
MA SECONDO TE
tutto il mio peregrinare, le mie dodici case che casa non erano mai
le città e le mie vite rinnovate come innesti coatti su piantine fragili
le palle che ammiri e la bambina che ancora affiora nei sorrisi
quest'anno drammatico di famiglie spezzate
i cerchi che partono ampi sulle azzardate esperienze giovanili
che cambiano i principi e annientano la fede
ed il loro chiudersi con insospettabile precisione in punti fermi e valori ritrovati
tutta questa solitaria costruzione, tutta questa inevitabile e doverosa ubriacatura di vita
DOVEVA PORTARMI AI PIEDI DELLE TUE CAZZATE?
Ammetterai che l'affabulazione, che è una gran dote
deve fermarsi di fronte all'esperienza, specie all'esperienza dell'esperienza
a quel guardarsi indietro e capire che i fatti, i fatti, hanno le uniche risposte giuste
che il bene, il bene vero, ha bisogno di essere vissuto
che la responsabilità di quanto oggi si è spento
non è del tempo ingannevole e fugace
Il Tempo è un tiranno illuminato
Tu sei un despota dell'autoconservazione

A minchia unn'avi uocchi
Non posso evitare, per una volta, di rendervi partecipi di un fatto di cronaca rosa rossa volgente al nero che ha animato ed anima i salotti di questa città multiforme
Anno 2007: voi tutti ricorderete della mia trasferta e della difficile ambientazione nel condominio bene della Palermo bene....ai tempi e per tutta la durata della mia permanenza nell'oscuro palazzo si prodigò come potè, anzi direi come gli fu permesso, per farmi avvertire il tepore di casa un inquilino sulla 35ina, belloccio, molto elegante, in possesso di un italiano perfetto, fidanzato da 8 anni ed in procinto di sposarsi. Galeotto fu il mio esotismo alla rovescia ed i frequenti incontri in ascensore sul volger del tramonto.
In breve si arrivò alla pretesa del bacino sulla guancia, alle domande alla Mixer in cerca di risposte sulla mia misteriosa singletudine, agli sguardi come lame che respingevo con indecisa ma inevitabile fermezza.
Giunti in procinto della sacra unione, Mister F sigillò i miei dubbi sull'eticità e sincerità del passo che stava apprestandosi a compiere con un
"Sai Bouche, io sono ormai pronto a fare questo passo, perchè io e lei stiamo insieme da una vita ed abbiamo ormai superato molte tempeste"
Avanziamo a grandi falcate verso la domenica di fuoco, io ed i miei confetti di pregiudizi, lui ed il suo sorriso smagliante e rassicurante, lei ed i suoi ricci più torvi che corvini.
Il caso vuole che il mio fraterno amico venga incaricato di realizzare il servizio fotografico della cerimonia.
Chi conosce Palermo sa che questa città da 800.000 abitanti è in realtà un paesone in cui tutti conoscono tutti.
Tutto bene, passano i mesi ed a gennaio trasloco.
5 maggio 2008: vengo scossa da un aggiornamento che ha del drammatico ed al contempo del grottesco
Mister F è stato mollato dalla sposina perchè a due mesi dal matrimonio moglie, parenti ed amici hanno scoperto la sua storia con l'amica - testimone di nozze - della cornuta, amante che era già incinta prima della cerimonia.
A questo punto il fedifrago finirà in tribunale, se gli andrà bene, perchè si vociferano ipotesi cruente date le conoscenze e le intenzioni delle famiglie colpite.
Credo debba lasciare l'isola, la nazione forse...
( ed io ho evitato per scrupoli etico egoistici di finire a giurare sulla Bibbia e sulla cecità della minchia del minchione)
Sintomatologia dei “ Vorrei ma non posso”
( qui si identificano le patologie ma non si somministrano medicinali, siamo omopatici noi)

Come rincorrere un traguardo che si allontana di metri al secondo
Il “Vorrei ma non posso” è l’uomo del quale quest’ epoca è prolifica
Cultura, curiosità e brio sono consapevolezze radicate che il VorreimaNonPosso afferma ogni giorno per distinzione rispetto ai bipedi della stessa razza.
