+++++++++++++++++++++++++OGGI NIENTE BABBIO+++++++++++++++++++++++++
Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"

I dimostranti marciano al suono del METTA SUTTA
Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto, non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova
ciò che il saggio poi disapprova....
" e pensare che c'era il pensiero...."
Com'è profondo il mare

Ieri sono scivolata lungo percorsi rocciosi, letti, scalini, bacini, lentamente mi sono fatta docile ed ho preso la forma che la roccia ha voluto darmi, ho assunto le fattezze di rivolo, ruscello, fiumiciattolo, torrente, fiume, cascata, sono stata lieve e fragorosa e tutto quanto in mezzo, ghiacciata o bollente, dissetante o inaccessibile, arginata, rincuorata, dominata dalla volontà della solida materia che aveva forma d'uomo
Ieri ho rotto gli argini e mi sono unita con furia ad altra acqua, io dolce tentata dal sale, ho ignorato gli spazi, ho denigrato le forme, uguale all’uguale mi sono gettata irrequieta nell’oceano che aveva forma d'uomo al quale sapevo di appartenere prima di essere me, dalla bonaccia alla tempesta tutto era bene, tutto era naturale, tutto era vita là dove poteva essere morte, salvezza e naufragio, rotta e deriva.
Oggi
sono solo acqua e non so immaginare dove sorgerà il mio canto, se sulla roccia o nel mare perché necessito di roccia ma ho sete di mare
Sono in camera, davanti ad un comò '700 sovrastato da uno specchio antico di pregevole fattura, la lampada d'ottone con paralume di tela grezza, i prodotti di bellezza ed i portagioie di ceramica, ferro e vetro, rame, disposti in modo casualmente coerente...Ottolino, il bassotto di Simo ai miei piedi, mi preparo per la festa di compleanno anni '60 che si terrà a Catania, in un palmento: come sempre la fase di preparazione è la più viva fra la vergogna e l'orgoglio, fra lustrini, capelli cotonati e matita verde, strass, fiori e collanone....
Davanti allo specchio mi metto la fascia fra i capelli

Quello è certamente il simbolo della mia infanzia; i primi anni scolastici, dall'asilo alle medie, sono stati attraversati da queste fasce che davano ordine ad un cascata di capelli castani boccolosi e forti, e facevano da cornice ad un viso paffuto....in particolare mi torna alla mente un episodio che racconto ogni volta con un pò di vergogna.......
Primo giorno di asilo, 5 anni. mia madre, da brava insegnante maresciallo, mi aveva decantato quell'esperienza, tanto che ero serena e schernivo tutti i bambini in lacrime per il forzato distacco dalla mamma. Mia madre mi accompagna presto dovendo andare al lavoro, mi fa sedere su una sedia, di quelle con la seduta in legno e la struttura tubolare in ferro, fascia fra i capelli, kilt, maglioncino rosso e grembiule con iniziali rosa. Sulle ginocchia il cestino di vimini e pelle, che odiavo in quanto non abbastanza colorato.
"Amore di mamma rimani qui eh....mamma adesso va al lavoro , alle due ripassa e ti porta a casa, divertiti va bene?"
Io non toccavo ancora con i piedi per terra, ma dondolando sentivo la suola strusciare sul pavimento, ancora qualche mese e ce l'avrei fatta: la bidella mi conosce, parla, parla, io sorrido e dico sì. Arrivano i bambini accompagnati dai genitori, le insegnanti, come soldatini tutti si mettono in fila nel corridoio di piastrelle verdi..ed io granitica..non mi muovo..
Inutili i tentativi delle maestre di farmi entrare in classe, ad ogni supplica io rispondevo "mamma mi ha detto di aspettarla qui" e già da allora, lo sguardo e l'intonazione facevano capire che non mi sarei mai spostata. Solo a metà mattinata, con le gambe indolenzite, mi alzo per andare in bagno accompagnata dalla bidella compassionevole.
