Una che sopravvive ballando
Utente: BoucheRouge
Una donna con un cuore da bambina, uno spirito maturo, una mente veloce, mani piccole e sguardo diretto

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Porto e Lascio
Lascio
l'incapacità di abbandonarsi alla vita, le maschere, il giudizio cieco, la rabbia cieca, la trasgressione ostentata, il carrierismo, chi non gode del senso del gusto, chi non stacca mai la spina, chi si prende troppo sul serio, chi pensa al denaro come alla causa e non alla conseguenza, chi non ama viaggiare,chi non si commuove, chi non ama conoscere, chi non ha il senso dei propri limiti,chi ama la mia compagnia solo perchè sono luminosa, chi non rincorre il piacere, essere Prima Inter Pares



Porto
le pagine vecchie e stanche dei classici, i poeti che hanno sofferto per noi, le risate immotivate, chi coltiva l'amicizia come un bene prezioso, chi mi chiama di rado perchè sa che tanto è dentro di me , chi si mette e rimette in gioco, chi non ricorda la propria età, viaggiare leggera,cambiare sempre, correre insieme a chi ha la mia velocità,chi sospira " tanto lei è così", il pensiero agile, gli occhi curiosi e le mani tremanti,il richiamo improvviso dei sensi, i diversi, chi è arrivato in fondo e sa che riuscirà a risalire, chi è risalito e sa che la superficie è un'illusione, la mia famiglia lontana


...e cuore pensante
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Nello zaino
I MIEI INTENDIMENTI Tendere e non pretendere - Essere pensante ma non essere pesante - Amare la luce - Guardare prima di tutto gli occhi - Cercare il luogo giusto nel proprio cuore - Conservare un nocciolo d'acciaio - Essere allegramente tormentata - Empatia Empatia
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domenica, agosto 09, 2009
Zucchero filato


C'è che oggi va così

Che vedo delle screziature rosa

Quasi non volendo, di certo non dovendo

Ma c'è della tenerezza improvvisa e inaspettata

Arrivata così, dopo anni di oblio, dopo anni di una prima gioventù sui gradini della facoltà

a sognare d'insegnare

Tu il mio amico ed Io la tua passione

Mi faccio travolgere oggi

da quel ciclone che ieri fuggivo

E mi godo quella dolcezza che il tempo ha filato

che so essere breve e cieca ma meritata e reale

rimarrà un legnetto  e le mani e la bocca appiccicose

e la delusione di non aver più quella nuvola soffice in cui affondare

ma rimarranno i tuoi occhi finamente miei

 che da sempre mi squadrano teneri e vogliosi

di una voglia che l'ingenuità non sapeva riconoscere

nei giorni della nostra vita insieme
Scritto da: BoucheRouge alle ore 10:25 | link | commenti (3) | categoria: fanculo, desiderio, felicità, bacio e sesso
giovedì, luglio 09, 2009
Dio s'è sbagliato


Il contenitore è troppo piccolo

questo è l'errore di Dio

un errore madornale

credo sia quello che dà luogo alla sofferenza più profonda

a quel vuoto che, per troppa sostanza inespressa, diventa infine vuoto di senso

Quante poche parole ?

Perchè le possibilità di combinazione delle lettere, dei suoni, delle lettere in parole, in frasi, sono così limitate rispetto a quanto abbiamo da esprimere?

Io soffro

Io sono felice

Io sto bene


Ci sono troppi pochi veicoli, il sentire resta annidato, con zampette atrofizzate per la mancanza di terreno

Ma dico TU non potevi darci l'espressione esatta per tutto quello che proviamo?

Possibile che IO SOFFRO contenga una puntura di zanzara ma anche la perdita di un amore?

Possibile che SONO FELICE contenga lo sciopero dei casellanti in Autostrada ma anche la proposta di matrimonio dell'uomo della tua vita?

Possibile che alla percezione e all'intepretazione venga dato tanto margine pericoloso?

