"con poche parole precise
poche parole decise
e uno sguardo d'intesa
un'elegantissima scusa
come una bella di giorno
tu sei il mondo che hai intorno "

....
que importa perderme,
mil veces la vida
para que vivir...

Giorni pesanti
Appesa ad un pò di nostalgia
Fra il desiderio di radici forti
e la fatica del ricominciare
riconoscere ed essere riconosciuta
spazzare via l'equivoco della prima impressione
entrare con la giusta sensibilità
e la necessaria delicatezza
Non è facile rinascere da grandi
.
Sproloqui notturni di un sabato di inizio settembre

" Ma tu sei una persona che si mette in gioco?"
"Ma, cosa intendi per mettermi in gioco?"
"Che non tiene niente per sè, che dice di sì alla vita"
" Io non mi pongo neanche il problema, non capisco la domanda Bru
Vieni, andiamo a letto va"
"Andiamo"
Non dialogo fra uno che vive ed una che ha conosciuto chi ha scelto di non farlo
Listening to " I don't know what I can save you from"

"sì la quiete m' ha fatto paura
di tornare a casa presto la sera
e dire amore
come stai
non sono stato qui ma oramai
me ne vado così
in questa spiaggia pulita di vento
e l'alba ormai mi cancella dal tempo amato" Vinicio
Giorni difficili di corpi stanchi e membra lacerate
Si regge il colpo perché si deve reggere, come anche il corpo
Ed io carico questo corpo stanco di piccoli progressivi obiettivi non potendo concedere tregua al momento, il riposo verrà.
Percorro il nodo che unisce le mie due case – natale/attuale - kilometri e kilometri di sole e colline che ancora a volte sono sognate palme, di prati che ancora sogno mari, nodo che si scioglie in frequenti lacrime brevissime come in sorrisi
Penso all’equivoco d’amore che sempre ci illude, all’attesa dell’onda anomala, del cavallone che ci travolga mentre affondiamo il piede nella sabbia fresca..attesa dannatamente illusoria d’ emozione che invece sgorga come sorgente innaturalmente pacata. L’ Amore si rivela poi come un mare calmo, come sciroppo che quieta e pacifica, come ogni Bene Supremo del resto non porta tormento e dolore, se non il prurito radioso dell’attesa.
Le madri, le nonne ripetono che Quello Vero è un giorno di serenità dietro l’altro e questo è stato, questo sarà di nuovo, questo non è se non è Amore.
Ho attraversato giorni di grande inusitata solitudine, lasciato una vita per un passaggio in hotel in attesa di una nuova vita da costruire, faticosamente, stirando sul letto abiti in trasloco e stendendo in bagno ricordi siciliani.
E quel momento mi è parso tanto duro quando confrontato con la morbidezza degli affetti parentali e con la gioia per quel calore che mai ho sentito tanto necessario e nel quale ora affondo le braccia.
Rifletto ancora e ancora sull’Assenza, alla quale non voglio abituarmi, chè star bene nell’assenza significa morire o far morire la parte di cuore che è regno di altri : il non dolore è un nulla che avanza logorando il sentire fino al cinismo, alla possibilità, all’eventuale, all’indifferenza.

Riflettevo ieri distrattamente sulle mie vicende sentimentali
cercando di tenere un punto di osservazione lontano e per quanto possibile vagamente obiettivo
Se le prime esperienze determinano in qualche modo un andamento, aprono una breccia
il mio primo fidanzatino era un inglese di madre italiana
Kevin Clark - York – estate 1989
[moro, occhi chiari, alto e magro, un pò dinoccolato, jeans e camicia]
Ci sono ricordi che si ancorano ad aspetti della nostra breve relazione tornando poi nelle storie future
Precoce ingresso in famiglia, oggi deprecabile: ricordo il tè con pasticcini al burro a casa della mia novella suocera con ispezione del babbo inglese e della sorellina, lo scendiletto di lui con la scritta “Liverpool” ed i colori della squadra, qualche bacio furtivo in camera davanti agli LP dei Beatles e la cena a spaghetti UHU nel ristorante italiano degli zii
Amore Odio ovvero quando non si può star tranquilli: idillio nella discoteca xxxx , esplode la canzone dei Clash “ Should I stay or should I go” e tutti iniziano a darsi spallate….io colpisco a destra e a sinistra, le dò ma ne prendo, lui sgomita e mi segue con lo sguardo cerbiatto, finchè eccessivamente sollecitato dallo shakeramento mi vomita addosso…MI VOMITA ADDOSSO
Ed è stato forse da allora che ho accettato, quasi ricercato, quel sottile sadismo mentale nei rapporti? ( mi ami..ergo mi vomiti addosso ;))
Confusione sessuale: come se, e forse sì, una certa prepotenza dei cromosomi femminili in un uomo fosse sinonimo di completezza, il mio fidanzatino era nella terra di nessuno fra il mascolino e il femminino, fra il prendere l’iniziativa e l’aspettare la mia, fra il guidare l’auto e farsi cambiare il pannolino, fra il black look trasandato e la fascinazione da lingerie.
Il ritorno ad anni di distanza ovvero ossessioNATA: per la prima volta e poi per sempre negli anni e negli uomini a venire mi arriva una cartolina due anni dopo il "fidanzamento" dalla Royal Navy con aggiornamenti sulla sua vita da ufficiale e la proposta di vederci a Roma, sua prossima meta di viaggi.
il Purgatorio del recupero: vado a Roma , ci vediamo, ci scrutiamo, riproviamo, ma è finita la magia
[ ma che belli questi infra-post come spaventapasseri
che fanno sgomberare il campo ai cattivi pensieri ]
nell'aria "Si a una mamita" la salsa che solleticha le endorfine
