IL PENSIERO DEL VENERDI'
PERCHE' ANCHE I TUBERI HANNO UN CERVELLO
"aveva pochi mezzi e molta ambizione
senza alcuno dei doni necessari per soddisfarla onestamente"
Il Tartufo di Moliere

che a pensarci bene ogni popolo come un tubero è figlio della sua terra
ed io sono come un tartufo umbro
"scorsone" cioè Estivo
Meno delicato del tartufo bianco, da selva e da riviera
Gustotissimo o ributtante
Che rimane nascosto ma solo a qualche cm dalla superficie
Che va trovato e "distinto" a fiuto
Che non va lasciato cuocere a lungo altrimenti perde il sapore
Che finisce a volte in bocca ai cani a volte in tavolate luculliane
Che si sposa con tutto, ma sta bene da solo
CHE SIN DA EPOCA ROMANA E' PREDILETTO
SOPRATTUTTO DAI MAIALI
.
We're just ordinary people
We don't know which way to go
'cause we're ordinary people
Maybe we should take it slow

Aspettando giorni migliori
Convinta che sul soffitto si trovi la soluzione, fra le stelline fluorescenti
a mezza strada fra il Grande Carro e Venere
Ma poi questa soluzione va cercata o ci investe?
Mi devo muovere o sedere ed aspettare?

The Blob - Film 1958
Titolo originale "Beware the blob"
Oggi ho abbastanza chiara la mia idea del Blob
Questa massa informe e gelatinosa che si spalma su tutti e tutto
credo sia il cinismo
E' un tema carissimo, di quelli che ti inchiodano a parlare e gesticolare per una nottata con qualunque astante, che ti fanno vibrare, tremare, alzare la voce
di quelli che non trovano le parole giuste, inesauribili
In questo mondo parallelo che ho sempre considerato solo come un mezzo alternativo di espressione e conoscenza
il cinismo trova alleati nella distanza, nella maschera, nelle parole, nella brevità dei canali in entrata ed in uscita
il cinismo si nasconde dietro ragioni cucite sul passato, dietro indivudualismi da prima infanzia
dietro il peso del silenzio che è assenza
o dietro il formalismo di maniera dell'affabulatore
Solo chi è in alto si salva dal Blob
si espone alla luce accecante del sole, può scottarsi
ma quanto meno ha salva la vita, quella che lui desidera vivere intensamente
Io mi arrampico in alto portando in braccio la mia ingenuità recidiva
in tasca due dadi un nastro di raso e quattro lire
"Se io non ti incontrerò mai
fa che senta almeno la tua mancanza"
La sottile Linea Rossa
.

Come la sedia del dittatore, quella che cedette in un’ora qualunque di un giorno qualunque di un mese qualunque sotto il peso del portoghese Salazar provocandone la ridicola morte; così mi sento, una sedia comoda, affidabile, chiaramente immobile e dentro rosa dai tarli che lavorano instancabili scavando tunnel secondo disegni apparentemente casuali.
Conosco bene questo stato che fa parte di me e che è pericolosissimo perché è l’inizio di un processo silenzioso che porta ad una fine inevitabile: in virtù di piccoli segnali la prospettiva inizia a cambiare, tutto all’esterno sembra uguale a sempre, la sedia poggia sulle solide gambe, chi siede non la vede neanche tanto è abituato a sedersi, la sedia conta per la sua funzione e non per la sua essenza-presenza.
Nel frattempo generazioni e generazioni di tarli si avvicendano trasmettendosi impercettibili compiti e segnali, ognuno con la propria mission, il lavoro, i sentimenti, il futuro, le relazioni….

