
Più trasparente
di quella goccia d'acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da tè stessa a tè stessa .
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte
Sei nata per vivere in un'isola
Octavio Paz

Di domenica sedimento
In una solitudine cercata e difesa si rallenta il respiro, si stabilizza il battito
Si ritrova quella condizione umana naturale nella quale ognuno essendo parte del tutto
È comunque un tutto a se stante, malgrado sé_
La solitudine mi riconquista
Rivivo, comprendo, supero, prendo la rincorsa per nuovi slanci_
Sempre stato un essere solitario
E per la grande sintonia con la mia solitudine sempre stata un’animatrice_
Tutte le decisioni fondamentali sono immerse nel liquido amniotico della solitudine
10 minuti, 1 giorno, 1 anno a volte, che sia il silenzio del cuore fra la gente o la mia casa priva di rumori non c’è nessun coprotagonista a definire gli indirizzi della mia vita_
Forse non ci sono neanche io..ascolto ed accolgo l’immagine che dal profondo si staglia con crescente nitidezza e la prendo per mano, tutto qui, non so per quanto tempo camminerò, né so per quanto terrò quella stessa direzione_
Il sole inizia a calare sul mio balcone che guarda il porto..una cornacchia mi saluta ogni mattina..sento l’odore di pulito della casa che mi ringrazia per le sporadiche cure ed a tratti le urla dei detenuti ai loro cari_
Ho finito il latte_
Tu mi cerchi, rincorri la ragazza semplice e solare che arbitrariamente credi io sia_
Mentre scendo in latteria potrei lasciarti sul tappeto a fare l’amore con quel simulacro che il tuo desiderio ha costruito, essendo una creatura tua non potrà che darti tutto quello che chiedi_
Torno subito_

Ultima notte nella mia vecchia casa....avrei molto da dire, ma preferisco ignorare e consegnare al silenzio quello che produce questo distacco, almeno per ora

Parlando con chi mi è affine dico spesso “ noi siamo miseria o nobiltà, senza Bisogna trattare con delicatezza le parole perché se agitate troppo possono rompersi ed il contenuto, il senso, cadere per terra ed inondare il pavimento e questo è successo.
Ho una nuova casa che si affaccia sulla miseria e sulla nobiltà, vivo in un nido che osserva i due estremi delle condizioni sociali; ho un balcone , ad est, che guarda al mare, al porto di Palermo, che saluta le palme, i gabbiani, ed in special modo la passerella della nave Costa Crociere
Ho una veranda ad ovest, che guarda al Monte pellegrino, al santuario della Santuzza, ma soprattutto, vede da vicino le celle dell’Ucciardone ed i tre cortili delle ore d’aria.
L’Ucciardone è un’ex fortezza borbonica di grande suggestione, imponente, in pieno centro, un monumento alla grandezza del regno ed oggi alla miseria, le celle anguste hanno braccia nude protese al cielo, panni stesi, a volte anonimi, a volte annodati ad arte, contrassegno per le mogli che dal ciglio della strada salutano, pregano, promettono, chiedono.
L’ora d’aria è un tuffo in una realtà che riconosco in me con un fondamento cinematografico
Nel cortile 1 i detenuti si salutano alla siciliana, con due baci sulle guance, si prendono a braccetto e camminano avanti e dietro avanti e dietro avanti e dietro per un’ora
Nel cortile 2 i detenuti giocano a calcetto, scendono in “campo” con la divisa del Palermo, con numeri, ruoli, posizioni già rodate, ed inizia la sfida.
Il cortile 3 è stretto, riservato a camminatori solitari, è vicino ad un parco che è luogo preposto agli incontri con i famigliari.
Dalle celle alcuni detenuti, quelli che non hanno il turno d’aria, salutano i compagni
Io non distinguo i visi, sono al settimo piano, ma sento che quella vista è sprecata, la mia presenza è inadeguata, immagino quante persone darebbero la vita per gettare uno sguardo così diretto sui loro cari…e mentre sono lì con il metro in mano ad immaginare modifiche strutturali ed a scegliere il colore delle tende la mia comprensione va solo a loro, a chi è fuori ed aspetta, a chi è stato privato di… non a chi ha fatto troppo ed ha l’aria e la strafottenza di chi farà ancora.
Mi siedo sulla poltrona del soggiorno e penso che sono, ora anche fisicamente, in bilico, fra miseria e nobiltà, e dentro sorrido, perché ancora una volta è la casa che mi ha scelto e che probabilmente avrà qualcosa da insegnarmi, vedremo, come ogni casa, come ogni cosa.



