Una che sopravvive ballando
Utente: BoucheRouge
Una donna con un cuore da bambina, uno spirito maturo, una mente veloce, mani piccole e sguardo diretto

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Porto e Lascio
Lascio
l'incapacità di abbandonarsi alla vita, le maschere, il giudizio cieco, la rabbia cieca, la trasgressione ostentata, il carrierismo, chi non gode del senso del gusto, chi non stacca mai la spina, chi si prende troppo sul serio, chi pensa al denaro come alla causa e non alla conseguenza, chi non ama viaggiare,chi non si commuove, chi non ama conoscere, chi non ha il senso dei propri limiti,chi ama la mia compagnia solo perchè sono luminosa, chi non rincorre il piacere, essere Prima Inter Pares



Porto
le pagine vecchie e stanche dei classici, i poeti che hanno sofferto per noi, le risate immotivate, chi coltiva l'amicizia come un bene prezioso, chi mi chiama di rado perchè sa che tanto è dentro di me , chi si mette e rimette in gioco, chi non ricorda la propria età, viaggiare leggera,cambiare sempre, correre insieme a chi ha la mia velocità,chi sospira " tanto lei è così", il pensiero agile, gli occhi curiosi e le mani tremanti,il richiamo improvviso dei sensi, i diversi, chi è arrivato in fondo e sa che riuscirà a risalire, chi è risalito e sa che la superficie è un'illusione, la mia famiglia lontana


...e cuore pensante
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Nello zaino
I MIEI INTENDIMENTI Tendere e non pretendere - Essere pensante ma non essere pesante - Amare la luce - Guardare prima di tutto gli occhi - Cercare il luogo giusto nel proprio cuore - Conservare un nocciolo d'acciaio - Essere allegramente tormentata - Empatia Empatia
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giovedì, agosto 13, 2009
la Rinascita di Aurora


Con semplicità

Riprendersi

Riprendere sè

Oltre le parole

Facili

di chi

Dal proprio Pelago

Consiglia la Terra Ferma

Oltre l'Interesse

e persino

oltre l'Amore creduto

c'è l' Amor mio

la semplicità dei giorni

che sciolgono nodi

e Chiedono Semplicemente

Valori esatti

le cose buone

i gesti cortesi

il silenzio o la sincera compagnia

l'abbandono dell'attesa

il buon odore dell'Espresso

il detto sul taciuto

In Fondo l'ora che si svolge fila grovigli

ed ogni attimo compie

inesorabilmente

il suo antico mestiere

Scritto da: BoucheRouge alle ore 10:50 | link | commenti (2) | categoria: angeli, canto, felicità, lora, detto fra noi, loro in bocca, librarsi
giovedì, luglio 09, 2009
Dio s'è sbagliato


Il contenitore è troppo piccolo

questo è l'errore di Dio

un errore madornale

credo sia quello che dà luogo alla sofferenza più profonda

a quel vuoto che, per troppa sostanza inespressa, diventa infine vuoto di senso

Quante poche parole ?

Perchè le possibilità di combinazione delle lettere, dei suoni, delle lettere in parole, in frasi, sono così limitate rispetto a quanto abbiamo da esprimere?

Io soffro

Io sono felice

Io sto bene


Ci sono troppi pochi veicoli, il sentire resta annidato, con zampette atrofizzate per la mancanza di terreno

Ma dico TU non potevi darci l'espressione esatta per tutto quello che proviamo?

Possibile che IO SOFFRO contenga una puntura di zanzara ma anche la perdita di un amore?

Possibile che SONO FELICE contenga lo sciopero dei casellanti in Autostrada ma anche la proposta di matrimonio dell'uomo della tua vita?

Possibile che alla percezione e all'intepretazione venga dato tanto margine pericoloso?

La verità inespressa svanisce

Siamo condannati ad essere stitici, inespressivi ed inespressi, sempre mezzi vuoti

e ci si ammala di solitudine

in una impossibilità di condivisione assoluta

che in realtà ci è congenita

Dovremmo abbandonarci al Mistero

Dovremmo prendere confidenza con il Silenzio
Scritto da: BoucheRouge alle ore 10:09 | link | commenti (11) | categoria: angeli, fanculo, brandelli, gioia e felicità, detto fra noi, la lunga cagna, bacio e sesso
mercoledì, ottobre 29, 2008
Oh Mio Babbino Caro

 

Oh mio babbino caro..

Ci vorrà molta volontà e molta voglia di appartenere per rientrare nelle grazie di questa città che ti accoglie come una puttana discinta che non possederai mai del tutto, che si concede con sdegno e nel mentre sogna l’incipiente solitudine per dedicarsi a più alti pensieri; è il terzo ritorno dopo l’università, dopo i primi anni di lavoro, dopo la trasferta siciliana.

