
Non ce la faccio a scrivere un post oggi , per lasciarvi intendere servirebbero parole che parlino di
consapevolezza incoscienza speranze risate ascolto pace intensità dolore ritorni abbandono morbidezza sabbia affinità protezione fiducia conoscenza illusioni lontananza musica musica tanta musica
La trasmissione non è chiara, c’è un fruscio di sottofondo…quindi meglio rimandare a quando potrò esprimermi con la chiarezza di quasi-sempre

Quando canto creo un sentiero profumato,
alto, intimo e ombroso
Per il quale passa timida e profonda l’anima con piede incerto
E modulo, profondendo in note, ignoti pensieri ad orecchie vergini
con occhi chiusi stretti e caparbi
Come un artigiano mette la sua essenza nel manufatto il mio spirito si avvolge di una nota ed io sono tutta lì….a cantare quanto non riesco a dire…da una vita… che vivo per il gusto di cantare
Le mie parole sono andate a dormire
sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare,
fanno come gli pare, si perdono al buio per poi ritornare;
Le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire
strette tra i denti, risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade fendenti,
al buio sospirate,
perdonate, da un palmo soffiate.

Al centro di una danza convulsa di incontri, l’inchino del primo sguardo, il piede veloce sulle affinità elettive, lento sui pavimenti scivolosi di spiriti lontani, immobile di fronte alla complessità di piroette che mi indurrebbero in errore, un giro veloce con chi mi accompagna da sempre, un valzer sognato con chi è lontano ed è sempre lì, al centro della pista, valzer sognato tanto intensamente da essere più vero dei passi ballati ieri, e nuove mani, nuove spalle, nuovi piedi, io volteggio trasognata e consapevole, mi abbandono, mantengo la posizione, mi lascio scivolare in un casquet, decido di guidare
UNA MAESTRA DI CERIMONIE
Ci vuole talento – memoria – incoscienza – gioia – perspicacia
“C’è stato un attimo che tu
mi sei sembrato niente,
è stato quando la tua mano
mi ha lasciato solo e inesistente,
hai volteggiato e sei tornata qui,
l’orchestra è andata avanti
e, poi, nessuno ha visto… vieni…
E abbiam ripreso a masticare
questa vecchia rumba,
ci siam sorrisi e salutati
e siam rimasti in pista,
e ci è sembrata sempre grande
questa nostra danza mezza dolce e mezza amara
e siam rimasti in gara…
Dancing…
I ballerini che lo fanno
un pò per professione,
un pò per vera vocazione
han passo di ossessione
e sanno bene che l’azzardo
è lieve come il leopardo
e san che tutte le figure
han mille sfumature…
Se nel mio passo hai avvertito
un’inquietudine e un grande inchino,
ero vicino a una città lontana
tutta di madreperla, argento,
vento, ferro, fuoco
e non trovavo qui nessuno
per parlarne un poco…
Dancing…
Sì, sono sempre più distratto
e anche più solo e finto
e l’inquietudine e gli inchini
fan di me un orango
che si muove con la grazia
di chi non è convinto
che la rumba sia soltanto
un’allegria del tango…
Dancing…
Paolo Conte

Salty people : Single After Long Term relationship
Un nome per ogni cosa, sono una salty, e come tutti i single ritrovati riempio le mie tasche dello stesso saggio consiglio, fare il vuoto intorno a me, il deserto, per ritrovarmi e poi di nuovo star bene con una nuova persona…deserto e salty…deserto e sale...ed ho già sete…
Aridità: deserto è solitudine ed aridità. Come non cedere all’ansia del confronto, della condivisione, della divisione fraterna o amorosa, dello specchiarsi in chi ci è affine e per questo volersi più bene….il deserto da soli può essere mortale
Le oasi: sono qui che pacatamente e silentemente, innocuamente direi ricostruisco me e la mia vita, nella tenda, nel deserto, cercando di non lasciare che la sabbia entri nei miei polmoni e mi inaridisca, trattengo il fiato, mi concentro sul mio respiro e poi, inaspettatamente, giungo nelle oasi,o le oasi giungono a me…forse sono miraggi, ma io le vedo rigogliose, fertili, vive, dissetanti…ed ho tanta sete… mi getto nel piccolo e perfetto specchio d’acqua e so che lui è lì per me ….mi seggo all’ombra di una palma e so che lei è lì per me, ed io mi sento più viva grazie a loro
Riconoscenza: con questo senso di riconoscenza riprendo il mio cammino, ho acqua ed energie necessarie ad attraversare dune e tempeste….per poi di nuovo affondare nell’abbraccio di una nuova oasi….che…nella mia mente poi…è un’immagine, sempre la stessa
Grazie F per quella metafora e grazie all'alba per aver fatto nascere questo post
DA ASCOLTARE PER UNA SUGGESTIVA LETTURA !!

