OGGI
ASSEMBLO PAGLIUZZE SPLENDENTI DI PATETICA ILLUSIONE
ABBOTTONO UN' AVVOLGENTE VOGLIA DI CASA
IMPROVVISO
UNA LOBOTOMIA PER NON SENTIRE IL MONTARE TURBOLENTO
DELL'INEVITABILE RITORNO
DOVE SARA' PIU' CASA
MA PER ORA
COME I NAVIGANTI
TEMO UN APPRODO LONTANO OLTRE IL MARE
IERI - 15 gennaio

OGGI - 25 febbraio

Più trasparente
di quella goccia d'acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da tè stessa a tè stessa .
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte
Sei nata per vivere in un'isola
Octavio Paz

Di domenica sedimento
In una solitudine cercata e difesa si rallenta il respiro, si stabilizza il battito
Si ritrova quella condizione umana naturale nella quale ognuno essendo parte del tutto
È comunque un tutto a se stante, malgrado sé_
La solitudine mi riconquista
Rivivo, comprendo, supero, prendo la rincorsa per nuovi slanci_
Sempre stato un essere solitario
E per la grande sintonia con la mia solitudine sempre stata un’animatrice_
Tutte le decisioni fondamentali sono immerse nel liquido amniotico della solitudine
10 minuti, 1 giorno, 1 anno a volte, che sia il silenzio del cuore fra la gente o la mia casa priva di rumori non c’è nessun coprotagonista a definire gli indirizzi della mia vita_
Forse non ci sono neanche io..ascolto ed accolgo l’immagine che dal profondo si staglia con crescente nitidezza e la prendo per mano, tutto qui, non so per quanto tempo camminerò, né so per quanto terrò quella stessa direzione_
Il sole inizia a calare sul mio balcone che guarda il porto..una cornacchia mi saluta ogni mattina..sento l’odore di pulito della casa che mi ringrazia per le sporadiche cure ed a tratti le urla dei detenuti ai loro cari_
Ho finito il latte_
Tu mi cerchi, rincorri la ragazza semplice e solare che arbitrariamente credi io sia_
Mentre scendo in latteria potrei lasciarti sul tappeto a fare l’amore con quel simulacro che il tuo desiderio ha costruito, essendo una creatura tua non potrà che darti tutto quello che chiedi_
Torno subito_

Il QUIZ DEL CAFFE'
Hanno scelto di ritrovarsi
e
si incontrano di nuovo dopo 8 anni
nella hall del suo hotel
Hanno avuto tutto - Hanno perso tutto
Cosa dice lei ?
Cosa dice lui ?
( si sdrammatizza si spoetizza si fanno quiz per sopravvivere)
MANI.A
MANI.AE

La cucina è larga 6 piastrelle bianche patinate
La tenda della sala ha 12 anelli di ferro battuto
La vasca del bagno è lunga 11 piastrelle color crema
Lo specchio della camera, quello sopra alla cassettiera, è un parallelepipedo disegnabile in 28 linee
Quest’anno a Natale, nei
Io conto e conto e misuro
E conto e schedo e non dimentico
Sono in un locale, in auto, in ufficio, sdraiata a letto e involontariamente catalogo
E questo sempre e da sempre, in maniera inspiegabile
Un’operazione da ape operaia operosa che non si coniuga affatto con la mia natura irrequieta e reticente agli schemi, come alla mia vita fatta di pochissime consuetudini ed a nessuna abitudine
Cambio il bar per la colazione, il lato del letto in cui dormire, i profumi, i trucchi, il cibo, le persone di cui mi circondo, i luoghi, il nido, ho una mente rotonda fatta di ghirigori e non di linee, cremosa, che si insinua e si assesta fra i sassi e poi invece di solidificare lentamente scivola e si adagia fra altri sassi…e poi se ne va di nuovo
Eppure conto e conto e misuro
( Nell’armadio ci sono 14 stampelle )
( Il portaprodotti appeso in bagno ha 12 tasche)
( Nel mio portafoglio ci sono 16 carte con codice a barre)

Chiappe D' Ebano è chiaramente a sinistra, maglia verde
Io chiaramente quella accanto a lui