Segnali su segnali vengono raccolti e lavorati ed il legno morbido cede sotto il dente aguzzo delle considerazioni; io vorrei fornire lenti speciali, occhi aggiuntivi, gradi supplementari, vorrei forse un laser per vedere e far vedere e quindi per fermare, ma sento dentro che la materia caotica si organizza in opinione e lentamente spunto su spunto, l’opinione diventa giudizio ed il giudizio diventa distanza.
Dovrei essere d’ebano, il legno perfetto, lucido, incorruttibile, ma sono di ciliegio, un legno malleabile, caldo, rossiccio, da “cucina”, il legno che mio padre per 40 anni ha lavorato con la facilità con cui un panettiere prepara un impasto
“il ciliegio? Basta prenderlo a verso, poi ci fai quello che ti pare”
E se non si fa attenzione la gamba della sedia si spezzerà, e chi siede, chiunque sia seduto in quel momento, dal più grande dei dittatori al più infantile dei seduttori cadrà, cadrà con quelle poche certezze sulla tenuta della sedia, cadrà con sorpresa ma vedendo la gamba di legno corrosa capirà che era solo questione di attimi e tutto avrebbe ceduto, capirà che sarebbe bastato poco, un luogo meno umido, qualche attenzione di più ed ora non starebbe qui con il culo per terra ed una sensazione di tradimento misto a vergogna.
Solo la sedia sapeva quanto prevedibile fosse quella fine anche se sarebbe bastato così poco per evitarla
Gode per quella culata sonora, per la morte del dittatore, per lo stupore del maldestro, per il pianto del bambino, per il momento in cui alla scontatezza della presenza è subentrata la violenza dell’assenza.
Soffre invidiando quel carillon inutile e fastidioso, che riposa vezzeggiato e tirato a lucido sul comò in camera accanto alle foto dei momenti più belli…un terremoto ci vorrebbe per vedere cosa resta intatto e cosa no, e cosa si sceglie di salvare e cosa si abbandona.
Ma la vita scorre uguale, e questa sedia è diversa dalle altre come naturale, ma uguale a tutte perché in fondo serve per sedersi, colore, forma, grandezza, avanguardia, resistenza sono dettagli inutili.
EDIT DEL 22 NOVEMBRE 22.50
Alea iacta est sabato appuntamento con la Sceicca alle 22.00 e via verso Bagheria
Si è presentato a lezione un ragazzino vestito da rapper, 18 anni circa, alto 1.90 cm che mi ha eletto sua compagna di coppia " ohh..tu sei la donna giusta per me " " già..peccato che potrei esse tu madre"
Giorgigno CHIAPPEDORO nel suo italiano stentato mi fa " si vede che non sei di qui, sei + alta, hai lentiggini, ridi di più" Giorgigno ma che leggi il blog??
L'albino, un tipo piccolo, sulla quarantina che non fa un passo giusto e non parla mai,ballando con me mi ha fatto fare la giravolta al grido " gira!" appoggiandomi i polpastrelli sul fianco e spingendo in senso orario manco fossi un violoncello coi boccoli.
La fine dell'anno è ancora lontana
L'arrivo in una terra lontana e radicalmente diversa dalla mia per orografia, cultura e struttura socio-economica mi ha naturalmente portato a considerare come primaria l'esigenza di concentrare sforzi in direzione di una integrazione pacifica e proficua....come arrivare per ultima ad una festa e cercare a suon di microspintarelle e sorrisi larghi di trovare una mia collocazione, magari seduta sul bracciolo di un divano che mi perfora la natica fingendo di stare comoda o semplicemente affogandomi nella coppa della sangria.
L'INTEGRAZIONE E' LEGATA ALLA PERCEZIONE
PERCEZIONE: osservazione, formazione di un'immagine che viene associata ad un'immagine affine collocata nella memoria dell'osservatore
IN VIRTU' DELLE MIE PECULIARITA' IO VENGO CHIARAMENTE PERCEPITA COME DIVERSA
SONO molto più chiara di pelle della media
SONO molto più lentigginosa della media
SONO molto più alta della media ( lasciamo stare)
SONO molto più impegnata della media - lavorativamente -
SONO molto più sola della media
SONO molto più in ritardo, non avendo marito nè figli della media
SONO molto più sboccata della media
Il mio processo di integrazione procede spedito, con piccoli sforzi e concessioni dove necessario, quando mi ritrovo davanti ad una nuova sfida
LE MIE COMPAGNE DI CORSO DI BALLO E SOPRATTUTTO LEI
LA SCEICCA DELLA BACIATA

