tela grezza, i prodotti di bellezza ed i portagioie di ceramica, ferro e vetro, rame, disposti in modo casualmente coerente...Ottolino, il bassotto di Simo ai miei piedi, mi preparo per la festa di compleanno anni '60 che si terrà a Catania, in un palmento: come sempre la fase di preparazione è la più viva fra la vergogna e l'orgoglio, fra lustrini, capelli cotonati e matita verde, strass, fiori e collanone....
Davanti allo specchio mi metto la fascia fra i capelli

Quello è certamente il simbolo della mia infanzia; i primi anni scolastici, dall'asilo alle medie, sono stati attraversati da queste fasce che davano ordine ad un cascata di capelli castani boccolosi e forti, e facevano da cornice ad un viso paffuto....in particolare mi torna alla mente un episodio che racconto ogni volta con un pò di vergogna.......
Primo giorno di asilo, 5 anni. mia madre, da brava insegnante maresciallo, mi aveva decantato quell'esperienza, tanto che ero serena e schernivo tutti i bambini in lacrime per il forzato distacco dalla mamma. Mia madre mi accompagna presto dovendo andare al lavoro, mi fa sedere su una sedia, di quelle con la seduta in legno e la struttura tubolare in ferro, fascia fra i capelli, kilt, maglioncino rosso e grembiule con iniziali rosa. Sulle ginocchia il cestino di vimini e pelle, che odiavo in quanto non abbastanza colorato.
"Amore di mamma rimani qui eh....mamma adesso va al lavoro , alle due ripassa e ti porta a casa, divertiti va bene?"
Io non toccavo ancora con i piedi per terra, ma dondolando sentivo la suola strusciare sul pavimento, ancora qualche mese e ce l'avrei fatta: la bidella mi conosce, parla, parla, io sorrido e dico sì. Arrivano i bambini accompagnati dai genitori, le insegnanti, come soldatini tutti si mettono in fila nel corridoio di piastrelle verdi..ed io granitica..non mi muovo..
Inutili i tentativi delle maestre di farmi entrare in classe, ad ogni supplica io rispondevo "mamma mi ha detto di aspettarla qui" e già da allora, lo sguardo e l'intonazione facevano capire che non mi sarei mai spostata. Solo a metà mattinata, con le gambe indolenzite, mi alzo per andare in bagno accompagnata dalla bidella compassionevole.
Arrivano le 14.00, dopo 6 ore di attesa mia madre viene a prendermi, si rende conto della situazione, e inizia un pianto, che nel ricordo, torna anche ora, a 27 anni di distanza; io non dimentico cosa mi passasse per la testa, non ero delusa, nè preoccupata, nè impaurita, semplicemente avevo fatto una promessa da mantenere MA SOPRATTUTTO preferivo rimanere lì ad immaginare e sognare che giocare con tutti quegli sconosciuti "piagnoni", bassi e, soprattutto, con il cestino più colorato del mio.
And you wonder where were going
Wheres the rhyme and wheres the reason
And its you cannot accept
It is here we must begin
To seek the wisdom of the children
And the graceful way of flowers in the wind
Rhymes and Reasons - John Denver

Mamma apprezzo la tua silente cura, la fermezza dei tuoi giudizi, lo strozzare il pianto per una figlia che da anni non hai vicino, le risate scoppiate e la tenace costanza nel restare aggrappata ad una voce che non disseta la tua fame di amore.Tutte le figlie non potrebbero ripagare il tuo bene, io figlia lontana lascio che ore e distanze spengano la tua sete
Ma sono solo tua mamma, ogni mio respiro è per te