


Sibilla Aleramo

Sincerità!
Ma se io mi metto le mani nei capelli e serro gli occhi respingendo le lacrime
e mentre tutta la mia passione mi urla di gettarmi a terra e dimenarmi come una dannata
Mi alzo invece, mi protendo nella notte verso la serena luce lunare
e riapro gli occhi sul fiume, e ritorno presso la lampada
E mi costringo all'attenzione per un lavoro aspro e freddo
Sono sincera?
Che cosa tradisco
A cosa ubbidisco?
da Orsa Minore [ 1912 ]
anche voi siete lì
SBATTE LA PORTA FINESTRA DEL SOGGIORNO E FRUSCIA LA TENDA, GRACCHIA LA TV IN SOTTOFONDO, MIAGOLA IL GATTO DELLA VICINA CHE ATTRAVERSA IL CORNICIONE GLI VEDO APPENA LA CODA SINUOSA
GIACCIO TRAMORTITA SUL LETTO, SGUARDO A QUELL'ANELLO DEL LAMPADARIO E MANO CHE GIOCA CON L'OMBELICO, COSCE GHIACCIATE E CAPELLI SCOMPOSTI, UN PICCOLO CUSCINO DI PELUCHE MI SOLLEVA UN FIANCO, LE GAMBE HANNO POSIZIONI E VITA PROPRIA LE LENZUOLA CENTRIFUGATE INIZIANO A SEGNARE LA MIA SCHIENA NUDA,
SENTO FREDDO MA QUANTOMENO SENTO
SOPRAVVISSUTA ALLE MILLE PAROLE CHE HO DOVUTO DIRTI QUANDO NON AVREBBE DOVUTO ESSERCI LA NECESSITA' DI DIRE, TU PARLI A CHI NON SONO, IO MI AFFANNO A DEFINIRMI, IO SCONOSCIUTA, IN QUESTA CASA POCHE ORE FA C'ERAVAMO NOI, LA TUA CULTURA E LA TUA STORIA,IL MIO CAMMINO E LA MIA RICERCA, LA DONNA DELLA TUA VITA E L'UOMO CHE NON VORREI ACCANTO
QUESTA CASA ERA COSI' PICCOLA IERI PER TUTTE QUESTE PERSONE, L'UNA URLAVA ALL'ALTRA NELLA PROPRIA LINGUA E TUTTI SI RISPONDEVANO SENZA CAPIRSI E VATTENE MA CHE CAZZO VUOI DALLA MIA VITA PENSO MENTRE TI SORRIDO DECISA ANDANDOTENE E ASCENSORE PORTALO GIU' GIU' IN BASSO FALLO TORNARE A TERRA. E LA MIA EDUCAZIONE CONFORTAVA LA TUA VANITA'. VUOI FARE SESSO? SCHERZA COI FANTI MA LASCIA STARE I SANTI RIVESTITI CHE PRENDI FREDDO E NON SENTO IL COLLANTE CON TE, E QUESTO DISCORSO NON TE LO DOVREI FARE PERCHE' SE TU AVESSI LA VOLONTA' DI ANDARE A FONDO SAREBBE INUTILE.
E IO SO CHE SIGNIFICA EMPATIA E AFFINITA' E NON SERVONO ANNI PER CAPIRE, E CI SI PUO' INTUIRE PROFONDAMENTE E RITROVARSI INSIEME IN UN LUOGO LONTANO DAL MONDO E DALLA COSCIENZA DI NOI DOVE E' BELLO PERDERCI E NON CERCATECI PER FAVORE
MALEDETTI E BENEDETTI VOI SPIRITI AFFINI, CHE RIMANETE LI' ANCORATI NEL FONDO INESTIRPABILI E MISURATE LA PROFONDITA' COME NODI SULLE MIE CORDE, E VIA TUTTO QUELLO CHE STA A GALLA MA ANCHE TUTTO QUELLO CHE APPENA GUARDA SOTTO CON TIMORE. MICA UNA SCELTA UNA SELEZIONE CHE ACCADE E INFATTI ECCOTI A TARDA NOTTE CHE DIROMPI CON UNA FORZA CHE NON CONTROLLIAMO E NON CI SIAMO, TU NON CI SEI IO NEANCHE IN QUEL POSTO LONTANO CON TE E CHE PARLIAMO A FARE SIAMO PATETICI MA ANCHE GANZI EH
PARLO DI NOI E DI VOI CHE SAPETE E VIVETE E SORRIDETE PERCHE' IN QUEL LUOGO LONTANISSIMO VI VEDO PER MANO IN MOMENTI DI ETERNO CON LE VOSTRE CANZONI E LE VOSTRE PROMESSE E LA PAURA DI UCCIDERE IL VIRTUALE ED ASSASSINARE IL SOGNO
E QUI SE NON SI TRATTA DI ETERNO NON CI DEGNAMO NEANCHE DI ALZARCI DALLA POLTRONA E RISPONDERE AL CAMPANELLO
E SE NON HAI INTENZIONE DI SPACCARMI IL CUORE PER FAVORE NON CIRCUIRMI NEANCHE IL BOTTONE PIU' PUDICO DELLA CAMICIA
Premessa: da qualche mese in azienda è subentrato un nuovo AD al mio vecchio, storico, empatico capo. Il signore in questione è un emerito c......ne, un cacciavitario, il Signor Tentenna del business, nel quale ignoranza e formalismo si fondono magnificamente dando vita ad un lingotto di gradasso colato
La mia azienda è composta all' 85 per cento da ingegneri informatici maschi, summa fisiologica di ghiandole in ordine binario, concrezioni di codice e CSS
Io sono la creativa della situazione, l'umanista colata dal'alto, che fa della linea un ghirigoro, della Fiera un carnevale, del prodotto un l'llusione e del Mercato un souk
Nuovo Amministratore Delegato...parlando di me ad un collega ( il mio ex)
" Sa....la BoucheRouge è un personaggio strano, con tutti quei capelli, con quei movimenti così repentini, con quel cervello mobile, sembra un folletto
Poi scrive le mail in modo discorsivo, con quei termini, è così umanistica, mentre io ammetto nella mail solo il passaggio schematico di una informazione, è un sui generis in un'azienda di informatica"
Signori eccomi, la TROLL cantante, ballerina ( notare il passo " tumbaido" della salsera) con il capello elettrizzato dal wi-fi