Serata serena, soffusa, il cielo sereno, il colon sereno, io stranamente languidamente serena, sms, voci, risate, ammiccamenti, lenzuola fresche di bucato, brezza marina che inizio a riconoscere…
La serenità di una persona che vive in equilibrio su giorni, ore sempre diverse, su pensieri sempre diversi, e desideri che si rincorrono mai uguali…ed in questa totale mancanza di gesti ripetuti e di abitudini è la mia solidità ed anche la mia serenità, il mio riconoscermi.
E SONO UNA CARNEFICE: vivo in armonia con ciò che mi circonda, mi costruisco il mio nuovo microcosmo con eterni ricambi di energia , persone che vanno e vengono dalla mia casa come dai miei pensieri, mi ritrovo, guardo al presente con un sorriso e spero in un futuro eternamente stimolante e vitale
E SONO UNA CARNEFICE
5 anni non si possono cancellare, ma io esprimo la mia forza nella capacità di analizzare e superare, continuamente, razionalmente, implacabilmente, irrevocabilmente e ti ho portato sulle spalle in cima alla montagna, tu concentrato sulla tua carriera e sulla tua rivincita e rinascita, io concentrata sulla tua rivincita e rinascita e su di noi....
Invidiatissimi, affiatatissimi, rampantissimi, innamoratissimi soprattutto
Poi, quasi in cima ho finito le forze, tu sempre più veloce e determinato nel rincorrere obiettivi solo tuoi ed io stanca di dimenticare i miei
La cima era vicina, ma non un muscolo mi sorreggeva ormai
E SONO UNA CARNEFICE: ho cambiato tutto, città, lavoro, auto, casa, perché quando si vuole cambiare e partire lo si fa, senza indugi, ed oggi ti sento piangere, scongiurare, promettere, adorare, venerare persino, dire cose che forse nessuno mi dirà mai, o forse sì, ed io sento tutto questo lontano....sono lontana dalla nostra casa che è rimasta un tempio e dalla nostra vita fatta di piccole consolidate abitudini, una macchina con meccanismi oleati che ora è ferma. Lo ripeti ossessivamente tu come la Piaf "Dieu réunit ceux qui s'aiment"
FERMARSI: addormentarsi coscienti di quanto dolore crei ogni nostro gesto, passo, respiro, per chi è lontano e ci ama di un amore privo di speranza; dover essere fermi per rispetto e coerenza, fare la cosa giusta perché è in questi momenti che si vede il valore di un essere umano, quando si ha in mano l’anima sensibile e senza difese di un amante; il dolore provato è richiamato alla memoria, spesso, come un unguento che placa il senso di colpa e spinge a non commettere gli stessi errori
NON DIMENTICARE: la mia serenità oggi cammina accanto alla tua disperazione, il mio rinnovato presente ha a fianco la tua vita che privata di me “ non ha senso”, la mia nuova casa parla di me come la tua, che era la nostra e per questo ti vede di rado. Non sono la pietra che fa scivolare l’acqua, ma il terreno troppo irrigato che non ne assorbe più.
MI ADDORMENTO: lucida, consapevole, presente a me stessa, guardo il quadro alla giusta distanza e quindi vedo chiaramente i contorni, e ti rispetto. Inizio a rispettarmi, mi antepongo, mi ritrovo, me lo devi e me lo devo.