Chiappe D'Ebano - Salvo - Alessio
peccato non poterli vedere ballare, hanno l'anca rovente
( la pelliccia è stata presa in prestito dalla Sceicca della Baciata)

E' finita nel Caciocavallo
e non sarebbe potuta andare diversamente
Nell'attesa di avere conferma dell'equilibrio del blog
almeno strutturale...
nella colonna sinistra ho sistemato una tracklist
"Verso Sera"
che spero farà da cornice al vostro week end
Il mio mi vede in questo luogo
sulle Madonie

per uno stage di Salsa Cubana con Chiappe d'Ebano
ehhhh...del resto la vita è tanto amara
Solo per oggi, perchè è la Festa del MIO PATRONO
( S. Valentino Vescovo di Interamna)
solo per oggi ritorno con la mente alle tue torte a forma di cuore con i fragoloni
che mi facevano scoppiare a ridere tanto eravamo di un romanticismo deleterio
alle rose..che..ti spiegavo..S.Valentino coltivava personalmente
e regalava alle coppie innamorate
a tutte quelle attenzioni che non rimpiango ma non dimentico
E POI
già serrata la porta, eccomi di ritorno
dicevamo?
Bene
Bene
Bene
Giacchè ho appena cambiato casa e fra 15 giorni cambierò ufficio
mi sembra giunto il momento di cambiare il template
(meno foto meno colore meno fronzoli)
Ho fatto un prova ma si vede male, non ho rispettato i vincoli credo
e il piccino non ama Firefox
Gli stuzzichini sono in forno
PRESTO SI CAMBIA
la colpa è de "Il cucciolo Alfredo" Lucio Dalla 1977
traccia a sinistra

Post scritto di getto quasi senza punteggiatura mentre gli occhi ricircolano liquidi e polposi
C'è una canzone che compare quando non dovrebbe in una mattina che aspettavi da tanto, dopo una notte che non ti saresti aspettata che ti inonda di dolcezza invidia e sana malinconia
Quell'aria di cui appena conoscevi il tono ti toglie il fiato, non sai perchè ma ti conduce in baratri di una profondità tale da lasciarti smarrita, all'angolo della strada con le mani a parentesi sul volante, il naso sul clacson ed il cuore affaticato, il cuore come muscolo dico fisicamente affaticato, la totale consapevolezza di un sentire così profondo che è dolore e vuoto ma forse anche paura e disillusione da non poter quasi essere sopportato e solo la consolazione della breve durata di questa apnea dalla quale uscirai stappandoti il naso con la manina con la bocca a divorare l'aria
Non c'è un perchè razionale a questo, e se ci fosse non potrebbe essere racchiuso nelle poche righe di una strofa o nell'enfasi di un ritornello
Oggi la stella tanto bella e violenta mi angoscia terribilmente, e mi sento il giovane autobus dall'aspetto sociale ed il biglietto gratuito sul quale il giovane Alfredo avvilito e appuntito, con i denti da lupo tradito ci pensa un attimo ....
......e poi sale
C'e` guerra nei viali del centro,
dove anche il vento e` diverso,
son diversi gli odori per uno che viene da fuori
.....
E poi mi sento anch'io il Cucciolo Alfredo o lo specchio del cucciolo Alfredo che
canta in modo diverso la canzone senza note di uno che si e` perso.
canzone diversa ma canzone d'amore, cantata
tra i denti, da cuore a cuore.
E l'ultima strofa, quella del voler capire e del voler andare insieme
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano
ce ne andremo lontano
ore 9.10 Hall dell'Hotel Plaza
"Dottoressa ha gli occhi lucidi, è raffreddata vero?"
"sì ingegnere..un anticipo delle allergie primaverili, la porto a fare colazione andiamo"