Arrivano le 14.00, dopo 6 ore di attesa mia madre viene a prendermi, si rende conto della situazione, e inizia un pianto, che nel ricordo, torna anche ora, a 27 anni di distanza; io non dimentico cosa mi passasse per la testa, non ero delusa, nè preoccupata, nè impaurita, semplicemente avevo fatto una promessa da mantenere MA SOPRATTUTTO preferivo rimanere lì ad immaginare e sognare che giocare con tutti quegli sconosciuti "piagnoni", bassi e, soprattutto, con il cestino più colorato del mio.
And you wonder where were going
Wheres the rhyme and wheres the reason
And its you cannot accept
It is here we must begin
To seek the wisdom of the children
And the graceful way of flowers in the wind
Rhymes and Reasons - John Denver
Visto che la vita è tanto amara
ma soprattutto, come ripete sempre mamma
LA VITA E' UN MOZZICO
Me ne vado a "casa" di Simo verso est
Voglio aggirarmi come una dama Siciliana del
GATTOPARDO
Oddio...non proprio così..visto che Burt Lancaster diceva al suo Confessore
"Ma che volete da me? Sono un uomo vigoroso. E come posso accontentarmi di una donna che a letto si fa il segno della croce prima di ogni abbraccio, e che dopo non sa dire che "Gesumaria?" Sette figli ho avuto da lei, e sapete che cosa vi dico, padre? Non ho mai visto il suo ombelico. Eh? E' giusto questo? Lo chiedo a voi padre: è giusto? E' lei la peccatrice"

"La notte è un precipitare senza appiglio
l'attrito stridente di incubi e rimorsi
un vuoto d'aria e di speranza, di lucidità
Sua maestà cerca quiete tra i guanciali di seta
cerca il sonno dei giusti tra marmi preziosi e soffitti affrescati
cerca un'oasi di pace per l'anima così distante da dimenticare
la maniera brutale con cui ha preteso devota obbedienza"
Carmen Consoli - Piccolo Cesare -

1998: prima, amichevole conoscenza nella classe di Filosofia Contemporanea, LEI ha 25 anni, LUI 22 Bionda, procace, solare, sensibile ed irruenta LEI, occhi neri magnetici, fisico atletico, cervello smisurato, irrequietezza e classe da vendere LUI
2000 -2001: attaccamento folle, empatia, costruzione di un mondo parallelo vissuto solo da LUI e LEI, distacco dal resto. Libri, viaggi, musica, arte, natura, sorrisi e pianti, ripicche, dolore, gelosie atroci e disperazione.
2001: LEI fugge perché nel troppo amore c’era stato troppo male e perchè sa che questa storia non avrebbe mai futuro
2006: LUI e LEI si incontrano ad un evento; tremore alle gambe, mani sudate, lui affettuoso, occhio umido, mani a cercare il corpo di LEI, LEI orgogliosa, forte, con una dignità ritrovata, solo 10 minuti insieme.
2007: gLEI si lascia…e ricomincia da sola. Si trasferisce. Cerca su internet una casa in affitto in Toscana, scrive una mail , e il padrone di casa è LUI. Solo poche righe..LEI:” io sto bene, lavoro buono, nuova città, nuovi amici, mi ricostruisco, ma tu? Ti penso a volte” LUI “ io sono preso da un lavoro che amo poco, scrivo meno di un tempo e mi manca maledettamente il nostro mondo..te lo ricordi il NOSTRO mondo BOUCHE? Eh, te lo ricordi? Io vivo nel ricordo di quello che è stato e che niente e nessuno ha rinnovato” e LEI “ ma abbiamo perso? O era giusto mollare? Comunque quel mondo è nella memoria sempre ”
LUI le dedica una poesia …un pettirosso che parla del loro amore e del tempo della memoria che lo culla.