"mi estinguo, ma prima mi distinguo"
Reazione dell'Ufficio alla scoperta della foto Troll su Google

quando capisci che non si tratta di sfortuna ma di colpi volontari
allora sì che resisti
Io da qui non mi muovo
e ti schiaccerò Satanasso
con la tua stessa stupidità
Questa guerra mi spossa, mi delude e mi impegna oltremisura, chiedo scusa alle persone su cui mi appoggio troppo ed a quelle che trascuro. Chiedo scusa alle prime che vorrebbero essere le seconde ed alle seconde che vorrebbero essere le prime, non scelgo io chi avere accanto o meno, la scelta non è consapevole, si manifesta nelle azioni come già compiuta.

The Blob - Film 1958
Titolo originale "Beware the blob"
Oggi ho abbastanza chiara la mia idea del Blob
Questa massa informe e gelatinosa che si spalma su tutti e tutto
credo sia il cinismo
E' un tema carissimo, di quelli che ti inchiodano a parlare e gesticolare per una nottata con qualunque astante, che ti fanno vibrare, tremare, alzare la voce
di quelli che non trovano le parole giuste, inesauribili
In questo mondo parallelo che ho sempre considerato solo come un mezzo alternativo di espressione e conoscenza
il cinismo trova alleati nella distanza, nella maschera, nelle parole, nella brevità dei canali in entrata ed in uscita
il cinismo si nasconde dietro ragioni cucite sul passato, dietro indivudualismi da prima infanzia
dietro il peso del silenzio che è assenza
o dietro il formalismo di maniera dell'affabulatore
Solo chi è in alto si salva dal Blob
si espone alla luce accecante del sole, può scottarsi
ma quanto meno ha salva la vita, quella che lui desidera vivere intensamente
Io mi arrampico in alto portando in braccio la mia ingenuità recidiva
in tasca due dadi un nastro di raso e quattro lire
"Se io non ti incontrerò mai
fa che senta almeno la tua mancanza"
La sottile Linea Rossa
.