Una sensibilità femminile ed uno spirito artistico sovraesposti ed autoreferenziali sono il badge per l’ingresso di ingiustificabili dolori, sofferenze, struggimenti, perché il VorreimaNonPosso sente e sente tanto e soffre e per questo va maneggiato con cura
Il VorreimaNonPosso quando c’è c’è molto e si fa sentire, ed è impeccabile, e ti avvolge di quella coperta all’uncinetto in cui gusto, attenzioni, tenerezza e passione formano nodi apparentemente solidissimi….ma basta tirare un filo e….
Il VorreimaNonPosso scompare a volte, perché il mondo è marcio e bisogna chiudersi nel bunker antiatomico per sopravvivere…a volte prende le distanze da te, perché la sua anima è molle e delicata e tu donna affine e carismatica potresti fargli male, allora per troppo presunto sentire finisce per non sentire affatto.
Sembra che il VorreimaNonPosso evolva verso una forma sublime di sentire condiviso…si può credere alla lezione di De Andrè ed aspettare che dal letame nascano i fior…o semplicemente considerare quello che c’è..il letame
Ipocondria, Disordine mentale e non , Totale disagio con le strutture sociali più semplici, Lieve misantropia sono i disturbi denunciati dal VorreimaNonPosso accanto ad un ego ipertrofico e bulimico
Tu donna vicina al VorreimaNonPosso
Sappi che non sei sola
Impara a guardare regali e complimenti zuccherosi alla lente dell’ansia di gratificazione e di paternalismo ( Sindrome del Narciso Contemporaneo e mediamente facoltoso) calcolando tara e peso specifico.
Metti da parte sogni di felicità, sebbene la tua presenza sia indispensabile difficilmente di fronte alla responsabilità di un rapporto empatico e maturo l’omino in questione resisterà, tenderà piuttosto ad una donna ancella stile “Albero degli Zoccoli” cercando di mantenere con te un rapporto privilegiato….comodo sofà sul quale il gatto mefistofelico vorrebbe fare sonni tranquilli
Non dimenticare la commedia neorealistica nella quale il seduttore dopo aver stregato la malcapitata donzella con gesti plateali la scarica per la vittima successiva giustificando la sua fuga con un “ non ti ho promesso nulla”…lo sappiamo tutti che il linguaggio verbale è poca cosa rispetto alla comunicazione globale….ma in alcuni attimi la sigla conta più di mille esperienza condivise
Non elaborare maledizioni sofisticate per la felicità sfumata, quando gli mostrerai la schiena salutando sicura ma sofferente ricorda che il VorreimaNonPosso nasconde il destino nel suo nome.
Vorrà sempre ricercare la felicità, credendo di non Poterla raggiungere…e schivo d’amore e dolore finirà il suo cammino con mani pulite ed occhi umidi per i suoi tormenti
Tu potrai non raggiungere quello per cui ti sei sporcata ed hai lottato ma finirai il tuo cammino con cicatrici d’onore e dolore d’un rosso vermiglio...e mille attimi eterni di gioia che hai concesso a te ed ai tuoi compagni di strada

“
Gli occhi della donna si schiudono senza sguardo e si richiudono. VERDI.
Io le parlo e le dico ciò che le fa l’uomo, le dico cosa sta avvenendo di lei, che veda è ciò che voglio.
Con il piede l’uomo fa rotolare il suo corpo sul sentiero di pietre. La faccia è rivolta al suolo. L’uomo aspetta e poi ricomincia, fa rotolare il suo corpo di qua e di là, con poca brutalità mal contenuta. Allontana il corpo per poi avvicinarlo a sé con dolcezza.
Il corpo è docile, mobile, si presta a quei trattamenti come fosse svenuto, senza sentire si direbbe, rotola sulle pietre e resta là dove arriva nella posa che assume quando il movimento si esaurisce.
All’improvviso tutto questo è cessato
La forma è là, scomposta, lontana da lui.L’uomo la guarda e la raggiunge: allora come se si disponesse a farla rotolare ancora di qua e di là l’uomo posa il piede su di essa e di colpo si immobilizza.
La carne dei seni è morbida e calda, vi si affonda
L’uomo non si muove.
Avrebbe rialzato la testa e guardato verso il fiume.
Con grande attenzione l’uomo guarda senza vedere ciò che gli si presenta agli occhi.