Quarantacinquenne insegnante elementare, capelli mai aggrediti da colore o meches, chiaramente nubile, assatanata ed in cerca di compagno da riproduzione. Balla da un anno ma va parlando in giro di talento e segreti professionali e MI ODIA in quanto portata per la danza o semplicemente non sorda al ritmo, più giovane e sorridente e chiaramente disinteressata alla caccia grossa.
Dopo tre lezioni in "isolamento" ho detto BASTA e mi sono lanciata
SABATO IO, LA SCEICCA E L'ADEPTA DELLA SCEICCA ( una donna dalla vocina altissima e belante e dall'occhio traditore ) ANDREMO A BAGHERIA A BALLARE AL REX.
SE SUPERO ANTROPOLOGICAMENTE ARRICCHITA E CULTURALMENTE INDENNE QUESTA SERATA DI CORNETTI E MERENGHE , SALSE AGLI ESTROGENI E BACIATE BAGHERESI, INVITI PUFFESCHI E SUDATE PROMISCUE
LA MIA AUTOSTIMA MERITERA' UN GIORNO IN UN DAY SPA
AI' ROMA !!!! ESTO ES EL MOVIMIENTO!!
( QUESTO è SOLITO DIRMI L'ISTRUTTORE CUBANO "CHIAPPEDEBANO" CHE MI PRENDE PER ROMANA, CONFONDENDO IMPERDONABILMENTE LE MIE ORIGINI)
Ricerche stravaganti tracciano un profilo stranamente azzeccato
Unendo punti lontanissimi grazie alla follia di chi cerca
è curioso vedere come si ritrovino
i tratti distintivi di chi scrive

...........le chiavi di ricerca di chi arriva in casa mia............
PILLOLE DI CULTURA
Cerca nei blog Umberto Saba
Foto di Alda Merini
La nostra essenza secondo Morelli
DOMANDE ANCESTRALI
A chi fa gioco tenere in ansia l'uomo medievale??
SESSO E PICCOLE PERVERSIONI
Mature Splinder
Sandali da maiala
Uomini che fanno sesso con sandali da donna
CONSIGLI DA AMICA DI ANTICA SAGGEZZA
Come sopravvivere alla fine di un amore
Come sopravvivere a un Narciso
Come sopravvivere in un mondo di uomini
Le regole ironiche della mamma
ED INFINE UN TRAGICO BILANCIO
Uomini come rami secchi