“at laaaaast……”
La voce calda e disperatamente intensa di Ella pervade questa sala buia sorretta da colonne grasse e superbe….il tempo sembra essersi fermato in questo seminterrato stile vecchio west, il dj sembra essere sceso da un poster anni ’80, la sua voce impostata risuona dalle grandi casse ai 4 cantoni. La barwoman ha grandi occhi incorniciati da troppo kajal, un top nel quale incastra un corpo guizzante nervi e muscoli e qualche protesi, unghie lunghe e laccate come lame, con le quali trafigge tovaglioli e spicchi di limone e cinge cannucce blu masticando il chewingum a ritmo di salsa.
Io sono in piedi ai bordi della pista, il pomello tondo del corrimano in legno frena la mia schiena,sono ad un metro dal mio gruppo, tanto vicino da essere con loro, abbastanza lontana da considerarmi da sola, un gruppo di persone delle quali conosco a malapena il profilo ed il timbro che mi fanno tante feste…mai accettare tante feste dagli sconosciuti mi ripeto.. un gruppo che questa sera sembra in continua gemmazione eterogeneo per età, status sociale, cultura, tenuto insieme dalla passione per quel ballo che ti apre il cuore e ti scuote le membra , ci sono principianti lì in mezzo, gente brava e qualche campione.
I salseri doc si conoscono tutti, si accoppiano, si sposano, fanno figli, sorridono tanto, mostrano i denti in un incontro corpo a corpo nota a nota e sudano sudano coprendo piastrelle squadrate con fare sicuro, con braccia tese e passo cinetico, al loro braccio penzola una sensualità femminile di ritorno, che guidano con ostentata violenta sicurezza.
Entro con rumorosa solare timidezza in un universo che vorrei mi riconoscesse come sua minima parte, con religioso rispetto per l’amore che dà vita ad un circuito di consolidata comunione, ogni serata è come una preghiera, come la tappa di un processione.
Non si parla generalmente e se si parla poco importa, si aspetta un invito cortese, generalmente espresso da una mano tesa in antica maniera, alla quale rispondere sempre silenziosamente tendendo la propria e seguendo il cavaliere in pista, qualche volteggio e poi un bacio, si ammirano le rare esibizioni dei maestri, corteggiatissimi.
Ho ballato, ho sorriso, percepisco la confidenza che cresce con i compagni come percepisco dal loro cercarmi, accerchiarmi, ascoltarmi, il mio ruolo nel gruppo farsi centrale. Mi muovo per la pista con crescente disinvoltura, le spalle si mostrano senza vergogna, la fronte si alza. Il mio essere straniera e diversa agevola la memoria altrui, io ricordo meno di quanto sia ricordata.
“at laaaaast…”
Dicevo….terminano le danze, il ciclone caraibico ha spazzato via pudori, energie, inibizioni e spossato glutei e quadricipiti, il dj digrada verso una conclusione pre-morfetica
…. e parte Ella…
Tu mi guardi dal bordo pista, gocce di sudore accarezzano le tue labbra carnose, hai degli occhi luminosi a parlare della tua serenità…sei sfacciatamente diretto e mi sbatti addosso quello sguardo bambino che sa di non dover chiedere scusa tanto è sincero. Mi hai fatto ballare, una sola volta, sei poco più di un nome per me, io per te poco più di un desiderio da scartare; mi hai condotta con maestria ed io ho volteggiato con malcelato imbarazzo inadeguata ma fiduciosa…ma…
Ci sono balli che vanno meritati e canzoni che vanno rispettate non per un valore intrinseco ma per la grandezza di un quadro che si deve ad una cornice preziosa.
Io sento profondamente questa canzone, mi vedo in cucina appesa alle spalle dell’amore che era e di un amore che sarà in una sottoveste casalinga che è abito da sera e da sposa insieme e mi vedo a chiudere gli occhi urtando con il fianco il lavello e il pomello della sedia carezzando lieve il suo collo caldo….e tu ti avvicini e mi inviti maledettamente solare e maledettamente superficiale, io dapprima abbasso lo sguardo e mi chiudo nelle spalle ma non potendo evitare la tua carica affronto i tuoi occhi e li faccio affondare nei miei, nelle mie suggestioni e nella mia intimità…non c’è bisogno che io parli, affido a loro una risposta rispettosa non verso te, maldestro bambino giocherellone, ma verso quello che questa traccia ruba alla mia memoria e consegna al mio futuro, imponendomi - con la sua struggente profondità - un attimo perfetto.