La verità inespressa svanisce

Siamo condannati ad essere stitici, inespressivi ed inespressi, sempre mezzi vuoti

e ci si ammala di solitudine

in una impossibilità di condivisione assoluta

che in realtà ci è congenita

Dovremmo abbandonarci al Mistero

Dovremmo prendere confidenza con il Silenzio
Scritto da: BoucheRouge alle ore 10:09 | link | commenti (11) | categoria: angeli, fanculo, brandelli, gioia e felicità, detto fra noi, la lunga cagna, bacio e sesso
lunedì, giugno 29, 2009
LA COSC-IENZA


E NON DEVO ESSERE IO
E DIRE QUALE POTERE MERAVIGLIOSO
ABBIA IL BALLO SULL'ANIMO UMANO

MA CERTO PENSARMI A 36 ANNI
CON UNA MISE MOLTO "STREET"
IN ESIBIZIONI DI RAGGAETON
PER L'HINTERLAND FIORENTINO

PROPRIO NO

E SI' CHE QUESTO STUPORE SI SOVRAPPONE
AD UN DOLORE DEL CUORE
CHE LASCEREBBE POTENDO
SPAZIO ALL'APATIA

MA IL SENSO DELLA SCONFITTA E DELL'ABBANDONO
NULLA POSSONO SUL SORRISO DEL CORPO
CHE STA MEGLIO
E CHE SPINGE ANCHE L'ANIMA
A TORNARE IN FORMA

SI FANNO DEI BUONI ESAMI DEL SANGUE
E
FRA TANTO MOSTRAR DI COSCE

ANCHE GLI ESAMI DELLA COSC-IENZA
NON POSSONO CHE ESSERE

RASSICURANTI

(ON AIR HAPPY FEET)
Scritto da: BoucheRouge alle ore 10:43 | link | commenti (10) | categoria: ballo, brandelli, gioia e felicità, ego -superego - es, bacio e sesso
sabato, maggio 30, 2009
il Nido Vuoto

c'è stato scontatamente bisogno di dedizione ed impegno e sostegno e consigli  e pasti caldi e sorrisi e Mani aperte.

e c'è stato bisogno di parole  e di una univocità di sentire che è stato nei torni ritorni presupposto essenziale e non formale del Tuo esserci per Lui, esatto senza richiedere, concesso a Mani piene, esatto perchè concesso, senza colpe.

Nel rapporto che si va svolgendo in un tempo che per la sua intensità sembra sconfinato - e senza confini è il nostro per coincidenza d'anime -  e che detta regole secondo incastri ed incantesimi che i protagonisti per loro limitatezza ignorano, mentre sperano di dominare gli eventi con rari ma fermi presupposti

si giunge in un mattino desesperato ad un inesorabile ADDIO

ed è un tonfo il cadere pesante di un sentire che è certezza
che non è speranza o illusione
è una certezza, un riconoscere, un sentire di nuovo e scegliere e specchiarsi nel sentimento dell'altro che è uguale ma lontano; è distinto, distante, vuole rotte diverse, zompetta sembra raggiungibile poi spicca il volo e sai che tornerà mentre sei lì a mettere insieme pagliuzze per il Suo nido

perchè un nido è comunque necessario anche per chi è nato per il volo e nessuno più di Te sa   come deve essere il Suo.

ma  l'ebrezza del volo che è in sè un infinito di possibilità
ma che è anche vuoto e sospensione
prende il sopravvento
ha la meglio sulla costruzione di un rifugio che è comunque un rimanere a terra
per Te è un rimanere a terra dopo aver volato abbastanza, è una scelta apollinea di vita condivisa alla fine del volo

alla fine del volo

inutile descrivere lo splendore
inutile descrivere la ricerca di compromessi che bruciano le pagliuzze e spezzano le geometrie
inutile descrivere il senso di rifiuto prima, di spreco e sconfitta dopo

quello che rimane è l' ombra delle ali

mentre  Ti auguri che il Suo volo giunga alle mete ambite

auguri per Te la dignità ed il rispetto che Ti devi 

mentre dai forma alla paglia senza distrazioni nè passatempi

per un rigoroso e caldo giaciglio solitario






Scritto da: BoucheRouge alle ore 01:05 | link | commenti (10) | categoria: uomini, canto, lore, semiotica delle passioni, bacio e sesso
martedì, gennaio 06, 2009
PROSERPINA/RISCATTO

Fatico, fatico tanto a scrivere,  come a parlare e pensare chiaro,                                                                                                                                                              E cerco l'acqua limpida nel torbido.