Foro italico in un giorno d'aprile - Palermo
Un dì si venne a me Malinconia
e disse: <<Io voglio un poco stare teco>>
e parve a me ch'ella menasse seco
Dolore e Ira per sua compagnia.
E io le dissi: <<Partiti, va via>>;
Dante – Vita Nova
Ci sono momenti, brevi, ma intensi, nei quali percepisco la profonda devastante solitudine, che è una condizione in genere ben accolta, non una condanna.
Non poter salire in auto e raggiungere l’ amica del cuore, non sentire la voce di mia madre che mi chiama per il pranzo, o vedere mio padre curioso che si affaccia nella mia camera, non poter frequentare i luoghi del cuore, tutto questo a volte mi chiude la gola.
Sento il calore degli amici lontani ma è un calore che a volte non mi scalda abbastanza…quello dei vicini scaturisce da fiammelle ancora troppo flebili…
Ed ho la percezione fisica del freddo, il bisogno di un abbraccio non richiesto, di uno scialle e di un angolo famigliare in cui rannicchiarmi… perché questo odore di nuovo mi disorienta.
Ieri era uno di quei giorni…..un giorno in cui la percezione della solitudine e la malinconia portano a fare dei bilanci; in cui dare un nome alle cose e cercare di dare una direzione ai rapporti, capire dove certe relazioni mi possono portare, e come, in cui comprendere quanto sincero sia chi mi circonda, ricordarmi della qualità, la qualità, e fare un attimo il freddo e cinico conto di quanto ricevo: per chi non si ricorda che vivere una relazione è anche uno scambio questo è un passaggio essenziale, un esercizio.
Chiamo sempre io? Aspettiamo e vediamo che subentra l’oblio
Sei istintivo, delirante, decisamente individualista ma brillante, bene! questo conta
Sei in crisi ed io ascolto, ascolto, ma leggo che potrei sempre appoggiarmi su di te con abbandono
Poi termina il pomeriggio, torno nel mio nido e organizzo una serata rilassante con gli amici evitando l’atteggiamento di isolamento da cane morente, piano piano torna il sorriso, svanisce il freddo, sento l’abbraccio sincero di chi mi vuole bene…le lontananze si appiattiscono…
Malinconie brevissime e fuggitivo ridere..
Guardatela la sua allegria di questa grande donna mia
Lasciatemela vivere, la gioia del suo culo e del suo cuore

Mi trovo spinta da vari stimoli ad affrontare il tema dei temi; quello della scelta dell’amore o della caduta nell’amore. Tre mesi di solitudine sono serviti soprattutto a rielaborare, l’intelligenza non serve solo a soffrire, anche ad analizzare e superare credo, ed io sono nella fase in cui non voglio ripetere certi errori.
Una crocerossina rispetto a me è nessuno, io ho sempre avuto la sindrome della Caposala; dove c’è un uomo evidentemente complesso e complicato, dall’esistenza scheggiata, dal passato che getta ombre cupissime sul presente bè lì ci sono io, anzi c’ero io. Scelta per la mia forza, gioia, solidità, ma io stessa consapevole della mia scelta ed anzi prima fautrice di incontri che non avrebbero potuto non avere conseguenze nefaste.
La Coazione a ripetere….un concetto affascinante, primitivo, naturale, la ripetizione non cosciente di esperienze ed episodi dolorosi lentamente ci abitua alla sopportazione di questi.
Le tracce che i traumi, la disperazione, l’animo oscuro lasciano nelle relazioni umane si ripetono, le storie si somigliano, ed ogni volta capisco di più, supporto di più, sopporto di più, condivido.
Perché? Perché nulla è più rassicurante e totalizzante dell’essere riconosciuta come punto di riferimento, approdo, salvezza, ancora, equilibrio, sostegno, specchio, radice e fine.
Queste le mie conclusioni, questa è una scelta più o meno consapevole ma è una scelta mia, non è il CASO che sceglie
Gli amori finiscono, e non finiscono senza un perché, i perché della fine sono spesso nell’inizio, ma non vogliamo vedere: ed ogni volta un vuoto, la sensazione di aver finito le energie, di non aver lasciato niente per me, di non aver aggiunto nessun mattone all’edificio della mia esistenza. Solo cieca caparbia devota ansia di riconoscimento.
Ho svuotato del senso in eccesso l’amore urlato , i giorni e le notti che oggi mi appaiono disperate.
Ho capito che la mia forza è MIA, ricostruisco la mia autostima, ricerco la LUCE , sono attenta allo SCAMBIO, mi allontano dal baratro resistendo alle sirene come un bimbo che sa cosa non deve fare. E come lui, il bimbo giudizioso, ripeto la mia piccola lezione per non dimenticare…e continuo ad accumulare la vita….fisso la poesia scritta a mano su un foglio verde alle pareti della mia camera..
Come i poveri si separano
senza odio né amore
alla fine di una stanca vita
noi potremmo lasciarci
ora che la battaglia è perduta
Riprendiamo ad accumulare la vita
non come l'avaro
che dovrà staccarsene a forza
MA
come il bambino
che per rincorrere un'ape
dimentica il suo tesoro di sassi
Lalla Romano*
* dedico la poesia a Debby