 

Oh mio babbino caro

Voglio ricominciare con il piede giusto e camminare con passi pesanti, curare me e ciò che mi circonda con dedizione.

L’amore, oh sì l’amore bè siamo entrati decisamente nella fase del credere di meritare qualcosa di degno. E’ già molto e questo taglia fuori anche le piccole giustificate mancanze che procurano mancanze e quel fascino egoistico adolescenziale cui oggi irride la mia voglia di solidità o semplicemente la mia stima per la solidità che non per forza deve snervare il genio.

 

Oh mio babbino caro

mi manca terribilmente Palermo, dirado i contatti con gli affetti lasciati in quattro giorni, fra pacchi numerati e lacrime frettolose per abituarmi al silenzio

 

Oh mio babbino caro

dovrebbero definire la sindrome da nomadismo. Ora vediamo di sostituire le tende con dei mattoni

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 00:31 | link | commenti (16) | categoria: angeli, brandelli, bacio e sesso
mercoledì, ottobre 15, 2008
Arrendiamoci

Sì, viviamoci sporadicamente e dimentichiamoci negli intervalli di tempo fra pelle e pelle, ma non fingiamoci giocatori leali se siamo dei bari maldestri

 

Abbiamo parole arroccate su mura che gettano piombo su incastri perfetti

E p-assi di gamberi nella manica  a riportarci in ogni momento nel ventre caldo della nostra inutile solitudine

Ed e’ di nuovo casa

Questa volta una casa che mi somiglia davvero e che spero mi accompagni a lungo

E di nuovo ti rivedo negli uffici dai quali due anni fa fuggii per una dimensione più umana, e sei sempre tu carrierista  ma dolcissimo, premuroso e protettivo come un tempo; e la premura e la capacità di prenderti cura oltre alla volontà di giocare erano e sono quello che in fondo questa ragazza ventottenne cercava.

 

L’amore che sento davvero Sfinito non cancella gli anni insieme, quelli dell’impegno e della volontà di dare una chance ad un noi  che sembrava utopia e mi imbarazza veder ondeggiare nei corridoi le cravatte e gli abiti del nostro armadio, come mi intenerisci tu che mi imiti nella voce e nelle movenze chiamandomi con gli appellativi di sempre.

 

Siamo stati a “tanto così” dalla vittoria e quei tempi in cui soldi, salute, possibilità sembravano mancare sono ormai lontani, lo erano già quando vivere insieme era vacanza e  ci aggiravamo invidiati con i sorrisi dei complici.

Non era fiaba di ragazzi, forse non era totale coincidenza di menti, ma concreto lavorare per un sogno comune, lontano e altissimo come i sogni, ma realizzabile perchè condiviso.

 

Credo mi faccia bene averti davanti e ricordare sempre di come l’amore non basti se non alimentato da una volontà ferrea di felicità

 

Non c’è niente da decidere né muri da alzare, l’esistenza stessa di quel noi nella sua intensità e nella maturità dei trent’anni sgombra il campo da ogni possibilità di amorucolo pigro ed egoista mascherato di comodo.

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 21:44 | link | commenti (8) | categoria: sesso, angeli, canto, scivola vai via, verginità, bacio e sesso
mercoledì, settembre 17, 2008
BALLANDO

sanvito

Meriterebbe riuscire a descrivere una serata che ha attraversato incredibilmente tentativi e rese, strati e strati d'animi sovrapposti, risa e pianti, meriterebbe ma non riesco a scrivere che poche righe sibilline

[ - Viale Redi Via Monteverdi Via Doni  Scuola di ballo - ]

Ieri sera

volevo passare attraverso il Tango dimentica e serena

come se il fiore avesse natura distinta dalla terra

Pochi passi concentràti e dal fondo qualcosa

afferra una passione che è natura

e la tirà giù con sè

nel buio

Al  ritmo diverso di passi affannati e lucidi come occhi di brina

salgo  le scale

di spalle alla sala danzante interdetta

ed alle note di un niente che resta

nella casa de-solata dove troppo tardi si torna.