( com'è lieve e quante poche tracce lascia la mano che stringendo non vuole prendere)

Una limpida Proserpina, che fautrice della fertilità viene trascinata via dalla Sicilia da un Plutone torbido che incendierebbe spighe dorate per un sussulto di vigore.

E c'è la presa di una mano forte che affonda in una carne sempre meno fiduciosa, è un "rapimento" di sensi nel quale lei, Proserpina, implora un riscatto.

L'abbandono è sempre più lontano, nel tempo passato, nella speranza disillusa.

Io ci sono sempre meno, e cedendo ad un valore e sentire percepito che è l'unico reale, che di valore oggettivo l'uomo non sa parlare, proseguo un gioco che non mi diverte affatto

tanto tiepido e lontano da possibilità spesso percepite e subito ricacciate in fondo

meno tiepido del nulla, ma doloroso come un'intelligenza sprecata, come una dote chiusa a chiave in un baule.

In anni di qualità esatta l'unicità resti almeno, e la crescita che passa per piccole esperienze condivise, uno spicchio di sole visto insieme, l'espressione di un attore, un'aria, sono queste le vie che portano alla fertilità

Le amicizie inutili di spiriti lontani che si ubriacano di momenti ripetibili le lascio nella scatola dei giochi di bambina.

O no? Vogliamo considerarci solo bocche pronte a mangiare e prendere o siamo pronti almeno a dare acqua a quelle immense minuzie di spiriti che combaciano?

Guardando nel buio delle crepe spero nella luce di una via secondaria alla superficie e per ora sorridendo innaffio una zolla che, se fosse abbastanza grande, potrebbe portarmi  lontano a riposare.

 

 

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 00:14 | link | commenti (5) | categoria: cinismo, brandelli, bacio e sesso
sabato, dicembre 27, 2008
LONTANO

" s'apparecchiano pance di sospiri

e s' avviluppano materie azzurre di speranze

nell'ora sosprendente 

che sente anche per noi 

quando noi chiudiamo padiglioni"

 

Abbi pietà di me che sto lontana

che tremo del tuo futile abbandono,

tienimi come terra che pur piana

dia nella pace tutto il suo perdono

od anche come aperta meridiana

che dia suono dell'ora e dia frastuono,

abbi pietà di me miseramente

poichè ti amo tanto dolcemente.

Scritto da: BoucheRouge alle ore 14:35 | link | commenti | categoria: canto, ballo, brandelli, bacio e sesso
domenica, dicembre 14, 2008
Fra una cosa e l'altra..l'inverno

"con poche parole precise
poche parole decise
e uno sguardo d'intesa
un'elegantissima scusa
come una bella di giorno
tu sei il mondo che hai intorno "

....

Scritto da: BoucheRouge alle ore 23:30 | link | commenti (24) | categoria: cronache, canto, ballo, detto fra noi, bacio e sesso
mercoledì, ottobre 29, 2008
Oh Mio Babbino Caro

 

Oh mio babbino caro..

Ci vorrà molta volontà e molta voglia di appartenere per rientrare nelle grazie di questa città che ti accoglie come una puttana discinta che non possederai mai del tutto, che si concede con sdegno e nel mentre sogna l’incipiente solitudine per dedicarsi a più alti pensieri; è il terzo ritorno dopo l’università, dopo i primi anni di lavoro, dopo la trasferta siciliana.

 

Oh mio babbino caro

Voglio ricominciare con il piede giusto e camminare con passi pesanti, curare me e ciò che mi circonda con dedizione.

L’amore, oh sì l’amore bè siamo entrati decisamente nella fase del credere di meritare qualcosa di degno. E’ già molto e questo taglia fuori anche le piccole giustificate mancanze che procurano mancanze e quel fascino egoistico adolescenziale cui oggi irride la mia voglia di solidità o semplicemente la mia stima per la solidità che non per forza deve snervare il genio.