RIDO E SORRIDO...DEL RESTO SONO UNA BOCCA E SONO FATTA ANCHE PER QUESTO
RIDO DI GIOIA...SEMPRE DI GIOIA..MAI DI FELICITA'
LA FELICITA' E GLI ESSERI FELICI NON M'INTERESSANO
Da sempre penso al rapporto fra GIOIA e FELICITA': odio la felicità, dipende da ciò e da chi ci circonda, come dicono gli antichi " non vi è felicità solitaria", è tanto breve da essere sempre accompagnata dalla paura della fine, di sicuro è uno stato frequente dell'animo semplice e superficiale, perchè chi sa ed è in possesso di un sapere che si avvicina al vero non può essere felice ( Dante mio, non la pensavi così, ma quello di oggi è un altro mondo..poi magari io rosico perchè tu hai fatto un cammino di elevazione che io non avrei sopportato, sarei morta d'infarto alla vista di Cerbero e arrivederci).
Ma vogliamo mettere la forza della gioia? La gioia è uno stato connaturato di pochi esseri fortunati..è quella luce che esce dagli occhi, quella fiducia, disponibilità, sensibilità inspiegabili.
Io non ho una vita al momento dalla quale trarre felicità, problemi sul lavoro, amore lasciamo stare, salute lasciata al caso e analisi con numeri relativi, ma sono gioiosa e per questo ringrazio il cielo...FOTTITI FELICITA'...IO HO MOLTO DI PIU'.
Dopo 34 anni di desunzioni coerenti e confronti con gli esseri umani che mi cirocondano posso dire che la GIOIA si riconosce così:
1. Ti svegli al mattino con un sorriso
2. Vai a letto la sera con un sorriso sperando che il giorno successivo sia buono
3. Sei una fonte di positività per chi ti circonda ( se un giorno ti senti un tantino negativa del resto non esci, perchè ammorbare il prossimo)
4. Ti accorgi di non essere perfetta, ma proprio no, ma vuoi talmente buttarti e ruzzolarti nella TERRA che vivi e godere di tutte le sensazioni che la vita può darti, che alla fine anche tu diventi qualcosa da vivere appieno
5. Vorresti piangere perchè oggettivamente ci sarebbe da piangere, ma non ce la fai, e, dietro quell'espressione contrita, nascondi un ghigno...il ghigno di quella che dice " sìsì..infierisci..tanto non mi cambi".
6. Se ti chiedono " Sei felice?" rispondi "No" non sei mica scema, non ne hai motivo..... però stai bene senza un motivo e questa è la tua forza.
Ogni pretesa di verità ed oggettività è bandita da questo post come da questo blog; solo volontari riferimenti alla mia vita.

SOTTOSCRIVI ANCHE TU LA LISTA CIVICA
DIAMO FUOCO ALLE
PASSERE DI LEGNO
Metti una firma contro il perbenismo dilagante
Combatti con me CONTRO :
Se alle pareti della tua camera hai appeso dui nudi dei "Rossi" di Modigliani sarai di certo una maiala
Se ti sei messa lo smalto bordeaux tendi ad essere provocante, ma se ci abbini un sandalo tacco ..da 5cm in su, allora tendi al maialesco
Se sei una donna e lavori...vabbè Se sei una donna e fai un lavoro non tipicamente femminile...mh.... Se sei una donna che ricopre un ruolo da uomo....c'è qualcosa che non va.. Se parli di lavoro con un uomo invece di confrontarti con il genere femminile sui prezzi dei detersivi allora sì...sei di certo una maiala
Se la prima volta che fai sesso con un uomo ti concedi senza remore invece di rispettare uno scadenzario mensile, in genere eredità della bisnonna, per le pratiche eseguibili o meno...allora sei una gran maiala
Se a 33 anni non sei ancora sposata e non hai due/tre figli in età scolare, sei lesbica...o sei una gran maiala
La lista combatte contro le accuse reali di un certo mondo borghese e perbenista che inquina questa splendida terra
Se senti un intimo sacro fuoco che ti anima contro questa povera marmaglia
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