[  - Via Doni Piazza Leopoldo Via Galliano e ritorno alla scuola- ]

Riscendo sospinta da orgoglio felino

mi aggiusto squadrando latini diversi

mi unisco ai danzanti una Salsa fremente

sorrido  

               Palermo                 le scarpe dorate           le lunghe bachate

le coppie sul molo               gli scogli bavosi          i capelli sudati

Saltello sinuosa  scegliendo la vita

pigiando per bene al ritmo di un Son

quel tango sepolto ma ancora vivente

che nutre la terra di un humus di niente

[ - Viale Redi   Deborah   Piazza Dalmazia   Casa - ]

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 00:17 | link | commenti (4) | categoria: uomini, sesso, angeli, sindromi, ballo, brandelli, bacio e sesso
martedì, agosto 26, 2008
SENZA CODA

A volte la dimensione del rapporto segue le non regole di un gioco crudele,

da bambini veri, egoisti e serissimi,

senza altra ambizione che quella di trafiggersi con gli spilli ed ancorarsi ad una tavoletta di legno,

aprirsi il petto ed esplorarsi le viscere,

e come ogni bambino che giochi ognuno è sicuro di avere le armi in pugno

e di condurre a proprio modo la sevizie fino al taglio della coda

MA

sovente il Dio d'amore non è così clemente

 siamo solo due lucertole con braccia troppo corte e sangue troppo freddo

e nella migliore delle ipotesi

non possiamo che morderci la coda

e ruzzolare via in un cerchio, a valle

calpestando in brevi attimi i lunghi tempi e le pietre piatte

di un cammino di costruzione faticoso e desesperado

MA

"L’ultimo cielo
È quello più grande
Spande passione
E un nuovo senso di me

Ed è subito sera….
[...]
Quando siamo infiniti e sublimi"


Scritto da: BoucheRouge alle ore 16:28 | link | commenti (14) | categoria: angeli, canto, brandelli, bacio e sesso
venerdì, luglio 25, 2008
STREAMING

 

Non aggiorno dal mio trasferimento, sono nella camera dell'hotel nel quale alloggio per il momento, in TV c'è Angelica, il mio film preferito, devo averlo già scritto, colonna sonora e occhi di lei indimenticabili.  

4 giorni per impacchiettarmi e cambiare vita, non dico tornare alla precedente, chè questa è davvero una vita nuova con un lavoro diverso in una condizione diversa in una città ogni volta diversa.

Lacrime tante prima di partire, di stanchezza nelle notti dell'imballaggio e di commozione e dolore al porto, nel momento del saluto.

Sono tornata , per la seconda volta sono tornata a Firenze, per la seconda sono tornata verso qualcosa che avevo rifiutato, luoghi del corpo, del cuore e della memoria.

Possiamo essere squallidi o poetici e temo, sussurro  credo, che non potremo che finiremo nel peggiore dei modi, senza un inizio, come il giocatore che rinuncia affaticato a spiegare regole che lui solo conosce...e finisce così, con un triste solitario.

Non so come esprimere la volontà di costruire, ma c'è, come la voglia di fare di un nido la mia casa di mattoni, e c'è, ci dovrà essere la forza di fuggire da strade sbagliate e correre verso la luce.

 

 

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 22:35 | link | commenti (6) | categoria: angeli, canto, felicità, la mia notte, bacio e sesso
martedì, giugno 24, 2008
LA MATRICE

Riflettevo ieri distrattamente sulle mie vicende sentimentali

cercando di tenere un punto di osservazione lontano e per quanto possibile vagamente obiettivo

 

Se le prime esperienze determinano in qualche modo un andamento, aprono una breccia

 

il mio primo fidanzatino era un inglese di madre italiana

 

Kevin Clark - York – estate 1989

[moro, occhi chiari, alto e magro, un pò dinoccolato, jeans e camicia]

 

Ci sono ricordi che si ancorano ad aspetti della nostra breve relazione tornando poi nelle storie future

 

 

Precoce ingresso in famiglia, oggi deprecabile: ricordo il tè con pasticcini al burro a casa della mia novella suocera con ispezione del babbo inglese e della sorellina, lo scendiletto di lui con la scritta “Liverpool” ed i colori della squadra, qualche bacio furtivo in camera davanti agli LP dei Beatles e la cena a spaghetti UHU nel ristorante italiano degli zii

 

Amore Odio ovvero quando non si può star tranquilli: idillio nella discoteca xxxx , esplode la canzone dei Clash “ Should I stay or should I go” e tutti iniziano a darsi spallate….io colpisco a destra e a sinistra, le dò ma ne prendo, lui sgomita e mi segue con lo sguardo cerbiatto, finchè eccessivamente sollecitato dallo shakeramento mi vomita addosso…MI VOMITA ADDOSSO

Ed è stato forse da allora che ho accettato, quasi ricercato, quel sottile sadismo mentale nei rapporti? ( mi ami..ergo mi vomiti addosso ;))

 

Confusione sessuale: come se, e forse sì, una certa prepotenza dei cromosomi femminili in un uomo fosse sinonimo di completezza, il mio fidanzatino era nella terra di nessuno fra il mascolino e il femminino, fra il prendere l’iniziativa e l’aspettare la mia, fra il guidare l’auto e farsi cambiare il pannolino, fra il black look trasandato e la fascinazione da lingerie.

