
A volte la dimensione del rapporto segue le non regole di un gioco crudele,
da bambini veri, egoisti e serissimi,
senza altra ambizione che quella di trafiggersi con gli spilli ed ancorarsi ad una tavoletta di legno,
aprirsi il petto ed esplorarsi le viscere,
e come ogni bambino che giochi ognuno è sicuro di avere le armi in pugno
e di condurre a proprio modo la sevizie fino al taglio della coda
MA
sovente il Dio d'amore non è così clemente
siamo solo due lucertole con braccia troppo corte e sangue troppo freddo
e nella migliore delle ipotesi
non possiamo che morderci la coda
e ruzzolare via in un cerchio, a valle
calpestando in brevi attimi i lunghi tempi e le pietre piatte
di un cammino di costruzione faticoso e desesperado
MA
"L’ultimo cielo
È quello più grande
Spande passione
E un nuovo senso di me
Ed è subito sera….
[...]
Quando siamo infiniti e sublimi"

"sì la quiete m' ha fatto paura
di tornare a casa presto la sera
e dire amore
come stai
non sono stato qui ma oramai
me ne vado così
in questa spiaggia pulita di vento
e l'alba ormai mi cancella dal tempo amato" Vinicio
Giorni difficili di corpi stanchi e membra lacerate
Si regge il colpo perché si deve reggere, come anche il corpo
Ed io carico questo corpo stanco di piccoli progressivi obiettivi non potendo concedere tregua al momento, il riposo verrà.
Percorro il nodo che unisce le mie due case – natale/attuale - kilometri e kilometri di sole e colline che ancora a volte sono sognate palme, di prati che ancora sogno mari, nodo che si scioglie in frequenti lacrime brevissime come in sorrisi
Penso all’equivoco d’amore che sempre ci illude, all’attesa dell’onda anomala, del cavallone che ci travolga mentre affondiamo il piede nella sabbia fresca..attesa dannatamente illusoria d’ emozione che invece sgorga come sorgente innaturalmente pacata. L’ Amore si rivela poi come un mare calmo, come sciroppo che quieta e pacifica, come ogni Bene Supremo del resto non porta tormento e dolore, se non il prurito radioso dell’attesa.
Le madri, le nonne ripetono che Quello Vero è un giorno di serenità dietro l’altro e questo è stato, questo sarà di nuovo, questo non è se non è Amore.
Ho attraversato giorni di grande inusitata solitudine, lasciato una vita per un passaggio in hotel in attesa di una nuova vita da costruire, faticosamente, stirando sul letto abiti in trasloco e stendendo in bagno ricordi siciliani.
E quel momento mi è parso tanto duro quando confrontato con la morbidezza degli affetti parentali e con la gioia per quel calore che mai ho sentito tanto necessario e nel quale ora affondo le braccia.
Rifletto ancora e ancora sull’Assenza, alla quale non voglio abituarmi, chè star bene nell’assenza significa morire o far morire la parte di cuore che è regno di altri : il non dolore è un nulla che avanza logorando il sentire fino al cinismo, alla possibilità, all’eventuale, all’indifferenza.