Quando tu sarai vecchia e grigia
e piena di sonno
e china accanto al fuoco,
tira giù questo libro
e lentamente leggilo
e sogna del dolce sguardo
che i tuoi occhi ebbero un tempo
e delle loro ombre profonde;
quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia
e amarono la tua bellezza
con falso e vero amore,
ma un solo uomo amò in te
l'anima pellegrina
e amò il dolore del tuo mutevole volto,
e chinandoti giù verso i tizzoni incandescenti,
mormora, un po' tristemente,
quanto amore fuggì
e misurò i suoi passi
sulle montagne in alto
e nascose il suo viso
fra una moltitudine di stelle.
W. B.Yeats
Elaborare - distruggere, analizzare e costruire
Oggi, a metà strada fra il vissuto e il "da vivere"
Per un attimo essere assaliti dal timore di non essere riusciti a distinguere la fonte da cui proveniva la voce, che una voce in effetti ci sia stata a chiamare distintamente il tuo nome, ma che si sia confusa nel concitamento della corsa, schiacciata da fiatoni e breccole dispettose...e sia tornata quindi "fra una moltitudine di stelle"
è veramente elementare distinguere la voce dal desiderio della voce? ed il silenzio dal desiderio di silenzio? il pericolo delle proiezioni
Analizzi il vissuto; consideri per un attimo che le voci passate fossero figlie del desiderio di esse, e che il silenzio di oggi sia un manto di desiderio di silenzio che copre i suoni, proiezioni che impietosa ti procuri nel tempo ed alle quali vorresti resistere o che quantomeno vorresti educare per lasciare campo libero alla purezza di una voce cristallina o al vuoto oggettivo di suono.
Oggi; ti affidi alla certezza del silenzio, che non è ciò che vorresti ma è " ciò che è bene" e sei convinta sia anche, semplicemente, "ciò che è". Solo per un attimo riconoscendo il pericolo delle proiezioni di nuovo l'abbandoni e ti volti indietro.
Affidarsi alla certezza, ad una qualunque certezza come voler rientrare in un porto e rimanervi saldo smettendo di navigare
Vorresti lenti esatte e consideri l'errore, pensi al volere che spesso di confonde con l'essere, e fai come chi è certo di percorrere la strada giusta, ma senza dare nell'occhio gira di 90 gradi la testa trattenendo il fiato e spingendo lo sguardo indietro - il corpo perde il fulcro e si disarticola - a considerare per un secondo percorsi alternativi che...
" sì io so perfettamente che ho preso la strada giusta,
ma controllo, in fondo.... non si può mai sapere"
Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic till I'm gathered safely in
Touch me with your naked hand or touch me with your glove
Dance me to the end of love

Sono i giorni dell'attesa, l'attesa di risposte che determineranno i miei luoghi, le mie attività, le mie frequentazioni, attesa apatica che logora chi è nato per l'iniziativa e per l'accelerazione.
Odio l'attesa perchè madre dell'introspezione che può essere spietata verso me e verso quanto vivo: e madre di quel quadro nel quale tutto prende posto che vado componendo con spirito di sintesi e con una lucidità disgustosa, ma che per fortuna il vento della sorpresa e credo del destino scompongono periodicamente con facilità.
Ho abbandonato quel proverbiale slancio verso la conoscenza, non quella superficiale, ma quella che chiama in causa un IO - TU ed eventualmente un NOI. So bene il valore dei miei rapporti, una ME selettiva e consapevole, della quale a volte ignoro la presenza, dall'inizio valuta, lega e relega. Questa ME non preclude l'azione, che comunque mi porta verso l'altro, ma mi aiuta a non confondere, a dare un senso, un confine.
Ho rarefatto le uscite, mi sono raggomitolata nel mio piumone, nella mia stanza, nella mia casa in silenzio, perchè voglio essere pronta quando sarà il momento di REagire. Ecco so che devo REAGIRE in questo momento, e bene, rispondere ad impulsi esterni con una forza uguale e contraria
Eppure io avrei dei sogni da rincorrere con forza
Eppure io vorrei vedere ogni angolo di questa terra in compagnia di chi indicano i miei piedi ed il mio cuore
Eppure io sarei disposta a mettere impegno, passione e ironia nella conoscenza
Ma sono piena di parole non solo mie, di desideri egoistici e passeggeri, di dediche approssimative e di giochi dalle regole infantili, di meccanismi dai fili scoperti...scoperti appunto
Io mi sottraggo, partecipo con svogliatezza, accelero e forzo la mano per giungere al fondo, per sondare la volontà, solo quella, mi allontano delusa, poi torno, torna la parte di me più sola ed annoiata, quella immediatamente disponibile e meno reale.
Sono giochi d'acqua, dove la profondità non è un valore contemplato, si misura la spettacolarità, il clamore, i tempi strettissimi ...dopo qualche secondo la superficie torna calma, il fondo non ha avvertito che un solletico, gli spettatori dimenticheranno in fretta.
Io merito di più, non me lo dico mai, me lo dicono gli altri ed io chino il viso per la rabbia e l'imbarazzo, ma è ora di ripeterselo con forza: merito di più non per quello che sono, ma per quanto posso dare, ho dato e per la fatica fatta per superare e poter dare di nuovo.
Ci vuole rispetto per il lavoro altrui.
Il silenzio, il silenzio per rendere vergini anche le parole, e le antenne ben dritte a captare in assenza di suono, quanto di magnifico ci sia intorno e quanto di magnifico sia giusto dare.
Attesa
Dance me to the end of love - M. Peyroux
SCHEGGE UMBRE IN UNA NOTTE PALERMITANA
"se vuoi essere accanto a qualcuno che ami
non ci sei forse già?"
C'ERAVATE ANCHE VOI
Meticolosa preparazione...ma chi è Lucullio?