 

Il ritorno ad anni di distanza ovvero ossessioNATA: per la prima volta e poi per sempre negli anni e negli uomini a venire  mi arriva una cartolina due anni dopo il "fidanzamento" dalla Royal  Navy con aggiornamenti sulla sua vita da ufficiale e la proposta di vederci a Roma, sua prossima meta di viaggi.

 

il Purgatorio del recupero: vado a Roma , ci vediamo, ci scrutiamo, riproviamo, ma è finita la magia

Scritto da: BoucheRouge alle ore 14:17 | link | commenti (21) | categoria: cronache, altre, angeli, canto, bacio e sesso
mercoledì, giugno 18, 2008
L'ESERCIZIO DEL GIORNO

alle 18.00 del 18

VOGLIA DI

( senza pensare eh.., così, il flusso dell'incoscienza)

lenticchie con salsicce, manicure, il cd dei Kings of Convenience che si è spaccato nel trasloco, un lampadario di design per l'ingresso, qualche ora di sesso fra passione e impeto, tanti baci, una benedetta cena preparata dalla mamma..con presente la mamma e il babbo, questa sera sul divano con Marina, i consigli di Davide, la morte dell' Amministratore Delegato, un aereo a gratis in partenza fra due ore, un taglio di capelli come dico io e non come dice Theo, i ritorni giusti nel tempo e nell'intensità, un gatto finto che miagoli e cammini e faccia le fusa senza togliermi il fiato, meno contatti e più tatto, non sapere come andrà a finire.

Scritto da: BoucheRouge alle ore 17:48 | link | commenti (7) | categoria: angeli, davide, desiderio, discorsi a morfeo
lunedì, giugno 16, 2008
LA CONSERVA NEL DOPPIO BRODO PRIMORDIALE

Sono nello sconfinato magma primordiale dell’umano, cui impropriamente viene dato il nome di rete, prima ancora di essere cellula, dopo essere stata eterno; mi avvoltolo e gorgoglio, urto gobbi sfilacciati, tuberi appassiti, turgide cipolle, mi poggio sul fondo con radure di salvie che sedano le mie ansie per poi fuggire dal fuoco in una bolla protettiva su in superficie.

Riconosco le nostalgie dei miei amori, le preoccupazioni per questi tempi nervosi, la solitudine salvifica, la mia materia debole e molle non riesce a privarsene e attrae a sé tutto questo trascinandolo nel suo sobbollire.

Altre identità non formate come la mia, tutta essenza e niente contorno, riconoscono uguali patimenti e gioie e si avvicinano curiose e ci andiamo scontrando e fondendo, io soffro e tu piangi, tu subisci l’affronto e io lo giustifico, io parto, tu mi manchi e lei viene con te, io trovo le parole giuste al tuo lirismo, tu lasci che lo spazio curi le mie ferite, se tu urti io provo dolore, se mi brucio piangi.

 

Nel magma siamo puro Io, materia delicata e morbidissima, indistinta per natura e distinta per caso, come oro a fondere, come mercurio liquido nella sua cella: cadiamo per destino o per dannazione, per salvezza da implorare o da ostentare, per una purezza da difendere o da ritrovare.

Il calore ci conforta, la materia altrui ci stimola, gli accidenti ci affratellano.

 

In questo calderone esistenziale vince l’orgoglio dell’affinità sulla percezione della debolezza, che è purezza; qui signori si accettano solo gli ingredienti migliori, di prima scelta, la materia deve essere originale e disposta a farsi cuocere elegantemente, con lente e misurate piroette ci si deve esporre al fuoco in un brodo privo di conserva.

 

“Tolga quel barattolo di conserva, sarebbe appena sufficiente a dare un colorino rosa pallido, come quando da piccola mia nonna metteva un cucchiaino di estratto di pomodoro nella minestrina perché l’aspetto fosse attraente; non c’è niente di delicato qui, qui si cuoce, ci si brucia, si rischia di disfarci e nulla può essere conservato che non venga disciolto nel processo.

 

Là fuori avevo un guscio duro e stretto; ho rischiato di morire come le aragoste cui cresce il cervello in una corazza angusta

 

Là fuori è pericolosissimo spogliarsi e  muoversi in totale nudità; qui ho visto corpi in oscena libertà e spiriti oscenamente liberati

 

Là fuori l’idea di me passa attraverso gli occhi di chi guarda; qui pongo la percezione di me nelle mani di spiriti ciechi e mi faccio toccare

 

E si continua ad attrarre materia, a riconoscere eventi, ad acquisire sapore, niente sarà come prima, sapremo di più, sapremo di qualcosa di diverso.

 

Sembra invitante

 

Scritto da: BoucheRouge alle ore 16:00 | link | commenti (12) | categoria: angeli, desiderio, canto, brandelli, bacio e sesso

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