Dice: “IO AMO. AMO TE”
Il piede preme sul corpo
IL TEMPO SI DILATA, SI CONFONDE
NELL’IMMENSITA’ INDEFINITA
Margherite Duras, testi segreti
LEI:
La perfezione dell’abbandono che è fiducia, la rinuncia di sé e la morte della volontà, la carne si fluidifica sotto la pressione degli occhi di lui che lei sente ma dai quali non è guardata
LUI:
La perfezione del comando che preme la carne con brutale dolcezza in una giostra di equilibri
L’amore in quell’altrove
DEI DUE CUORI e UNA CAPANNA CON PISCINA

Perchè i luoghi comuni lustri e levigati dall'uso di anziani ed ingenui spiriti semplici non nascono se non dai cuoricini di chi li vive ed oggi siamo in due," ma è successo anche a te?" oh sì e poi a quella coppia in Alabama, e poi c'era una casetta in Canada ed anche la Casa nella Prateria, e quella famiglia di cinesi che sembrano in tre ma sono in 18 ed i miei zii tanto semplici ma così felici con le loro poche cose e le loro gite low cost domenicali a panini e porchetta.
E signori non è a la page l'apostolato della baracca stracolma d'amore di praline di dolcezze e perfino il mio cubanito salsero che saltella in battute di prima sui valori e le convenzioni convinzioni irridendo alla società occidentale sa che il soldo la pecunia gli argent oleano i meccanismi e cuciono di morbido teflon gli strappi dei ventricoli. Vado dal gioielliere a riscattare un mese di fedeltà, ritornando mi fermo un attimo da Hermes giusto per garantirmi due notti di otto volante. Quel viaggetto in Costa Rica è proprio meritato, un BOT semetrale di comprensione e laissez-faire ma se salta la settimana bianca sarà d'uopo sostiture l'etichetta di plexiglass sul citofono con Roses..oh sì tesorino mio maritino viita.
Ma la bisnonna Bouche raggrinzita e sorniona scandirà davanti a lingue di fuoco campagnole passando il palmo su morbida ciniglia frammista a capelli sottili di nipote e peli di gatto persiano le memoria del suo cuore..del suo - di lui - cuore e della capanna e ammonirà dal fascino mefistofelico dell'arjant che salda le crepe dei ventricoli.
La bisnonna Bouche con l'artrite per la gioventù dissoluta ed incosciente ripescherà le ore più serene in una sola stanza con travi basse nel vicolo fiorentino dominato da Regine di lacca e paillettes, travi basse quanto la fronte del suo amore, con acqua fredda e bombola per il gas, un divano che è un piccolo letto per due cuori troppo ingombranti con i piedi di fuori e scatole e valigie ed amici guardaroba e parenti portafogli sempre troppo sgonfi e lontani. Uno scrigno di sana povertà che brillava di una felicità da silenzio cupo nel racconto, un buco di parole inadeguate alle passeggiate notturne in centro ed alla vita sotto il termosifone di piumino d'oca arancio.
La bisnonna Bouche che ha amato il bello e prezioso perchè il bello è bello dovrà pur dire che ha subito il ricatto del riscatto..che il suo Amore ha visto appoggiata ad un muro di potere sociale e denaro una scala di pioli perfetti..e "sali amore sali che lo meriti, io ti spigno per le chiappe, sali" e si sale in due energeticamente lui avanti, lei dietro titubante, vertiginosa nella naturale ascesa e irrispettosa del segreto del salire..lei non sa non guardare indietro e vedendo giù la paura.."no, no, io scendo" ma l'Amore vuole volare sente ancora sulle chiappe il calore delle mani di lei che lo spingono e quella giovane donna vede appena il groppone chino e coordinato di lui sui pioli .... lontano ....cazzo nipotini miei avrei potuto metterci meno forza in quella spinta, o semplicemente nascondere la scala, ma aveste visto com'era bello nel suo gessato Zegna mentre prendeva i pioli e gli onori con quelle mani eleganti e quegli occhi neri pugliesi...