Appena ieri
era il tempo delle nottate a costo zero con sorrisi e lacrime e corse al mare
del concerto di Paolo e della voglia di fare il nostro jazz
del tuo cane che mi vuole più bene di te e che prova quale padre eccezionale sarai
del tempo dilatato senza orologio e di me che alle 4 del mattino mi sveglio e " piano Bouche, tu liberi troppe endorfine, mi preoccupo"
di chi non capiva questo connubio anomalo credendo che io subissi il fascino della follia quando folli eravamo in due (da riserva indiana)
del tuo inziale credermi granitica e del "cazzo Bouche, ma sei di cristallo, qui sò io che mi devo prende re cura di te"
del tuo parlare in toscano rispolverando gli anni a Siena temendo che non capissi il palermitano
del nostro entrarci negli abissi dell'anima, della felicità più alta e degli scontri più sanguinosi
del sit in notturno davanti al tuo portone per farti capire che io ci sono sempre
Oggi
sei chiuso in una solitudine che periodicamente scegli per disintossicarti da chi non capisce la natura del tuo malessere
non vi è modo per comunicare, tutto è tagliato fuori e tutti, e solo così sembra che la tua forza vitale e creatività si liberino
passo sempre sotto casa tua sperando che lui mi senta e abbai...ma so che questo stato ti serve e non forzo la mano, sono sempre un soldato del tuo esercito
"together forever" era il nostro motto infantile ma profondissimo e vorrei che questo "insieme" fosse oggi
so che a volte ti affacci su questo cortile per capire come sto da cosa scrivo
avendo questo come unico canale ti dico che ti aspetto, che la tua bellezza resterà sempre intatta per me, che tu sarai sempre il mio Special Tank
che non sei pazzo, ma hai una genialità che segue un progetto
Qualcosa è cambiato, non starò qui per sempre, forse per poco....
E ti scrivo pubblicamente anche per dare il solito, antico messaggio che niente è scontato, che le serate di nulla fra amici possono nella privazione risultare piene di tutto quanto si desideri vivere. Perchè ancora una volta ne ho capito il valore e questa sera non voglio perdere una battuta nè un'espressione per ricordarle domani...e voglio abbracciare i miei amici con più calore.
i nostri cuori amaranto si conoscono e capiscono
la mia casa ti aspetta
merdina ti voglio bene
Visto che la vita è tanto amara
ma soprattutto, come ripete sempre mamma
LA VITA E' UN MOZZICO
Me ne vado a "casa" di Simo verso est
Voglio aggirarmi come una dama Siciliana del
GATTOPARDO
Oddio...non proprio così..visto che Burt Lancaster diceva al suo Confessore
"Ma che volete da me? Sono un uomo vigoroso. E come posso accontentarmi di una donna che a letto si fa il segno della croce prima di ogni abbraccio, e che dopo non sa dire che "Gesumaria?" Sette figli ho avuto da lei, e sapete che cosa vi dico, padre? Non ho mai visto il suo ombelico. Eh? E' giusto questo? Lo chiedo a voi padre: è giusto? E' lei la peccatrice"

"La notte è un precipitare senza appiglio
l'attrito stridente di incubi e rimorsi
un vuoto d'aria e di speranza, di lucidità
Sua maestà cerca quiete tra i guanciali di seta
cerca il sonno dei giusti tra marmi preziosi e soffitti affrescati
cerca un'oasi di pace per l'anima così distante da dimenticare
la maniera brutale con cui ha preteso devota obbedienza"
Carmen Consoli - Piccolo Cesare -

La mia oscurita’ è piena di luce oggi , metto a stendere al vento le mie vesti leggere...leggere mai rileggere versi ispirati da Vespri antichi sugli stessi mattoni,
per gli stessi Ricordi…
Non di voce s’alimentano i miei sensi,
non di volti si nutre il mio pensiero,
ma di punti, di tratti impercettibili che non riesco a fermare ma non serve, che’ mi riconoscono ogni volta..io sono loro…
Gia’, sono loro in bocca a questo mattino pomeridiano delirante e folle…e sempre sorriso dal mio desiderio pieno
e dai miei sorrisi che fanno luce quando Palermo annotta…
Questo presente non ha tempo per il futuro..il futuro..speranza in una bocca timorosa e incerta,
come i pensieri di un vecchio seduti sulla panchina del “ quanto vivro’ ”
…io vivo…oggi… sono una bambina che gioca
con le perline colorate del suo bracciale …
del bracciale più bello di tutti…
..
..
PAPPAPPERO!!