15 settembre 2007: Mail “Buon Compleanno ....da Bouche”
Se questo ha una morale è che l'oro nel tempo non si svaluta...e che l'oro va riconosciuto e conservato....
I know she told you,
Honey I know she told you that she loved you
Much more than I did,
But all I know is that she left you,
And you swear that you just don’t know why,
But you know, honey I’ll always,
I’ll always be around if you ever want me
Come on and cry, cry baby, cry baby, cry baby
Janis Joplin

"Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso"
De Andrè - 1981 -
Ho sognato, sull'onda emotiva di questa canzone,ultimo ascolto della notte, di essere morta, salita su - non sono sicura fosse il Paradiso, ma di certo ero in alto - al cospetto di un'entità...la quale osservandomi mi chiede dove avessi lasciato le parti del corpo, giacchè io ero solo anima. Allora mi sporgo ed in perfetto dialetto, guardo guardo e dico " ma io non vedo gnente! non me lo ricordo dove ho lasciato l'involucro"
Sorrido ancora, specie per la morbidezza della nuvola sulla quale ero appoggiata come fosse una ringhiera, guardando in giù un pò preoccupata. Allora immaginando di poter lasciare parti di me durante il passaggio...
IO HO LASCIATO
Le gambe: una sui campi da tennis durante gli anni di allenamento sotto il sole, una sui monti che sfidavo con lo zaino in spalla e la divisa scout, con tutti i miei limiti e tanta voglia di arrivare in cima
I denti: alla bambina che ero a 13 anni, visto che ancora ho i denti da latte, idem per mani e piedi da bambina
La pancia: sotto la testa di chi vi ha dormito e dormirà beato
I sorrisi: a parlare con i sorrisi dei miei amici, l'uno l'eco dell'altro
Le mani: sulle carezze che ho imparato a fare troppo tardi, autoeducandomi alla tenerezza
Il cuore: di nuovo intatto, per ora lo porto con me
La voce: nelle migliaia di canzoni che ho cantato, specie in quelle più spontanee dedicate alle persone che ho amato
ED I VOSTRI BRANDELLI?
.
Goran Bregovic & Carmen Consoli - Focu di raggia
MI SENTO COLPEVOLE in questi giorni: crolla ogni punto di riferimento, soldi, lavoro, casa, destinazione futura, dovrei vagare cercando di appigliarmi agli amici più cari, alla ricerca di porti sicuri, all’impegno che potrei profondere per risolvere almeno una delle tante problematiche.
E INVECE IO STO BENE
Non ho certezze, non ho niente forse, ma sono al centro di un rinnovamento che mi porta a sentirmi di nuovo, ad accorgermi della mia esistenza al di là di tutto: sento il mio corpo, ogni parte di esso, la mia mano calda sulla pancia, ho ritrovato nei, cicatrici, pieghe della pelle che avevo dimenticato. Dò cibo alla mia mente attraverso le parole dei Grandi, non distratta da altro o da altri faccio attenzione a quanto mi circonda e mi impegno nel salutare con un sorriso il salumiere, il parcheggiatore e nel prendere il caffè con i colleghi.
Le gratificazioni non hanno un valore assoluto, né sono tanto maggiori quanto più alto è il risultato che le determina
In questo momento che molti potrebbero considerare di sbandamento, vuoto, destabilizzazione, io cammino felice perché ieri sono uscita con il mio amico che va avanti con mille nodi da sciogliere, con una sensibilità e purezza che ne determinano a priori una sofferenza smodata, che la vita ha provato oltremodo, e lui mi abbraccia e si scusa per non essermi stato abbastanza vicino, lui…a me! poi le risate che fanno da sottofondo alla lettura di tanti blog geniali e strambi, la tenerezza per mia madre che mi spedisce SOLO ombrelli , ciabatte invernali e strofinacci. Sento il calore di chi mi vuole bene, ma soprattutto il calore che viene da dentro, ed una serenità che forse è simile all’incoscienza dell’ubriaco nella tempesta; dicono che al mio posto sarebbero rabbiosi, ma io devo ringraziare questo vuoto…perchè quando non ho nulla intorno io mi riscopro, capisco e guarisco.