 

Oh mio babbino caro

mi manca terribilmente Palermo, dirado i contatti con gli affetti lasciati in quattro giorni, fra pacchi numerati e lacrime frettolose per abituarmi al silenzio

 

Oh mio babbino caro

dovrebbero definire la sindrome da nomadismo. Ora vediamo di sostituire le tende con dei mattoni

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 00:31 | link | commenti (16) | categoria: angeli, brandelli, bacio e sesso
lunedì, ottobre 20, 2008
Nella FISSITA' del sentire

Alla stazione di Zima
qualche volta c'è il sole
e allora usciamo tutti a guardarlo
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente

"..Quando tutto iniziava ad avere peso ed importanza, quando iniziava ad essere 'Amore Vero' e non solo una bella parentesi, allora facevo cose insensate.

 Non la smettevo sino a quando lei diceva basta, me ne vado.

Era una prova.

Quando iniziavo a pensare : 'questa è la donna della mia vita, lei mi salverà', allora qualcosa scattava.

E' quella giusta? mi chiedevo. Anche se ero sicuro di dover essere salvato, sapevo che non era cosa da poco. Bisogna essere dure, forti. Non può salvarmi, che so, chiunque.

Dopotutto ero io, in ballo, non lei, e non volevo altri disastri.

Non ne avrei retti, non così...intensi, nemmeno uno. Allora incasinavo tutto.

Era come Dio quando metteva alla prova Abramo chiedendogli di uccidere Isacco, suo figlio. io mi apprestavo a colpire, scatenavo il caos.

Se lei era quella giusta, mi avrebbe fermato. più spesso, però, pensavo che ero io, Abramo, a mettere alla prova Dio.

 

Fermami, pensavo, se sei capace.
Nessuna mi fermò.
Forse è ciò che volevo..."

 

Daniele Nadir  Lo stagno

Scritto da: BoucheRouge alle ore 18:14 | link | commenti (3) | categoria: cinismo, ballo, brandelli, bacio e sesso
mercoledì, ottobre 15, 2008
Arrendiamoci

Sì, viviamoci sporadicamente e dimentichiamoci negli intervalli di tempo fra pelle e pelle, ma non fingiamoci giocatori leali se siamo dei bari maldestri

 

Abbiamo parole arroccate su mura che gettano piombo su incastri perfetti

E p-assi di gamberi nella manica  a riportarci in ogni momento nel ventre caldo della nostra inutile solitudine

Ed e’ di nuovo casa

Questa volta una casa che mi somiglia davvero e che spero mi accompagni a lungo

E di nuovo ti rivedo negli uffici dai quali due anni fa fuggii per una dimensione più umana, e sei sempre tu carrierista  ma dolcissimo, premuroso e protettivo come un tempo; e la premura e la capacità di prenderti cura oltre alla volontà di giocare erano e sono quello che in fondo questa ragazza ventottenne cercava.

 

L’amore che sento davvero Sfinito non cancella gli anni insieme, quelli dell’impegno e della volontà di dare una chance ad un noi  che sembrava utopia e mi imbarazza veder ondeggiare nei corridoi le cravatte e gli abiti del nostro armadio, come mi intenerisci tu che mi imiti nella voce e nelle movenze chiamandomi con gli appellativi di sempre.

 

Siamo stati a “tanto così” dalla vittoria e quei tempi in cui soldi, salute, possibilità sembravano mancare sono ormai lontani, lo erano già quando vivere insieme era vacanza e  ci aggiravamo invidiati con i sorrisi dei complici.

Non era fiaba di ragazzi, forse non era totale coincidenza di menti, ma concreto lavorare per un sogno comune, lontano e altissimo come i sogni, ma realizzabile perchè condiviso.

 

Credo mi faccia bene averti davanti e ricordare sempre di come l’amore non basti se non alimentato da una volontà ferrea di felicità

 

Non c’è niente da decidere né muri da alzare, l’esistenza stessa di quel noi nella sua intensità e nella maturità dei trent’anni sgombra il campo da ogni possibilità di amorucolo pigro ed egoista mascherato di comodo.

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 21:44 | link | commenti (8) | categoria: sesso, angeli, canto, scivola vai via, verginità, bacio e sesso

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