Quando tu sarai vecchia e grigia
e piena di sonno
e china accanto al fuoco,
tira giù questo libro
e lentamente leggilo
e sogna del dolce sguardo
che i tuoi occhi ebbero un tempo
e delle loro ombre profonde;
quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia
e amarono la tua bellezza
con falso e vero amore,
ma un solo uomo amò in te
l'anima pellegrina
e amò il dolore del tuo mutevole volto,
e chinandoti giù verso i tizzoni incandescenti,
mormora, un po' tristemente,
quanto amore fuggì
e misurò i suoi passi
sulle montagne in alto
e nascose il suo viso
fra una moltitudine di stelle.
W. B.Yeats
Elaborare - distruggere, analizzare e costruire
Oggi, a metà strada fra il vissuto e il "da vivere"
Per un attimo essere assaliti dal timore di non essere riusciti a distinguere la fonte da cui proveniva la voce, che una voce in effetti ci sia stata a chiamare distintamente il tuo nome, ma che si sia confusa nel concitamento della corsa, schiacciata da fiatoni e breccole dispettose...e sia tornata quindi "fra una moltitudine di stelle"
è veramente elementare distinguere la voce dal desiderio della voce? ed il silenzio dal desiderio di silenzio? il pericolo delle proiezioni
Analizzi il vissuto; consideri per un attimo che le voci passate fossero figlie del desiderio di esse, e che il silenzio di oggi sia un manto di desiderio di silenzio che copre i suoni, proiezioni che impietosa ti procuri nel tempo ed alle quali vorresti resistere o che quantomeno vorresti educare per lasciare campo libero alla purezza di una voce cristallina o al vuoto oggettivo di suono.
Oggi; ti affidi alla certezza del silenzio, che non è ciò che vorresti ma è " ciò che è bene" e sei convinta sia anche, semplicemente, "ciò che è". Solo per un attimo riconoscendo il pericolo delle proiezioni di nuovo l'abbandoni e ti volti indietro.
Affidarsi alla certezza, ad una qualunque certezza come voler rientrare in un porto e rimanervi saldo smettendo di navigare
Vorresti lenti esatte e consideri l'errore, pensi al volere che spesso di confonde con l'essere, e fai come chi è certo di percorrere la strada giusta, ma senza dare nell'occhio gira di 90 gradi la testa trattenendo il fiato e spingendo lo sguardo indietro - il corpo perde il fulcro e si disarticola - a considerare per un secondo percorsi alternativi che...
" sì io so perfettamente che ho preso la strada giusta,
ma controllo, in fondo.... non si può mai sapere"
"In questo semplice intuire se stesso entro l'Altro, l'esser-altro non è dunque posto come tale; è la differenza a quel modo che nel puro pensare essa immediatamente non è differenza alcuna; è il riconoscere dell'amore in cui i due non si oppongono secondo la loro essenza."
F. Hegel

TITOLO
Del perchè l'uomo come fosse creatura pura o innatamente involontariamente maldestra
stimoli una naturale divertita e bonaria comprensione
come se l'errore fosse una voragine nella quale cadere, un accidente inevitabile
e parimenti
del perchè la donna come creatura innatamente e volontariamente maliziosa e machiavellica
stimoli un naturale e repentino istinto alla difesa
come se l'errore fosse l'estrema manifestazione di una anarchica capacità creativa
affascinante quanto spaventosa la donna
articolato quando rassicurante l'uomo
CONTENUTO
Nella mia famiglia di donne, l'unico uomo, papà, è stato sempre compreso,
assecondato e vezzeggiato
*
come un figlio unico
*
" porettello...è un uomo "
*