"Ma vale poi la pena de soffrì lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì? Nun è pe' fà er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campà d'inedia, mejo morì co' la forchetta in mano!"
...i due "Neri d' Avola" 
"Timeo Danaos et dona ferentis"...Silvia ha rotto le molle del divano

"Insomma, la magnata e la dormita, massimamente in una certa età,
so' l'uniche du' gioje de la vita. La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà, ma si ciài fame mica pòi dormì"
Un weekend che profuma di:
Infiniti sorrisi alcuni dei quali sono eredi di quelli che alcuni di voi mi hanno strappato e per i quali ringrazio e ringrazierò
Cena umbra che si consumerà sabato sera, dove vorrei che ogni commensale possa sentirsi come un re in casa propria
Passi caotici e slegati, trenini e pseudorumbe, pseudotanghi con una compagnia di adulti bambini e professionisti che ancora suonano i campanelli e scappano...tutti Peter Pan e Campanelline
Mare e sabbia, anche solo per un'ora, anche solo per un pensiero rivolto a non so ancora chi
Lenzuola nuove e fresche e sonni senza orario, scansando libri e cd con i piedi
Sonno Gigante Sonno Elefante
Grazie D. per foto
Chiamate agli amori di casa con voce positiva e squillante, che fa bene a me ed a loro
Acquisto di un trucco almeno, qualcosa per la casa anche piccola piccola, colorata e morbida, colazione regale da Spinnato sabato mattina con la mia amica milanese, insomma profumo di una me a cui voler bene
Natura
Edit dell'8 novembre ore 17.45
Gloria in sottofondo perchè ha il fiore in testa come me e poi perchè
stasera ho lezione di caraibico e devo entrare nel mood
...anche se avrei preferito la grande Celia Cruz...

noto un certa somiglianza
IVANO fOSSATI - A TESTA BASSA
§ Involontariamente innatamente inevitabilmente SOLARE
§ Sorrido al centro della scena credendOmene ai bordi, sento strattoni di attori senza ruolo
§ Come aghi penetrano nei polsi i fili di chi mi dirige e mi fa muovere disarticolata
§ Con abiti di scena miseramente ricchi incarno il più meraviglioso dei paradossi
CURO LA COMPOSTA DIGNITà DELLA PERSONA CELANDONE L'ESSENZA CAOTICA
§ Incombe con urgenza la responsabilità
§ Pensieri: "le lunghe malattie sono anni di apprendistato dell'arte della vita e della formazione dello spirito " NOVALIS
§ Pensieri : " Sperare di avere certezze se ciò che crediamo certezze sono convenzioni...che erroneamente trasformiamo in convinzioni"
§ Pacche sulle spalle, carezze, circoli di anime vicine mi sostengono
§ Rabbia e delusione cadono in terra come gocce di sudore, le guardo morire sul tavolato
E' bene che sia presente a me stessa...è bene che peschi nei ricordi di bambina come si fa a stare a galla muovendo meno muscoli possibile, facendosi sostenere dall'acqua, osservando cosa ho intorno, se il nulla o appigli, tenendo la schiena ben dritta....
Eppure, in questo stato dell'arte, nell'arte di stare sul palco a svolgere questi giorni ridicolmente imbellettata
SAREBBE BELLO
SENTIRMI STRAPPARE
DA UN UOMO
STUPORE
solo STUPORE

§
"dolcemente assorta tra gloriosi ricordi impregnati di ciprie e di rien ve na plus"
§