Manca solo lo sfondo ideale a questa nuova ME, la mia natura, la mia campagna, gli alberi che da piccola erano il mio Reame e le lucciole che mi attraevano e facevano paura. I sospiri più pieni e le corse più libere li ho lasciati lì... ma li ritroverò magari sull’altalena che mio nonno aveva costruito per me.
E scelgo lenzuola verdi per dormire ancora nei prati….
Post-it : Debussy – Clair de Lune dal film Paura d’Amare (1991)
Frankie e Johnny si ritrovano nella piccola e squallida stanza del Bronx in cui vive lei, all’alba, scomposti lontani caotici e tenerissimi...una radio locale manda questo pezzo e Johnny-Pacino dice a Frankie-Pfeiffer “ All I want is in this room”
Post scandalosamente intimo e per questo incompleto e inadeguato, come rispetto a una sostanza caotica e antichissima si sentono inadeguate tutte le possibili combinazioni di fonemi che vanno a costituirsi in espressione….allora solo frammenti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli -Neruda -

Ricordo ad uno ad uno e parlo alla mia bocca
dei milioni di Baci che non hai saputo darmi
FRAMMENTI dolorosi di un viaggio in un universo volontariamente precluso ai sensi dal dramma che ti ha scelto, che abbiamo scelto di fare nostro, che abbiamo scelto di vincere e che beffardo ci ha vinti.
Baci che non ci siamo potuti dare, figli mai nati di un amore cresciuto prima di imparare a dire il suo nome, ostinato nell’ansia di riscatto e vendetta.
La tua guerra la mia guerra
La tua rivincita la mia rivincita
La tua rinuncia la mia rinuncia
LA MIA CASTRAZIONE rinuncia che non si impone da sè rendendomi incapace di avvertire il vuoto o di avvertirlo come una difesa, ma che io impongo consapevole a me stessa violentando ogni slancio
.
Ricordo ad uno ad uno e parlo alla mia bocca
dei Baci dai quali si dovrebbe essere scelti
FRAMMENTI di un attimo perfetto che ritrovo nell’arte, che spesso vedo violato nella quotidianità, la bocca non conta, non chiama, è muta, puro strumento che trasmette un anelito dell’anima, il Bacio sceglie solo gli amanti degni ed è perfettamente concluso, non è inizio né fine, è tutto lì, al confine fra l’innocenza ed il peccato, fra il combaciare ed il coincidere, fra il possesso e l’abbandono, fra il tattile e l’etereo.
Ricordo solo i primi Baci di chi ho amato, troppo leggeri e ingenui gli altri baci distratti che hanno prestato un senso al desiderio e all’impeto, un senso del quale non si sarebbero dovuti privare.
Ricordo ad uno ad uno e parlo alla mia bocca
dei milioni di Baci che sogno di dare
Tolgo il rossetto a distrarti dal mio corpo
Le tue mani a contenere il mio viso che è già tuo prima ancora di avermi
Il mio sguardo prende vita da una tale speranza e paura e supplica che potrebbero atterrirti se solo in quell’istante aprissi gli occhi
E’ lo sguardo di una bambina che si illude di eternità
Non più sbranare, il tempo in questo tempo si addomestica al Bacio e si placa e lo culla con il suo battere lento e cadenzato che addormenta anche il desiderio e l’istinto
E il contatto sfiorare strusciare leccare affondare
Poi lo strazio del distacco che è ogni volta un piccolo lutto in cui si rivela tutta la debolezza di chi spera di essere ancora meritevole
e ancora
e ancora
e ancora
On air...in libreria...questa perla
La ricerca della gratificazione e del piacere è una molla fortissima che non va ignorata..lo so bene: e questa mattina,a seguito di un incontro di lavoro delicato e strategico, nel corso del quale ho subodorato che l'impegno di una vita, l'intuizione, le facilità di relazioni, l'arte affabulatoria, nulla possono rispetto a equilibri superiori che determineranno anche il mio camminare in bilico sul filo come folate di vento improvvise, HO AVVERTITO IL RICHIAMO DEL PIACERE
1: Mangio? 2. Compro?