E quell'espressione sognante della nonna negli anni al sentire "Due cuori e una capanna" l'espressione di chi ha sgretolato il dolore nell'acqua e zucchero per digerirlo bene e di chi sa di vero e non di retorico stavolta per tutte, rimarrà sempre, dalla sedia a dondolo al pasto parco, dal coro della chiesa agli amici di canasta, e il senso di quel detto è ancora lì nei 25 mq con le travi basse e si agita nella zeppa di legno sotto la zampa zoppa della scrivania da dirigente di quegli occhi neri pugliesi e nei suoi tentativi goffi di tirare il braccio di lei su per la scala, mentre lei ora riposa al sole di un agrumeto. Ora andate a letto bambini, domani la nonna vi racconta un'altra storia.
Post sarcastico tratto da una storia
incredibilmente vera
tristemente breve
sorprendentemente recente

Ho vissuto - Ho creduto - Ho capito
Amore mio so che nonostante i tuoi modi cortesi ed il tuo aspetto gentile, l’incedere antico e gli abiti conformisti sei stato educato alla guerra ed alla guerra vera hai consacrato due anni della tua vita.Credevo avessi l’istinto e la verve del Comandante
Oggi so che hai il cuore, il sentire e le fantasie di una recluta
Amore mio la tua gentilezza inconsueta per un militare d’assalto ti avrà provocato delle “ aperture” mentali, e senza resistenze i tuoi superiori di grado e di branda saranno penetrati nei meandri della tua fluida coscienza
Credevo che il nostro primo abbraccio, la dolcezza della tua mano che cingeva la mia guancia, le tue ciglia ad accarezzare la mia fronte, le mie mani a scivolare dentro la cintura dopo aver percorso la tua schiena fossero i sintomi di una passione da esplorare
Oggi so che
- hai il cuore e il sentire di una recluta e per questo con facilità i tuoi superiori sono penetrati nella tua coscienza
- il tuo immediato irrigidirti “ non andare più giù con la mano, sai Lì ho messo una pomata, ho delle emorragie frequenti” è figlio del tuo cuore di recluta e delle frequenti penetrazioni dei tuoi superiori
Amore mio la nostra prima e penultima volta è stata un’esplosione di praline cicciute colorate marzapanate di zucchero, mai tante carezze subì una donna, mai tanto silenzio, mai tanta concentrata lentezza, hai fatto di me la tua missione…e purtroppo solo quello.
Credevo che quando a metà amplesso ti sei alzato, hai preso un fazzoletto alla violetta e dicendo con voce suadente “ fammi dare un’asciugatina” hai passato la pezza sui nostri amanti genitali, prendessi il fazzoletto per asciugarti le lacrime tanta l’intensità del momento. Invano ho cercato dopo l’amplesso quella colomba odorosa che si era intrisa di noi
Oggi so che
- hai il cuore e il sentire di una recluta e per questo con facilità i tuoi superiori sono penetrati nella tua coscienza
- il tuo immediato irrigidirti “ non andare più giù con la mano, sai Lì ho messo una pomata, ho delle emorragie frequenti” è figlio del tuo cuore di recluta e delle frequenti penetrazioni dei tuoi superiori
- con quel fazzoletto alla violetta hai tentato inutilmente di ostruire una via ombrosa larga e battuta da molti, almeno da quanti sono stati i tuoi commilitoni, un rimedio antico per un dolore giovane
Amore mio quando ti ho spiegato che veniamo da due universi diversi e viviamo in mondi reali e mentali che non si parlano ho provato imbarazzo di fronte ai tuoi occhini verdi ed alla tua testa tonda e rasata che non voleva capire il senso delle mie parole
Credevo che il tuo incedere curvo e rigido nel corridoio fosse lo specchio di un pensiero denso e pesante che ti attraversava con i suoi spigoli
Oggi so che
- hai il cuore e il sentire di una recluta e per questo con facilità i tuoi superiori sono penetrati nella tua coscienza
- il tuo immediato irrigidirti “ non andare più giù con la mano, sai Lì ho messo una pomata, ho delle emorragie frequenti” è figlio del tuo cuore di recluta e delle frequenti penetrazioni dei tuoi superiori
- con quel fazzoletto alla violetta hai tentato inutilmente di ostruire una via ombrosa larga e battuta da molti, almeno da quanti sono stati i tuoi commilitoni, un rimedio antico per un dolore giovane
- Sei uscito dalla mia porta curvo e rigido
e in un sol colpo ho congedato senza fretta te e quel “tappabuchi” alla violetta