3. Parto? 4. Faccio l'amore?
COMPRO
L'acquisto da ansia di gratificazione ha le sue peculiarità
VELOCE * DISPERATO * DEVE GRATIFICARE I SENSI SUBITO * DEVE ESSERE DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AL DOLORE SUBITO
Quindi di corsa..ma di corsa ENTRO alla RICORDI e :
Mi avvento sugli scaffali di musica e compro
* Daniele Silvestri: Il Latitante * Paolo conte: Parole d'amore scritte a macchina
* CSI: Noi non ci saremo *LIve a Fip: Musica Nuda
* Marlene Kuntz: Che cosa vedi
E via verso il reparto libri; OLTREPASSO SDEGNATA il bancone promozionale con L'arte di farsi rispettare, L'arte di farsi ascoltare, L'arte di parlare, persino un libro con le manovre sessuali passo dopo passo..e poi io dico se ci levate la ricerca e la curiosità del sesso che rimane...e poi tutti i libri di BARICCO accidenti a lui, tanta promozione per un talento così ordinario, e via con gli Autori Arabi che dopo l'11 settembre questo è il periodo d'oro...e poi Camilleri e tutto il filone dei Thriller..diceva il mio prof di diffidare delle copertine molto colorate e lasciarsi sedurre dalle copertine asciutte che affidano senso e fascino ai testi...ed io TOCCO TOCCO..copertine patinate, lisce,lucide, in rilievo, opache...come da bambina..toccavo tutti i giocattoli, cercavo di capire il meccanismo ed ero già sazia. Cerco il corner POESIA e lo trovo nascosto e polveroso, con pochissimi titoli, un'effige di quanto oggi indagare ed ascoltare ascoltarsi silenziosi sia impopolare.....
REGOLE ARCAICHE: mai uscire da una libreria senza un classico, leggere almeno due libri per ogni autore, poesia + narrativa
* G.G.Marquez: Diatriba d'amore contro un uomo seduto
* Jose Saramago: Oggetto quasi *Jean Paul Sartre: La nausea
*Alda Merini: Fiore di poesia *Garcia Lorca: Poesie d'amore
*Charles Baudelaire: I Fiori del Male * Greg Iles: La regola del buio
*************E' PASSATA LA BUA**************
Perchè nascono così, nelle serate in cui non è necessario chiedere perchè loro vengano e ti siano vicini, in cui non è necessario parlare per capire, nè attendere domande cui dover dare risposte...nelle serate in cui loro sorridono per te e tu cerchi stentatamente un sorriso da donare loro, ed in questo gioco di specchi la luce reale e riflessa si confondono ed abbagliano, in cui la casa risuona di sapori e colori nuovi eppure famigliari ...e vorrebbero dormire con te per non lasciarti sola a pensare al futuro ma soprattutto per avere più ricordi quando sarai lontana.... e " ti prego non andartene" e " ma lei non si fermerà mai" ..."ed allora partiamo anche noi " ed è ora che faccia un pò di pulizia dentro perchè devo ricavare dello spazio in cui contenere chi porterò con me ed il superfluo oramai non ci sta, e neanche il necessario.
CIACK 1 - ANCHE I GRANDI SBAGLIANO -
CIACK 1254 - ORA SI' -
PRIMA LEZIONE DI SICILIANO
MODI DI DIRE MODI DA NON DIRE
1. Ti lampìo
2. Ma Va sbatti l'ova chi minni
3. Va sucati un pruno
Bouche e Dani